Il Tirreno

Pisa

"Non volevo spennare i turisti" ma gli altri ristoranti lo accusano

Parla il commerciante multato dopo la denuncia di un gruppo di clienti giapponesi. I colleghi minacciano di intraprendere un'azione legale contro di lui. "Danneggiata l'intera categoria"

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. I suoi colleghi promettono battaglia, anche legale, lui si difende: nessun conto salato, solo un equivoco. Il caso del ristoratore accusato di spennare i turisti, apparso sui giornali di mezza penisola, ha aperto a Pisa un dibattito ampio e vivace. Oggi la parola passa al protagonista di questa vicenda, Rolando Mini, titolare, in via Cammeo, del «Bar dei Miracoli».
 Un nome su cui le battute in questi giorni si sono sprecate, come quella sul miracolo del prezzo dimezzato.
 «Ho emesso un solo scontrino, quello definitivo, davanti ai poliziotti - racconta - perché quegli otto giapponesi lì hanno iniziato a litigare mentre lo stavo compilando, solo guardando i prezzi sul menù. Hanno preso delle bibite, qualche birra, dei thè caldi e i primi, non roba precotta, ma pasta fresca, ottima, tanto che col dito alla guancia facevano: very good. Quanto costano i primi? Da un minimo di 8.90 ad un massimo di 10.50. Perché hanno fatto tutto questo macello? E chi lo sa? I prezzi sono indicati. Io stavo compilando i conto e uno si è alzato e ha detto: vado a chiamare la polizia. Chiamala. Alla fine ho fatto lo scontrino ed è finito là».
 Molto diverso però il verbale della polizia, che parla di un primo conto, visto dagli agenti e dai vigili urbani, di 260 euro (32.50 a testa) e del secondo, ridotto a 134. In effetti facendo due rapidi calcoli, se un primo viene al massimo dieci euro, ponendo che una bibita venga messa (ed è tantissimo) a cinque, nella peggiore delle ipotesi si può parlare appunto, al massimo, di 130 euro. Ma agenti e vigili raccontano che il gestore sarebbe recidivo e che nella zona circolano addirittura prezzari diversi, uno per gli indigeni, l'altro per i turisti.
 Si narra anche del recente caso di quattro francesi che hanno chiamato i vigili per due coni e due coppette di gelato pagati 19 euro e 50, insomma cinque euro l'uno. O di quell'autorità, fra l'altro delle forze dell'ordine, che ha pagato un bicchiere d'acqua, un caffè e un tost 9 euro. Mentre mangiava, in piedi, si è seduto trenta secondi a leggere il giornale. Quando ha chiesto perché 9 euro gli hanno risposto: consumazione al tavolo.
 Intanto gli operatori di piazza del Duomo e dintorni insorgono. «Ci dissociamo - scrivono - dal comportamento di certi colleghi, rivendichiamo professionalità e impegno nell'accoglienza e la valorizzazione dei prodotti locali e delle zone turistiche. Stiamo valutando - aggiungono - la possibilità di un'azione legale, con le associazioni dei consumatori, contro chi danneggia con i suoi comportamenti la categoria, l'istituzione di un numero verde Sos prezzi e la realizzazione di una piantina, da affiggere in tutte le zone turistiche, contenente i locali del Duomo e i costi».
 Sul caso si riunirà lunedì prossimo il consiglio dei pubblici esercizi, per stabilire eventuali provvedimenti nei confronti del ristoratore. «Questi comportamenti - ha detto il presidente della Confcommercio, Alessandro Carrozza - danneggiano tutta la categoria. Ci risulta che il gestore in questione abbia già dato problemi in passato». Sul problema dell'accoglienza turistica interviene anche l'assessore provinciale al turismo, Giacomo Sanavio. «Se qualche operatore pisano - ha detto - pensa ancora di poter spennare il pollo che capita intorno a piazza dei Miracoli si sbaglia di grosso. La nostra capacità di rimanere competitivi passa dalla qualità dell'offerta e dal giusto prezzo. Ai turisti bisogna dare sensazioni uniche. L'aria che in in certi locali si respira vicino a piazza Duomo non ha nulla a che vedere con ciò che cerca chi viaggia. La promozione funziona e i turisti arrivano: basta saperli soddisfare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web