Italia
È pisana la poliziotta della fiction su Rai3 «La nuova squadra»
Carlo Venturini
Lisa Galantini, nei panni del vicequestore che ripristina l'ordine a Napoli
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PISA. «Sparo proiettili di femminilità alla malavita». Così, Lisa Galantini, pisana di 34 anni, definisce il suo ruolo di protagonista femminile nella fiction di Rai3 «La nuova squadra» dove lei interpreta il ruolo del vicequestore Paola Ricci che deve ripristinare l’ordine tra i vicoli di Napoli ma anche all’interno del Commissariato Spaccanapoli dove lavorano Rolando Ravello e Pietro Tarricone. Presa tra due fuochi, la nostra Lisa cala l’asso a lei più congeniale e ci dice: «A differenza dei vari «capi femminili» visti nelle fiction che si atteggiano a maschi forti e risoluti, io sfodero la mia fragilità, la mia sensibilità. E anche la mia insicurezza trasformando queste caratteristiche in forza comunicativa». «Queste doti - continua l’attrice - ritagliano il ruolo di una donna ancor prima di una poliziotta, che alla fine della giornata di lavoro si ritrova sola con se stessa, chiusa nel suo ufficio e qualche volta non può trattenere le lacrime»: continua Lisa. Intendiamoci, la nostra Galantini fa della femminilità un’arma ma non è un’attrice velineggiante tutta tacchi a spillo e jeans attillati, anzi lei si definisce «carina ma nulla più». «L’essere donna in tutto e per tutto - spiega l’attrice - aiuta il mio personaggio a far confessare i criminali, a farmi dire cose che con la forza non si ottengono. I
o arrivo di sponda alla verità, mentre i colleghi/attori poliziotti usano la via maestra della forza». Femminilità ed astuzia, fragilità ed alti ideali di giustizia, tutto questo tratteggia il personaggio della Galantini che deve lasciare marito e figlio a Genova per ripristinare la giustizia a Napoli. L’attrice pisana ha un significativo spessore di formazione teatrale con un diploma in danza e teatro allo Stabile di Genova città da lei eletta per il suo lancio nel mondo della recitazione dopo aver frequentato il Liceo Scientifico Dini di Pisa città dove lei torna spesso e dove ritrova l’affetto della madre e di due amici fidati. «Per le riprese della fiction - dice Galantini, vivo da Novembre a Napoli, una città che in qualche modo richiama Genova e quindi mi sento a casa anche se guarderò la prima puntata della fiction con amici nel mio divano genovese». Il ruolo da protagonista femminile in questa fiction era sicuramente appetibile da tante attrici. La scelta è caduta su Galantini che non ha mai lavorato per la televisione. Quindi la nostra attrice deve avere almeno un segreto o un jolly. «Più che un segreto - rivela Galantini - ho avuto un allineamento favorevole di tutti gli astri.
E’ una di quelle situazioni che capitano una volta nella vita. Avevo firmato già tre contratti per spettacoli teatrali. Ero tranquilla dal punto di vista professionale ma il destino ha voluto che in meno di 12 ore ricevessi tre telefonate per andare a fare il provino». E lei c’è andata e sappiamo che erano già almeno tre mesi che attrici famose o meno, si recavano in pellegrinaggio a fare provini. «Quando ho finito la prova di recitazione - dice Galantini - mi è stato detto in maniera molto semplice: tu sei perfetta per il ruolo. Che programmi hai?». Immaginiamo l’emozione, immaginiamo anche la preoccupazione di essere calati d’improvviso a recitare per 22 puntate accanto ad attori mai incontrati prima. «Pietro Tarricone è straodinario - sdrammatizza subito Galantini - abbiamo lavorato benissimo, lui è amato, letteralmente dalla telecamera. Ravello è un attore che non ha bisogno di presentazioni ed è un grandissimo». L’anti Pandolfi è dunque sugli schermi ed è una giovane pisana che ha dato nuova linfa emotiva alla «Nuova Squadra».
o arrivo di sponda alla verità, mentre i colleghi/attori poliziotti usano la via maestra della forza». Femminilità ed astuzia, fragilità ed alti ideali di giustizia, tutto questo tratteggia il personaggio della Galantini che deve lasciare marito e figlio a Genova per ripristinare la giustizia a Napoli. L’attrice pisana ha un significativo spessore di formazione teatrale con un diploma in danza e teatro allo Stabile di Genova città da lei eletta per il suo lancio nel mondo della recitazione dopo aver frequentato il Liceo Scientifico Dini di Pisa città dove lei torna spesso e dove ritrova l’affetto della madre e di due amici fidati. «Per le riprese della fiction - dice Galantini, vivo da Novembre a Napoli, una città che in qualche modo richiama Genova e quindi mi sento a casa anche se guarderò la prima puntata della fiction con amici nel mio divano genovese». Il ruolo da protagonista femminile in questa fiction era sicuramente appetibile da tante attrici. La scelta è caduta su Galantini che non ha mai lavorato per la televisione. Quindi la nostra attrice deve avere almeno un segreto o un jolly. «Più che un segreto - rivela Galantini - ho avuto un allineamento favorevole di tutti gli astri.
E’ una di quelle situazioni che capitano una volta nella vita. Avevo firmato già tre contratti per spettacoli teatrali. Ero tranquilla dal punto di vista professionale ma il destino ha voluto che in meno di 12 ore ricevessi tre telefonate per andare a fare il provino». E lei c’è andata e sappiamo che erano già almeno tre mesi che attrici famose o meno, si recavano in pellegrinaggio a fare provini. «Quando ho finito la prova di recitazione - dice Galantini - mi è stato detto in maniera molto semplice: tu sei perfetta per il ruolo. Che programmi hai?». Immaginiamo l’emozione, immaginiamo anche la preoccupazione di essere calati d’improvviso a recitare per 22 puntate accanto ad attori mai incontrati prima. «Pietro Tarricone è straodinario - sdrammatizza subito Galantini - abbiamo lavorato benissimo, lui è amato, letteralmente dalla telecamera. Ravello è un attore che non ha bisogno di presentazioni ed è un grandissimo». L’anti Pandolfi è dunque sugli schermi ed è una giovane pisana che ha dato nuova linfa emotiva alla «Nuova Squadra».
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