Il Tirreno

Pisa

Dati catastali, caos senza fine

Carlo Venturini
Dati catastali, caos senza fine

Dopo Acque anche Enel e Toscana Energia li chiedono ma nessuno sa entro quando gli utenti devono fornirli

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PISA. Quanta confusione per quei dati catastali. Mancano le date certe per l’invio da parte dei cittadini e manca l’indicazione se spedire tutto per raccomandata o posta ordinaria. Di certo c’è solo la sanzione che sfiora i duemila euro. E a rimetterci sono i cittadini che stanno per ricevere oltre trecentomila fatture scaglionate, questa volta da Enel e Toscana Energia Clienti. Curiosa è l’informazione ricevuta da un nostro lettore alla domanda sui termini per la compilazione del questionario. La risposta di Toscana Energia è stata: «...quando vuole lei». Anche l’agenzia delle entrate di Pisa dichiara che in realtà l’ufficio territoriale non è competente e che tutto proviene dall’ufficio centrale romano. Fatto sta che l’ultima comunicazione nota e ufficiale da parte di Roma dice che i gestori dei servizi pubblici hanno tempo fino al 30 aprile 2009 per l’invio dei dati catastali e non più il 30 aprile 2008. Peccato che questo riguardi le società che gestiscono il servizio pubblico, ovvero Enel, Toscana Energia e Acque mentre nulla si dice su quando il cittadino deve consegnare questi dati rompicapo.

La motivazione della proroga è infatti prettamente aziendale e cioè: «...per le difficoltà riscontrate dalle imprese erogatrici di forniture di acqua, gas, elettricità, soprattutto per quei contratti di fornitura tacitamente rinnovati». Da ciò si deduce che anche i cittadini avranno più tempo per la compilazione ma non si sa di preciso quanto. L’italica burocrazia dunque imperversa e per di più incombe con una sanzione che va da 103 a 2.000 euro. Difficile dar torto a Fausto Valtriani di Acque spa quando parla di provvedimenti borbonici. Tanto per far capire l’ingolfamento a cui vanno incontro le aziende basti pensare che il numero verde di Acque è passato da 700 telefonate al giorno a 4mila. Il consiglio che diamo ai lettori è di non buttare via i dati già raccolti per Acque che, purtroppo per lei, è stata la prima società a dover affrontare questa crociata burocratica anche se la cortesia degli addetti al front office ha smussato molte problematiche. A trovarsi in difficoltà di fronte a questa prescrizione di legge sono dunque anche le aziende dei pubblici servizi che sopportano spese aggiuntive.

Le cifre parlano chiaro: delle 600mila fatture che Toscana Energia sta mandando in tutta la regione ne sono state spedite già 250mila con il relativo questionario allegato. Succede però che le persone mandino i questionari a Ospedaletto mentre invece devono inviarli a una casella postale dell’Eni di Roma. Niente paura perché Toscana Energia provvede essa stessa - ecco le spese aggiuntive - a inviare al corretto indirizzo le buste con i questionari. Siamo nel terzo millennio ma la posta deve essere spedita con i vecchi sistemi. Il questionario catastale è stampato con un codice a barre che deve poi essere letto da un computer. L’invio tramite fax distorce le barre del codice e quindi poi risulterebbe illeggibile. Rimane insoluto il problema non da poco, se spedire le buste via raccomandata o via posta. La legge non lo specifica.

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