Proteste
Pisa, 4 facoltà rischiano di dover diminuire i corsi
Marco Barabotti
All'ateneo di Pisa quattro facoltà su undici non hanno abbastanza docenti per reggere l'attuale offerta formativa
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PISA. All’ateneo di Pisa quattro facoltà su undici non hanno abbastanza docenti per reggere l’attuale offerta formativa. Nel mirino del ministero ci sono i troppi corsi di laurea, a volte con titoli astrusi o semplici doppioni. È quanto emerge da una inchiesta del “Sole 24 Ore”. Con le regole fissate la scorsa settimana dal ministro dell’università Fabio Mussi, solo il 36% delle facoltà potranno tenere in vita tutti i corsi attuali dopo il 2010. Per avere il via libera ministeriale non basteranno i docenti di ruolo. Tra i requisiti necessari entrano anche le capacità di informare lo studente sui meccanismi dei corsi e sul peso reale del titolo nel mercato del lavoro. Insomma, il decreto Mussi intende riportare tutta l’offerta entro precisi parametri di qualità. Qui a Pisa, considerando anche le grandi difficoltà di bilancio che non permettono assunzioni, a rischio sono Agraria per cui sono richiesti 116 docenti (ne ha 86), Economia che ne avrebbe bisogno di 152 e invece ne ha soli 108, Farmacia che ne ha 56 e invece ne dovrebbe avere 88 e Scienze politiche - è il caso più eclatante - che ne ha 57 e ce ne vorrebbero più del doppio: 140.
Complessivamente, quindi, in queste quattro facoltà mancano, per rientrare nei parametri stabiliti da Mussi, 189 docenti. C’è anche il caso alla rovescia, vale a dire dove i docenti sono molti di più del parametro richiesto. Salta agli occhi soprattutto Lingue dove a fronte di 28 docenti che secondo il ministero sarebbero sufficienti a portare avanti bene l’attività ve ne sono 84, esattamente il triplo. Ma anche Medicina veterinaria dove a fronte di una richiesta di 52, ve ne sono quasi il doppio (93). Oppure Giurisprudenza che ha 88 docenti e ne basterebbero 52. Ben bilanciata invece Medicina e chirurgia che ha 339 docenti di fronte a un parametro di 312. Così anche Lettere e filosofia (180 richiesti contro i 220 in servizio). Un po’ affollata di docenti Scienze matematiche fisiche e naturali (parametro a 328, i docenti sono 403). Nell’elenco del “Sole 24 Ore” manca la facoltà di Ingegneria, compresa in un generico “Interfacoltà”. La data limite è il 2010.
Che è davvero un bel problema, anche per Pisa, alla stregua di molte altre università italiane, diverse delle quali stanno anche peggio. Infatti fra tre anni accademici, per attivare un corso sarà necessario poter contare su quattro docenti di ruolo per anno: un corso di laurea, dunque, ha bisogno di almeno 12 docenti, una laurea specialistica di 8 e una a ciclo unico di 20 (24 se la durata di legge è di 6 anni). È una cura dimagrante notevole quella che dovranno fare le università italiane, quindi con decisi tagli alla propria offerta formativa, se vorranno entrare nel 2010 nei parametri fissati dal ministero dell’università. E ciò dovrà avvenire con una certa urgenza: per Pisa i casi sono quelli, come dicevamo prima, di Agraria, Economia, Farmacia e Scienze politiche. Infatti il decreto firmato venerdì scorso dal ministro Mussi dà tre anni di tempo per rientrare in carreggiata, pena la cancellazione dell’offerta formativa dei corsi fuori regola. E la prima tappa dell’adeguamento, per ora non obbligatorio, scatta subito nei regolamenti didattici di ateneo che vanno presentati entro il prossimo 30 gennaio 2008.
Complessivamente, quindi, in queste quattro facoltà mancano, per rientrare nei parametri stabiliti da Mussi, 189 docenti. C’è anche il caso alla rovescia, vale a dire dove i docenti sono molti di più del parametro richiesto. Salta agli occhi soprattutto Lingue dove a fronte di 28 docenti che secondo il ministero sarebbero sufficienti a portare avanti bene l’attività ve ne sono 84, esattamente il triplo. Ma anche Medicina veterinaria dove a fronte di una richiesta di 52, ve ne sono quasi il doppio (93). Oppure Giurisprudenza che ha 88 docenti e ne basterebbero 52. Ben bilanciata invece Medicina e chirurgia che ha 339 docenti di fronte a un parametro di 312. Così anche Lettere e filosofia (180 richiesti contro i 220 in servizio). Un po’ affollata di docenti Scienze matematiche fisiche e naturali (parametro a 328, i docenti sono 403). Nell’elenco del “Sole 24 Ore” manca la facoltà di Ingegneria, compresa in un generico “Interfacoltà”. La data limite è il 2010.
Che è davvero un bel problema, anche per Pisa, alla stregua di molte altre università italiane, diverse delle quali stanno anche peggio. Infatti fra tre anni accademici, per attivare un corso sarà necessario poter contare su quattro docenti di ruolo per anno: un corso di laurea, dunque, ha bisogno di almeno 12 docenti, una laurea specialistica di 8 e una a ciclo unico di 20 (24 se la durata di legge è di 6 anni). È una cura dimagrante notevole quella che dovranno fare le università italiane, quindi con decisi tagli alla propria offerta formativa, se vorranno entrare nel 2010 nei parametri fissati dal ministero dell’università. E ciò dovrà avvenire con una certa urgenza: per Pisa i casi sono quelli, come dicevamo prima, di Agraria, Economia, Farmacia e Scienze politiche. Infatti il decreto firmato venerdì scorso dal ministro Mussi dà tre anni di tempo per rientrare in carreggiata, pena la cancellazione dell’offerta formativa dei corsi fuori regola. E la prima tappa dell’adeguamento, per ora non obbligatorio, scatta subito nei regolamenti didattici di ateneo che vanno presentati entro il prossimo 30 gennaio 2008.
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