Sicurezza
Nominati i direttori di dipartimento
Pasquali e Contini: così investiamo nel futuro dell'ospedale
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PISA. I dipartimenti ad assistenza integrata sono stati ridotti da 19 a 12 e i clinici che hanno fatto grande la sanità pisana si sono fatti da parte. Il loro posto, nella maggior parte dei casi, è stato preso dagli allievi, dai medici cresciuti per anni sotto al loro ombrello. I nuovi superdirigenti dell'azienda ospedaliera universitaria, ai quali è stato demandato il compito di dirigere i dipartimenti, sono stati presentati ieri mattina in rettorato, al Palazzo alla Giornata, alla presenza del professor Marco Pasquali, rettore dell'ateneo, e del dottor Vairo Contini, direttore generale dell'Aoup. Del gruppo non fanno più parte clinici illustri del calibro di Cassano, Pinchera, Salvetti e Mosca. Sono stati confermati unicamente Paolo Miccoli, Luigi Murri, Eugenio Orsitto, Mauro Rossi, Alfredo Mussi e Franco Filipponi.
I DIPARTIMENTI. La suddivisione, comunque, è la seguente. Il dipartimento del laboratorio sarà guidato dal professor Pietro Pietrini; il dipartimento cardiotoracico dal professor Alfredo Mussi; il dipartimento dell'emergenza e dell'urgenza dal dottor Eugenio Orsitto; il dipartimento endocrinologia e del rene dal professor Paolo Vitti; il dipartimento di gastroenterologia dal dottor Mauro Rossi; il dipartimento trapiantologia epatica, epatologia e infettivologia dal professor Franco Filipponi; il dipartimento di scienze oncologiche e radiologiche dal dottor Fabio Falaschi; il dipartimento di neuroscienze dal professor Luigi Murri; il dipartimento materno-infantile dal dottor Paolo Simi; il dipartimento testa-collo dal professor Stefano Sellari Franceschini; il dipartimento medico dal dottor Stefano Taddei; il dipartimento chirurgico dal professor Paolo Miccoli.
L'OPERAZIONE. Il cambio generazionale ai vertici della sanità pisana serve per investire sul futuro. Questo, nella sostanza, hanno teso a sottolineare Marco Pasquali e Vairo Contini: «C'è la precisa volontà - ha detto il rettore - che l'azienda ospedaliero-universitaria pisana guardi all'avvenire con professionisti capaci. Coloro che sono stati responsabili di dipartimento e non lo saranno più - ha proseguito - metteranno la loro esperienza a servizio dei successori».
Le scelte fatte hanno privilegiato il possesso di alcuni requisiti: forte motivazione, indiscusso valore scientifico, propensione all'innovazione. Proprio quest'ultima qualità è ritenuta fondamentale per aumentare il prestigio dell'azienda.
Vairo Contini, da parte sua, ha sottolineato quanto il lavoro tra Università e azienda ospedaliera sia stato svolto di comune accordo. «Qui ho trovato una grande spinta al rinnovamento. Oggi siamo tra le poche aziende in Italia che possono rinnovare avendo alle spalle il paracadute del consenso di chi se ne va». I grandi medici, e qui sta il valore aggiunto dell'operazione, hanno garantito di voler collaborare ai massimi livelli: «Siamo un esercito che può vincere qualsiasi battaglia», ha chiosato il direttore generale dell'Aoup.
LA RIDUZIONE. Ma qual era la necessità di ridurre i dipartimenti in maniera così drastica? Anzitutto, ha osservato il rettore Pasquali, c'era bisogno di un adeguamento alla politica regionale: a Firenze i dipartimenti sono 14 (diventeranno 13), a Siena otto. «I nostri 19 erano legati al momento storico, al 2004, quando furono concepiti trasferendo il modello delle cliniche. La riduzione è suggerita da ragioni funzionali: quando il numero dei dipartimenti è elevato, le competenze si disperdono». In questo modo, viceversa, si punta a raggiungere una massa critica che, se da un lato consentirà economie di scala, dall'altro sarà un'arma in più in chiave di concorrenza con altre aziende. Contini ha escluso che i dipartimenti siano a chiusura stagna: l'alto livello di tecnologia ne favorirà anzi l'integrazione. Ma saranno i pazienti a giovarsi della nuova riorganizzazione, poiché «esauriranno il loro percorso nell'area dipartimentale».
LA CONCORRENZA. Parrà strano, ma il termine concorrenza ha diritto di cittadinanza pure in sanità. Esiste un modo oggettivo per valutarla? «La qualità e l'attrattiva, ovvero la quantità di pazienti di altre regioni che si rivolgono a noi, sono due elementi fondamentali», ha risposto il rettore Pasquali. «La scelta è basata sulla percezione della qualità - gli ha fatto éco Vairo Contini -, che include, oltre alle cure, l'ascolto e i tempi d'attesa». Nell'ottica della massima concorrenzialità verranno pure banditi, entro la fine dell'anno, i concorsi per i primariati ancora scoperti.
I DIPARTIMENTI. La suddivisione, comunque, è la seguente. Il dipartimento del laboratorio sarà guidato dal professor Pietro Pietrini; il dipartimento cardiotoracico dal professor Alfredo Mussi; il dipartimento dell'emergenza e dell'urgenza dal dottor Eugenio Orsitto; il dipartimento endocrinologia e del rene dal professor Paolo Vitti; il dipartimento di gastroenterologia dal dottor Mauro Rossi; il dipartimento trapiantologia epatica, epatologia e infettivologia dal professor Franco Filipponi; il dipartimento di scienze oncologiche e radiologiche dal dottor Fabio Falaschi; il dipartimento di neuroscienze dal professor Luigi Murri; il dipartimento materno-infantile dal dottor Paolo Simi; il dipartimento testa-collo dal professor Stefano Sellari Franceschini; il dipartimento medico dal dottor Stefano Taddei; il dipartimento chirurgico dal professor Paolo Miccoli.
L'OPERAZIONE. Il cambio generazionale ai vertici della sanità pisana serve per investire sul futuro. Questo, nella sostanza, hanno teso a sottolineare Marco Pasquali e Vairo Contini: «C'è la precisa volontà - ha detto il rettore - che l'azienda ospedaliero-universitaria pisana guardi all'avvenire con professionisti capaci. Coloro che sono stati responsabili di dipartimento e non lo saranno più - ha proseguito - metteranno la loro esperienza a servizio dei successori».
Le scelte fatte hanno privilegiato il possesso di alcuni requisiti: forte motivazione, indiscusso valore scientifico, propensione all'innovazione. Proprio quest'ultima qualità è ritenuta fondamentale per aumentare il prestigio dell'azienda.
Vairo Contini, da parte sua, ha sottolineato quanto il lavoro tra Università e azienda ospedaliera sia stato svolto di comune accordo. «Qui ho trovato una grande spinta al rinnovamento. Oggi siamo tra le poche aziende in Italia che possono rinnovare avendo alle spalle il paracadute del consenso di chi se ne va». I grandi medici, e qui sta il valore aggiunto dell'operazione, hanno garantito di voler collaborare ai massimi livelli: «Siamo un esercito che può vincere qualsiasi battaglia», ha chiosato il direttore generale dell'Aoup.
LA RIDUZIONE. Ma qual era la necessità di ridurre i dipartimenti in maniera così drastica? Anzitutto, ha osservato il rettore Pasquali, c'era bisogno di un adeguamento alla politica regionale: a Firenze i dipartimenti sono 14 (diventeranno 13), a Siena otto. «I nostri 19 erano legati al momento storico, al 2004, quando furono concepiti trasferendo il modello delle cliniche. La riduzione è suggerita da ragioni funzionali: quando il numero dei dipartimenti è elevato, le competenze si disperdono». In questo modo, viceversa, si punta a raggiungere una massa critica che, se da un lato consentirà economie di scala, dall'altro sarà un'arma in più in chiave di concorrenza con altre aziende. Contini ha escluso che i dipartimenti siano a chiusura stagna: l'alto livello di tecnologia ne favorirà anzi l'integrazione. Ma saranno i pazienti a giovarsi della nuova riorganizzazione, poiché «esauriranno il loro percorso nell'area dipartimentale».
LA CONCORRENZA. Parrà strano, ma il termine concorrenza ha diritto di cittadinanza pure in sanità. Esiste un modo oggettivo per valutarla? «La qualità e l'attrattiva, ovvero la quantità di pazienti di altre regioni che si rivolgono a noi, sono due elementi fondamentali», ha risposto il rettore Pasquali. «La scelta è basata sulla percezione della qualità - gli ha fatto éco Vairo Contini -, che include, oltre alle cure, l'ascolto e i tempi d'attesa». Nell'ottica della massima concorrenzialità verranno pure banditi, entro la fine dell'anno, i concorsi per i primariati ancora scoperti.
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