Il Tirreno

Pisa

Senza il porta a porta, rischio ecotassa

Giovanni Parlato
Senza il porta a porta, rischio ecotassa

Nei cassonetti dell'organico trovati lampadari, ferri da stiro, scale e vestiti

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PISA. Una scala in ferro che esce dal cassonetto dell'organico. Siamo a Porta a Lucca. Ma non è il solo caso di pura inciviltà. Nel contenitore marrone, dove c'è un cartello che avvisa cosa scaricare dentro, i cittadini buttano di tutto. In diverse parti della città, sono stati trovati all'interno dei cassonetti dove si dovrebbero gettare gli scarti organici della tavola, vestiti, scarpe, un ferro da stiro e perfino due grossi lampadari da sala, di quelli a goccia, fatti di tanti pezzetti di vetro smerigliato. Il risultato è che la raccolta differenziata sta andando a picco col rischio di scendere sotto la soglia del 35% e quindi di pagare l'ecotassa. Chi ha buttato la scala, il ferro da stiro, i lampadari dovrebbe rammentarselo. Perché non solo lui, ma tutti i cittadini saranno chiamati a mettere mano al portafogli per le malefatte di qualcuno.

 La raccolta porta a porta anche se non piaceva e alla fine è stata bocciata dal referendum, garantiva un quantitativo di differenziata che poneva - seppur non molto - la nostra città sopra la soglia-rischio. Il passaggio dal porta a porta ai cassonetti per l'organico ha ridotto la quantità di rifiuti già divisa che va in discarica. Non ci sono ancora dati certi (sono in elaborazione), ma è certo l'orientamento che l'apporto delle famiglie sta registrando un forte calo. Da qui, la domanda è semplice: pagheremo l'ecotassa? E, quindi, aumenterà la tarsu, la tassa sui rifiuti?

 Il metodo con cui viene calcolata la famigerata soglia del 35% è piuttosto complicato. I fattori che vengono presi in considerazione sono due: il risultato complessivo della raccolta differenziata e la produzione pro-capite annua dei rifiuti. In base a questo rapporto, viene calcolata la soglia per ogni Comune. L'ingegner Franco Borchi, direttore dell'Ato 3 Pisa (dove Ato sta per Ambito territoriale ottimale, zona di divisione all'interno della provincia) afferma che «il tributo per il conferimento in discarica aumenta del 20% per chi non ha superato il 35% della raccolta differenziata». Situazione, per Pisa, da chiarire in quanto la maggioranza dei rifiuti va all'inceneritore e una parte in discarica. Poi, quest'anno l'inceneritore è stato chiuso per la "nuvola viola".

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