Il Tirreno

Pisa

«Troppe case, poco verde»

Carlo Venturini
«Troppe case, poco verde»

Il prof. Pierotti: sarebbe il colmo un ristorante sulla piazza

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La città si deve svegliare. Con 450mila metri cubi di uffici, residenze, zone commerciali e ristoranti, si vuole cambiare volto alla Piazza dei Miracoli e nessuno se ne accorge»: dice il prof. Piero Pierotti che vuole provocare prima possibile un dibattito sulla questione Santa Chiara-Piazza dei Miracoli. Incredibile ma vero- molti addetti ai lavori non ne sanno un granchè del progetto di David Chipperfiled nonostante sia in corso una mostra a San Michele degli Scalzi.

  I porticati ed il ristorante della discordia. «Stando al progetto di Chipperfield - dice Pierotti - si ipotizza all'interno della piazza dei Miracoli adiacente al muro del Santa Chiara un doppio colonnato come elemento di cerniera tra la piazza vera e propria e quanto ci sarà nell'area del Santa Chiara ad esempio gli alberghi. E non serve essere Renzo Piano per vedere dalle foto pubblicate come cambia volto la nostra Piazza. Uno di questi due colonnati è in marmo «zizzagante». I due porticati giocano ad incastro aperto per sottolineare la possibilità di scambio con la Piazza. La giuria che ha valutato il porgetto di Chipperfield scrive nella motivazione che "si preferisce conservare il muro attuale" ma l'ultima parola al momento opportuno, spetta pur sempre al consiglio comunale visto che siamo ancora in una fase di progetto urbanistico. Ciò che mi preoccupa è che guardando la mostra a San Michele degli Scalzi, è previsto nel progetto, un ristorante addirittura di 2300 m/q. Un vero fast food che è, sulla carta, comunicante con la piazza.

Anche solo pensare una cosa del genere è alquanto preoccupante. Ricordiamo che qualche anno fa la MC Donald voleva imbottire Piazza dei Miracoli di cheesburgher. Ci auguriamo che non si tratti di niente di simile e proprio per questo è necessario discuterne pubblicamente».

  L'eccesso di carico urbanistico. Piero Pierotti che è anche presidente dell'Art Watch Italia dichiara: «C'è un eccesso di carico urbanistico e cioè ben 438mila m/c che coinvolgono 15 cliniche destinate a residenze, uffici, zone commerciali e strutture ricettive con un investimento di circa 200 milioni di euro». Non è uno scherzo cambiare destinazione a 15 edifici ma nei fatti se ne parla e se ne è parlato ben poco. Ma su questo argomento ci ritorneremo. Ciò che stupisce è che non è previsto un vero e proprio percorso culturale e museale ed è deficitario il piano del verde pubblico». Per tutti questi motivi, il prof. Pierotti chiede un dibattito pubblico e un convegno.

  Le reazioni. Ci si sarebbe immaginato da parte degli addetti ai lavori, una gran voglia di esprimere un'opinione su una delle opere epocali per la città di Pisa. Ma non è stato così. Pierfrancesco Pacini, presidente dell'Opera della Primaziale, si limita a dire laconicamente che «non conosce nel dettaglio il progetto di Chipperfield». Il prof. Salvatore Settis, direttore della Normale, da sempre sentinella autorevole di tutto ciò che attiene ai cambiamenti importanti in città, fa sapere attraverso i suoi uffici di non conoscere il dettaglio del progetto. Per avere una qualche dichiarazione, lo ripetiamo stiamo parlando di un progetto epocale e che è stato reso pubblico il 14 settembre, bisogna arrivare fino al presidente dell'Ordine degli Architetti Giuliano Colombini che fatte tutte le premesse di prudenza sul caso esprime un'opione personale dicendo: «La soluzione del doppio porticato che apre la piazza dei Miracoli è discutibile. Avrei preferito lasciare la piazza, il più possibile al riparo di quanto avverrà alle sue spalle». Quando si entra dalla Porta del Leone, il colpo d'occhio è straodinario.

Sembra di entrare in un ortus conclusus di meraviglie architettoniche ed artistiche. Il progetto di Chipperfield cambia radicalmente questa atmosfera».
 L'architetto Riccardo Ciuti fa un'altra osservazione: «Lo spazio che si va a recuperare ha una dimesione inusitata. Come si potrà riempirla? Cioè il progetto oltre che bello sarà anche funzionale? Il riuso del S.Chiara prevede un mix di residenze, uffici, negozi senza configurare al momento funzioni forti ed attrattive, tali da giustificare uno spostamento di persone dal Duomo al nuovo spazio strada/piazza». «Un porticato delle dimensioni ipotizzate darà, di notte, riparo a senza fissa dimora con l'ipotesi di arrivare a chiusure come quelle del colonnato del Bernini a Roma. Un porticato chiuso però, vanificherebbe la funzione di comunicazione tra la Piazza e S. Chiara. Bisogna riflettere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze