Il Tirreno

Pisa

Partono le mense, ma i pasti non arrivano

Partono le mense, ma i pasti non arrivano

Prima la cucina va in tilt, poi gli autisti dei furgoni sbagliano strada

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PISA. L’inizio del servizio mensa alle scuole, è stato un disastro. Al centro di cucina di Ospedaletto come il personale accendeva i fornelli saltava la luce perché il contatore non era adeguato alla potenza necessaria, due autisti alla guida dei furgoni con all’interno i pasti hanno sbagliato clamorosamente strada non trovando le scuole dove andare, l’amministrazione quando ha capito che la situazione si faceva grave ha inviato alcune focaccine. Alla fine, il bilancio è il seguente: i pasti non sono arrivati a tre scuole (le materne comunali Agazzi e Calandrini oltre all’istituto Gamerra); in quattro scuole il ritardo è stato di quasi due ore (elementari Filzi e materne Parmeggiani, Ciari e Manzi); in 28 scuole il ritardo è stato di mezz’ora. Sonia Bernardini, assessore comunale alla scuola, ha convocato una conferenza stampa nel pomeriggio per spiegare i motivi di un simile fallimento che ha innescato furiose proteste fra i genitori.

«Mi scuso a nome dell’amministrazione comunale - ha detto l’amministratore - provvederemo a fare pagare le penalità alla ditta responsabile e i genitori, anche se è di poca consolazione, non pagheranno questo giorno di refezione». L’assessore Bernardini aveva a fianco Laura Nassi, dirigente del servizio mense, e Rita Dettori, dell’ufficio mense. Ma aveva voluto anche che fossero presenti Andrea Legato e Paolo Palummo, responsabili della ditta D.A. (Distribuzione Alimenti) di Ospedaletto che ha vinto l’appalto per la refezione e la distribuzione dei pasti. «Sono sette anni che svolgiamo questo lavoro ed è la prima volta che questo accade - ha detto il responsabile Palummo -. La cucina è completamente nuova e ci avevano assicurato che la potenza di energia elettrica era sufficiente. Alla prova, non è stato così. Quando la cucina ha cominciato a lavorare, il contatore saltava in continuazione. Questo ha causato un ritardo di mezz’ora. Che poteva anche essere sopportato.

Ma è subentrato un ulteriore grave ritardo poiché due autisti su sei che avevano il compito di trasportare i pasti hanno sbagliato strada». Silenzio. Riflettiamo sulle ultime parole: due autisti hanno sbagliato strada. Domanda successiva: la ditta di distribuzione è pisana? Risposta: «È di Pistoia, il servizio è stato dato in subappalto alla ditta Extra». Domanda: quindi l’autista arriva da fuori? Risposta: «La ditta è di Pistoia, ma gli autisti sono pisani». Segue un altro momento di silenzio (e di imbarazzo). Ma come è possibile, due autisti pisani con il carico di pasti per alcune scuole che non sanno quale strada fare? È abbastanza ridicolo, non vi pare? «Li incontreremo a breve e ci spiegheranno come sia potuto accadere», dicono Palummo e Legato che aggiungono: «Sicuramente domani (oggi per chi legge, ndr) non si ripeterà. Invece di sei, ci saranno otto furgoni e due autisti in più». E per quanto riguarda il contatore? «Abbiamo già provveduto. In attesa che l’Enel ci dia più potenza, avremo un generatore per l’energia necessaria».

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