Il dolore
Camici bianchi, la carica dei cinquantenni
Giovanni Parlato
Il rettore: riunite le diverse competenze. Cassano: ricambio generazionale
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PISA. Mentre a Cisanello il nuovo ospedale si prepara ad accogliere lo storico quanto prestigioso Santa Chiara, l’azienda ospedaliera pisana e universitaria punta il timone sulla riorganizzazione dei dipartimenti che vengono ridotti da 19 a 12. «Ci siamo posti l’obbiettivo di non disperdere competenze omogenee in dipartimenti diversi», afferma il rettore Marco Pasquali che spiega quali sono state le principali linee che hanno guidato verso il nuovo disegno. E la grande esperienza di professori come Cassano e Pinchera non sarà dispersa. La razionalizzazione dei dipartimenti di fatto porterà un’aria nuova con docenti cinquantenni già di provata competenza alla guida dei dipartimenti, mentre i luminari alla soglia dei settanta anni restano all’interno come responsabili di unità operative. Per radunare competenze che seguono un percorso comune al fine di garantire al malato una continuità di competenze «abbiamo scelto di seguire due direttrici principali.
Abbiamo diviso i dipartimenti secondo un percorso assistenziale e in base all’organo, come, per esempio, trapiantologia - spiega il rettore -. Un accorpamento già presente nelle altre due grandi strutture ospedaliere universitarie come Firenze, dove i dipartimenti sono 12, e come Siena dove sono 9». Già all’inizio del 2004, in base alla legge 517 del 1999, gli istituti universitari vennero trasformati in dipartimenti. Oggi, a distanza di due anni e mezzo, si torna a riorganizzare i Dai (Dipartimenti di attività integrata). Non si poteva pensare già allora ad un maggior accorpamento senza quello che, oggi, potrebbe apparire come del tempo perduto? «La riforma che venne fatta nel 2004 era in pratica la fotografia dell’esistente - spiega ancora il rettore -. Il passaggio da istituti a dipartimenti era comunque un cambiamento che doveva essere maturato, aveva bisogno di una mentalità che andava acquisita. A distanza di tempo, adesso, possiamo ricalibrare e migliorare questa operazione». La nuova riorganizzazione si colloca in una fase storica per la sanità pisana: il trasferimento del Santa Chiara a Cisanello.
«Abbiamo tenuto in considerazione questo aspetto fondamentale - dice Marco Pasquali - e la riformulazione dei dipartimenti si colloca in questo contesto. Inoltre, proprio in virtù della modernizzazione che contraddistingue il progetto, l’azienda farà importanti investimenti per rinnovare gli strumenti di diagnostica. Inoltre, ciò permetterà anche un risparmio dal punto di vista economico». Il vento nuovo destinato a rivoluzionare la sanità pisana tiene in considerazione anche il ricambio generazionale. Luminari della medicina come Cassano, Mosca, Pinchera non saranno più direttori e al loro posto arriveranno stimati docenti cinquantenni. «A quest’ultimi - spiega il rettore dell’università di Pisa - sarà affidato un gravoso compito di tipo manageriale. Avranno la possibilità di acquisire competenze di tipo organizzativo, mentre l’università non rinuncerà all’esperienza di illustri professori i quali continueranno ad essere responsabili delle unità operative».
Giovambattista Cassano è un docente che con i suoi studi ha contribuito all’evoluzione della psichiatria, un professore dalla notorietà internazionale. Con la riduzione da 19 a 12 non figura più fra i direttori, ma resterà alla guida dell’unità operativa. «La riorganizzazione dei dipartimenti è un fatto positivo - è il commento del prof. Cassano - che rientra nella logica della razionalizzazione». Attualmente, il dipartimento di Psichiatria, diretto da Cassano, sarà inserito nel dipartimento di Neuroscienze. «Questo permette un approccio della materia più completo che prevede un collegamento fra diverse professionalità sinergiche. L’obbiettivo fondamentale - spiega il docente - è dare al paziente una continuità terapeutica col risultato di avere anche un’economia di posti letto che saranno conteggiati all’interno del dipartimento e non più nelle varie unità. Il risultato finale è un risparmio e, soprattutto, una vicinanza di competenze.
Gli effetti saranno positivi anche per la ricerca e per la formazione». Infine, al prof. Cassano domandiamo come vede l’arrivo dei cinquantenni. «Un ricambio naturale. I giovani che dirigeranno i dipartimenti avranno il loro carico di responsabilità e il loro ruolo sarà collegato al lavoro del direttore sanitario che, evidentemente, non può svolgere tutte le mansioni». Il professore Cassano, che oggi ha 71 anni, si è laureato nel 1961. Continuerà ad essere un punto di riferimento del mondo accademico poiché resterà alla guida dell’unità operativa di psichiatria da cui dipende la scuola di specializzazione e il dottorato. Entro ottobre si saprà, ufficialmente, chi sono i cinquantenni che avranno il compito di guidare questo ricambio generazionale.
Abbiamo diviso i dipartimenti secondo un percorso assistenziale e in base all’organo, come, per esempio, trapiantologia - spiega il rettore -. Un accorpamento già presente nelle altre due grandi strutture ospedaliere universitarie come Firenze, dove i dipartimenti sono 12, e come Siena dove sono 9». Già all’inizio del 2004, in base alla legge 517 del 1999, gli istituti universitari vennero trasformati in dipartimenti. Oggi, a distanza di due anni e mezzo, si torna a riorganizzare i Dai (Dipartimenti di attività integrata). Non si poteva pensare già allora ad un maggior accorpamento senza quello che, oggi, potrebbe apparire come del tempo perduto? «La riforma che venne fatta nel 2004 era in pratica la fotografia dell’esistente - spiega ancora il rettore -. Il passaggio da istituti a dipartimenti era comunque un cambiamento che doveva essere maturato, aveva bisogno di una mentalità che andava acquisita. A distanza di tempo, adesso, possiamo ricalibrare e migliorare questa operazione». La nuova riorganizzazione si colloca in una fase storica per la sanità pisana: il trasferimento del Santa Chiara a Cisanello.
«Abbiamo tenuto in considerazione questo aspetto fondamentale - dice Marco Pasquali - e la riformulazione dei dipartimenti si colloca in questo contesto. Inoltre, proprio in virtù della modernizzazione che contraddistingue il progetto, l’azienda farà importanti investimenti per rinnovare gli strumenti di diagnostica. Inoltre, ciò permetterà anche un risparmio dal punto di vista economico». Il vento nuovo destinato a rivoluzionare la sanità pisana tiene in considerazione anche il ricambio generazionale. Luminari della medicina come Cassano, Mosca, Pinchera non saranno più direttori e al loro posto arriveranno stimati docenti cinquantenni. «A quest’ultimi - spiega il rettore dell’università di Pisa - sarà affidato un gravoso compito di tipo manageriale. Avranno la possibilità di acquisire competenze di tipo organizzativo, mentre l’università non rinuncerà all’esperienza di illustri professori i quali continueranno ad essere responsabili delle unità operative».
Giovambattista Cassano è un docente che con i suoi studi ha contribuito all’evoluzione della psichiatria, un professore dalla notorietà internazionale. Con la riduzione da 19 a 12 non figura più fra i direttori, ma resterà alla guida dell’unità operativa. «La riorganizzazione dei dipartimenti è un fatto positivo - è il commento del prof. Cassano - che rientra nella logica della razionalizzazione». Attualmente, il dipartimento di Psichiatria, diretto da Cassano, sarà inserito nel dipartimento di Neuroscienze. «Questo permette un approccio della materia più completo che prevede un collegamento fra diverse professionalità sinergiche. L’obbiettivo fondamentale - spiega il docente - è dare al paziente una continuità terapeutica col risultato di avere anche un’economia di posti letto che saranno conteggiati all’interno del dipartimento e non più nelle varie unità. Il risultato finale è un risparmio e, soprattutto, una vicinanza di competenze.
Gli effetti saranno positivi anche per la ricerca e per la formazione». Infine, al prof. Cassano domandiamo come vede l’arrivo dei cinquantenni. «Un ricambio naturale. I giovani che dirigeranno i dipartimenti avranno il loro carico di responsabilità e il loro ruolo sarà collegato al lavoro del direttore sanitario che, evidentemente, non può svolgere tutte le mansioni». Il professore Cassano, che oggi ha 71 anni, si è laureato nel 1961. Continuerà ad essere un punto di riferimento del mondo accademico poiché resterà alla guida dell’unità operativa di psichiatria da cui dipende la scuola di specializzazione e il dottorato. Entro ottobre si saprà, ufficialmente, chi sono i cinquantenni che avranno il compito di guidare questo ricambio generazionale.
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