Attenzione
«Noi distinguiamo tra povertà e criminalità»
Chiara Sillicani
Pisa non imiterà Firenze. Ma Garzella rilancia: mal si conciliano col traffico
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PISA. Niente ordinanza anti-lavavetri a Pisa. Dopo la decisione del sindaco di Firenze di introdurre la denuncia penale e l'arresto fino a tre mesi per chi, con spazzola e secchio, disturba gli automobilisti, la questione lavavetri è all'ordine del giorno anche a Pisa. «Il fenomeno non è preoccupante in città - spiega il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, siamo ben lontani dal caso fiorentino, la situazione è sotto controllo». Dello stesso parere l'assessore alla mobilità Fabrizio Cerri.
«In città - spiega Cerri - il fenomeno è marginale, noi continuiamo a monitorare il territorio e se le cose dovessero cambiare, decideremo modi e tempi d'intervento». L'assessore sottolinea che, quando si parla di lavavetri, «dobbiamo distinguere tra criminalità e povertà. Ci sono organizzazioni che sfruttano il lavoro dei lavavetri e ci sono disperati che tentano di sbarcare il lunario».
La pensa diversamente Giovanni Garzella, consigliere comunale di Forza Italia, che ieri ha presentato una mozione in consiglio comunale per applicare anche a Pisa un'ordinanza sull'esempio di Firenze. «Il mestiere di lavavetri - spiega Garzella - non si concilia con le regole del codice della strada». In effetti, anche se in città il fenomeno è ridotto, in alcuni incroci gli automobilisti fanno i conti quotidianamente con l'insistenza di chi vuole pulire il parabrezza. In particolare capita spesso di incontrare i lavavetri a Cisanello, all'incrocio di fronte alla Coop e a quello del Mediaworld, lungo viale D'Annunzio e sul ponte del Cep. Si tratta in gran parte di rumene accompagnate da bambini. Spesso non lavano i vetri, ma approfittano del semaforo rosso per chiedere l'elemosina. «Non ci sono mai stati casi eclatanti a Pisa - garantisce il comandante Bortoluzzi -. Alla polizia municipale non sono mai arrivate segnalazioni di litigi tra cittadini e lavavetri. Siamo intervenuti qualche volta - puntualizza -, ma mai per problemi gravi. Del resto da quando le rotonde hanno sostituito i semafori il problema si è ulteriormente ridotto». È d'accordo il consigliere Garzella che però precisa che «in attesa di mettere dovunque le rotonde con i soldi del contribuente, questa indecenza deve finire».
Ieri mattina il comandante Bortoluzzi ha voluto verificare di persona la situazione, le pattuglie dei vigili hanno controllato 14 incroci e non hanno incontrato lavavetri. «Abbiamo fatto controlli in tutta la città - racconta. Niente lavavetri, ma solo mendicanti, tutte donne. Due si trovavano all'incrocio tra l'Aurelia e via Cosimo I e tre a quello di fronte al Mediaworld, con loro c'era anche una bambina di due anni. Sono state denunciate». La polizia municipale, infatti, nonostante le ridotte proporzioni del problema, è sempre intervenuta nei casi di sfruttamento di minori. «Quando sono coinvolti i bimbi - sottolinea Bortoluzzi - non perdiamo un mimuto». Insomma, i lavavetri sono pochi in città, l'amministrazione non adotterà la linea dura, ma «ciò non significa - conclude l'assessore Cerri - che il fenomeno sia sottovalutato, tutt'altro. Noi monitoriamo con regolarità la situazione e in caso di peggioramenti, definiremo le modalità d'intervento».
«In città - spiega Cerri - il fenomeno è marginale, noi continuiamo a monitorare il territorio e se le cose dovessero cambiare, decideremo modi e tempi d'intervento». L'assessore sottolinea che, quando si parla di lavavetri, «dobbiamo distinguere tra criminalità e povertà. Ci sono organizzazioni che sfruttano il lavoro dei lavavetri e ci sono disperati che tentano di sbarcare il lunario».
La pensa diversamente Giovanni Garzella, consigliere comunale di Forza Italia, che ieri ha presentato una mozione in consiglio comunale per applicare anche a Pisa un'ordinanza sull'esempio di Firenze. «Il mestiere di lavavetri - spiega Garzella - non si concilia con le regole del codice della strada». In effetti, anche se in città il fenomeno è ridotto, in alcuni incroci gli automobilisti fanno i conti quotidianamente con l'insistenza di chi vuole pulire il parabrezza. In particolare capita spesso di incontrare i lavavetri a Cisanello, all'incrocio di fronte alla Coop e a quello del Mediaworld, lungo viale D'Annunzio e sul ponte del Cep. Si tratta in gran parte di rumene accompagnate da bambini. Spesso non lavano i vetri, ma approfittano del semaforo rosso per chiedere l'elemosina. «Non ci sono mai stati casi eclatanti a Pisa - garantisce il comandante Bortoluzzi -. Alla polizia municipale non sono mai arrivate segnalazioni di litigi tra cittadini e lavavetri. Siamo intervenuti qualche volta - puntualizza -, ma mai per problemi gravi. Del resto da quando le rotonde hanno sostituito i semafori il problema si è ulteriormente ridotto». È d'accordo il consigliere Garzella che però precisa che «in attesa di mettere dovunque le rotonde con i soldi del contribuente, questa indecenza deve finire».
Ieri mattina il comandante Bortoluzzi ha voluto verificare di persona la situazione, le pattuglie dei vigili hanno controllato 14 incroci e non hanno incontrato lavavetri. «Abbiamo fatto controlli in tutta la città - racconta. Niente lavavetri, ma solo mendicanti, tutte donne. Due si trovavano all'incrocio tra l'Aurelia e via Cosimo I e tre a quello di fronte al Mediaworld, con loro c'era anche una bambina di due anni. Sono state denunciate». La polizia municipale, infatti, nonostante le ridotte proporzioni del problema, è sempre intervenuta nei casi di sfruttamento di minori. «Quando sono coinvolti i bimbi - sottolinea Bortoluzzi - non perdiamo un mimuto». Insomma, i lavavetri sono pochi in città, l'amministrazione non adotterà la linea dura, ma «ciò non significa - conclude l'assessore Cerri - che il fenomeno sia sottovalutato, tutt'altro. Noi monitoriamo con regolarità la situazione e in caso di peggioramenti, definiremo le modalità d'intervento».
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