Sicurezza
Porto, anticipati i tempi: il via a settembre
Marco Barabotti
Si parte subito coi lavori perché non sono arrivate opposizioni al progetto
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PISA. Sono trascorsi due mesi da quando il consiglio direttivo del Parco ha approvato la delibera di “Via” sul porto di Marina di Pisa. Nel frattempo non è arrivata alcun opposizione al progetto. Questo significa che il Parco, che avrebbe avuto 60 giorni di tempo per decidere sulle eventuali controdeduzioni, non ha più bisogno di riunirsi. Ora il “Via” è esecutivo a tutti gli effetti. E a settembre si parte coi lavori. Se opposizioni vi saranno avranno tempo lunghi, visto che la decisione del Parco potrà essere sempre impugnata davanti alla giustizia amministrativa. Ma questo non potrà più impedire l'inizio dei lavori. «Questa volta ci siamo davvero », dice con soddisfazione Stefano Bottai, presidente della Borello spa, la società che costruirà il porto. «Il 13 settembre prossimo - prosegue Bottai - ci sarà la convocazione della conferenza dei servizi per l'ok definitivo. Il giorno dopo potremo già partire coi lavori. Questo ci permetterrà di andare al Salone nautico di Genova, a ottobre, con il cantiere già aperto». La valutazione di impatto ambientale, arrivata nel maggio scorso, aveva riconosciuto che il progetto proposto «si configura, nella sua impostazione di base, come un intervento di recupero paesaggistico e funzionale, di bonifica ambientale ed è conforme agli strumenti urbanistici in vigore e ai dispositivi della recente sentenza del Tar della Toscana e che le volumetrie previste sono circa 150mila metri cubi, quindi meno della metà delle volumetrie oggi esistenti nella zona».
Dicendo sì al progetto, il Parco aveva posto delle condizioni obbligatorie che si riferiscono soprattutto al divieto di realizzare in futuro nuove opere a mare, per non aumentare l'erosione costiera, oltre a obbligare a un corretto utilizzo delle risorse, un'attenzione particolare al cuneo salino, stabilendo il divieto di realizzare pozzi e nuovi emungimenti. Le altri raccomandazioni, più che obblighi, riguardano l'utilizzazione di energie rinnovabili, rinaturalizzare la sponda sinistra dell'Arno, mantenere le caratteristiche gometriche di via Maiorca, armonizzare il nuovo insediamento con l'abitato di Marina. All'interno del “Via” dato dal Parco, era stata rilasciata anche la valutazione di incidenza, riconoscendo che l'intervento, con le mitigazioni previste, non incide significativamente nel sito della considdetta “Selva Pisana”: in sostanza il progetto del porto non andrebbe a pesare sul degrado degli ecosistemi naturali e sulla perdita di specie animali e vegetali in via di estinzione. Insomma, a settembre si parte. Le prime opere previste saranno la demolizione delle vecchie strutture, quindi la creazione di una nuova strada e l'inizio della bonifica. Pe realizzare l'opera ci vorranno almeno 4 anni. La previsione finanziaria è pari a un investimento superiore ai 100 milioni di euro. I posti barca saranno circa 500: ma le richieste arrivate sono il triplo. Ora vediamo come sarà realizzata l'opera. La cubatura esistente di proprietà della Borello sulla riva sinistra dell'Arno è attualmente di 360mila metri cubi, che saranno demoliti e sostituiti da infrastrutture portuali, residenze e spazi commerciali per un totale di 155mila metri cubi.
I nuovi edifici (dai negozi alle residenze) saranno di tre altezze diverse: 8 metri, 10 e 13 metri. Corrispondono a tre diverse tipologie di edificato e variano a seconda della vicinanza al porto. Saranno alti 8 metri gli edifici dirimpettai a quelli già esistenti. L'edificato più alto sarà lontano dal porto e non a ridosso. Lo stesso albergo esagonale che sorgerà nel mezzo della “vasca” non avrà più di 90 stanze. Infine via Maiorca verrà in parte pedonalizzata. Il nome al porto gli è stato dato l'anno scorso: si chiamerà “Boccadarno Porto di Pisa”. Un nome che è stato privilegiato perché richiama l'immagine di due realtà universalmente note: il fiume Arno e la città di Pisa. «Con il porto di Boccadarno - dice Bottai - il nome di Pisa ritorna a far parte a pieno titolo del mondo del mare, che per secoli è stato il regno incontrastato delle sue vele. Non a caso, infatti, lo stemma pisano è al centro della bandiera della Marina italiana insieme a quelli di Amalfi, Genova e Venezia che furono le altre repubbliche marinare. Il nome «Boccadarno-Porto di Pisa” e il suo logo, inoltre, ricordano un'antica vocazione della foce dell'Arno dove, agli inizi del XX secolo si installò un cantiere nautico, la società “Gallinari”. Qui, applicando un motore e due ali agli scafi, nacquero e presero il volo i primi idrovolanti che furono poi prodotti in serie dalla tedesca Dornier Wall, conquistando numerosi record di volo e arrivando fino al Polo Nord con l'esploratore Roald Amundsen». «Il primo intervento - dice Bottai - riguarderà la demolizione dello stabilimento ex Motofides.
Il materiale inerte di risulta servirà per costruire la massicciata della nuova strada. Riguardo poi alla nuova soluzione progettuale per il porto di Boccadarno, essa presenta anche innegabili vantaggi per tutte le imbarcazioni onneggiate nei rimessaggi dell'Arno. All'altezza dell'Obelisco di Boccadarno è stato infatti previsto un ponte levatoio sul tratto finale del viale D'Annunzio. Si realizzerà così un accesso secondario al porto, che potrà essere utilizzato anche dalle imbarcazioni dei rimessaggi in caso di insabbiamento della foce o di condizioni di mare particolarmente difficile. Un- 'imbarcazione diretta a un rimessaggio dell'Arno potrà infatti, se il pilota lo riterrà opportuno, entrare nel porto di Boccadarno, attraversarlo per intero e quindi immettersi nel fiume all'altezza dell'Obelisco, dove sarà posizionato il ponte levatoio». Concludendo: per la prima pietra non si parla più di mesi, ma di qualche settimana.
Dicendo sì al progetto, il Parco aveva posto delle condizioni obbligatorie che si riferiscono soprattutto al divieto di realizzare in futuro nuove opere a mare, per non aumentare l'erosione costiera, oltre a obbligare a un corretto utilizzo delle risorse, un'attenzione particolare al cuneo salino, stabilendo il divieto di realizzare pozzi e nuovi emungimenti. Le altri raccomandazioni, più che obblighi, riguardano l'utilizzazione di energie rinnovabili, rinaturalizzare la sponda sinistra dell'Arno, mantenere le caratteristiche gometriche di via Maiorca, armonizzare il nuovo insediamento con l'abitato di Marina. All'interno del “Via” dato dal Parco, era stata rilasciata anche la valutazione di incidenza, riconoscendo che l'intervento, con le mitigazioni previste, non incide significativamente nel sito della considdetta “Selva Pisana”: in sostanza il progetto del porto non andrebbe a pesare sul degrado degli ecosistemi naturali e sulla perdita di specie animali e vegetali in via di estinzione. Insomma, a settembre si parte. Le prime opere previste saranno la demolizione delle vecchie strutture, quindi la creazione di una nuova strada e l'inizio della bonifica. Pe realizzare l'opera ci vorranno almeno 4 anni. La previsione finanziaria è pari a un investimento superiore ai 100 milioni di euro. I posti barca saranno circa 500: ma le richieste arrivate sono il triplo. Ora vediamo come sarà realizzata l'opera. La cubatura esistente di proprietà della Borello sulla riva sinistra dell'Arno è attualmente di 360mila metri cubi, che saranno demoliti e sostituiti da infrastrutture portuali, residenze e spazi commerciali per un totale di 155mila metri cubi.
I nuovi edifici (dai negozi alle residenze) saranno di tre altezze diverse: 8 metri, 10 e 13 metri. Corrispondono a tre diverse tipologie di edificato e variano a seconda della vicinanza al porto. Saranno alti 8 metri gli edifici dirimpettai a quelli già esistenti. L'edificato più alto sarà lontano dal porto e non a ridosso. Lo stesso albergo esagonale che sorgerà nel mezzo della “vasca” non avrà più di 90 stanze. Infine via Maiorca verrà in parte pedonalizzata. Il nome al porto gli è stato dato l'anno scorso: si chiamerà “Boccadarno Porto di Pisa”. Un nome che è stato privilegiato perché richiama l'immagine di due realtà universalmente note: il fiume Arno e la città di Pisa. «Con il porto di Boccadarno - dice Bottai - il nome di Pisa ritorna a far parte a pieno titolo del mondo del mare, che per secoli è stato il regno incontrastato delle sue vele. Non a caso, infatti, lo stemma pisano è al centro della bandiera della Marina italiana insieme a quelli di Amalfi, Genova e Venezia che furono le altre repubbliche marinare. Il nome «Boccadarno-Porto di Pisa” e il suo logo, inoltre, ricordano un'antica vocazione della foce dell'Arno dove, agli inizi del XX secolo si installò un cantiere nautico, la società “Gallinari”. Qui, applicando un motore e due ali agli scafi, nacquero e presero il volo i primi idrovolanti che furono poi prodotti in serie dalla tedesca Dornier Wall, conquistando numerosi record di volo e arrivando fino al Polo Nord con l'esploratore Roald Amundsen». «Il primo intervento - dice Bottai - riguarderà la demolizione dello stabilimento ex Motofides.
Il materiale inerte di risulta servirà per costruire la massicciata della nuova strada. Riguardo poi alla nuova soluzione progettuale per il porto di Boccadarno, essa presenta anche innegabili vantaggi per tutte le imbarcazioni onneggiate nei rimessaggi dell'Arno. All'altezza dell'Obelisco di Boccadarno è stato infatti previsto un ponte levatoio sul tratto finale del viale D'Annunzio. Si realizzerà così un accesso secondario al porto, che potrà essere utilizzato anche dalle imbarcazioni dei rimessaggi in caso di insabbiamento della foce o di condizioni di mare particolarmente difficile. Un- 'imbarcazione diretta a un rimessaggio dell'Arno potrà infatti, se il pilota lo riterrà opportuno, entrare nel porto di Boccadarno, attraversarlo per intero e quindi immettersi nel fiume all'altezza dell'Obelisco, dove sarà posizionato il ponte levatoio». Concludendo: per la prima pietra non si parla più di mesi, ma di qualche settimana.
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