Gioco
Un progetto per far rinascere il “trammino” Pisa-Livorno
Simone Martini
E’ nato un comitato per ripristinare il collegamento su rotaia tra le due città attraverso Tirrenia e Marina
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PISA. Da quando il famoso trammino non esiste più, puntualmente ogni estate se ne torna a parlare. La linea ferroviaria portava i pisani al mare, al riparo da traffico e problemi di code e ingorghi. Grazie al trammino molti pisani conobbero il mare, dato che negli anni Venti e Trenta di automobili in giro ce ne erano poche. Da alcuni mesi è stato fondato un comitato che lotta per reintrodurlo. Tra un anno presenterà un progetto ufficiale per il ripristino della linea.
I costi. «Il costo del progetto - affermano dal comitato per la salvaguardia e il ripristino della ferrovia del litorale pisano - commissionato dal Comune di Pisa per rimettere in esercizio la ferrovia (l’unico, a quanto ci risulta), è stato accantonato in quanto ritenuto troppo oneroso (74,5 milioni di euro per la rimessa in esercizio). Siamo convinti - proseguono dal comitato - di poter elaborare un progetto di ripristino molto più concreto, economico e utile alla cittadinanza, che prende spunto da questi semplici concetti. Il ripristino della ferrovia del litorale pisano è necessario da anni, basta vedere ogni domenica d’estate il traffico e gli ingorghi sul litorale, al quale è possibile accedere soltanto tramite quattro strade». Il punto di partenza è il 1960: «Chiudere la ferrovia fu un errore politico e una scelta sbagliata, considerando i moderni criteri di progettazione infrastrutturale in linea con il rispetto dell’ambiente».
L’idea. Da molto tempo si parla a Pisa di una linea di metropolitana leggera, collegando anche Livorno. Difficile ripristinare l’antico tracciato, andato ormai in gran parte perso tra campi e strade. «Progettare una ferrovia - è l’idea del comitato - afferente alla città di Pisa senza collegarla al sistema ferroviario già esistente è stupido. Il progetto di una ferrovia è limitato se inquadrato solo in ambito locale; devono essere coinvolti la Regione, lo Stato e la Comunità europea, soprattutto per i finanziamenti. Una ferrovia per il litorale pisano potrebbe essere inserita nel memorario regionale di Trenitalia e soprattutto servire tutta la regione. Ha senso un ripristino del trammino tra le attuali stazioni di Pisa Centrale e Livorno Centrale, mentre non ha senso pensare di ripristinare le originali penetrazioni urbane e quindi il progetto fatto elaborare dal comune deve essere rivisto».
La proposta. Partendo da queste brevi considerazioni, il comitato si è più volte ritrovato intorno ad un tavolo per discutere di alcune idee e di possibili iniziative da proporre a tutta la cittadinanza, alle istituzioni, alle associazioni e tutti gli interessati del settore per sensibilizzare la questione di una rimessa in esercizio della ferrovia. Attualmente è in elaborazione senza spese di consulenza un progetto vasto di ripristino che tenga conto di molti fattori quali le modifiche di tracciato, i costi infrastrutturali, l’inserimento nelle strutture statali, gli orari, i problemi di occupazione abusiva della sede.
I tempi. «Pensiamo - concludono dal comitato - di presentare questo progetto tra un anno, in un convegno che contiamo di organizzare a Pisa, accompagnato da una bella mostra fotografica del trammino che fu e magari con l’uscita di una monografia. Per il momento lanciamo l’idea di un collegamento con la stazione di Pisa Centrale che possa sfruttare il binario esistente del raccordo con la Darsena. Anche lato Livorno, la ferrovia potrebbe tranquillamente essere raccordata ai binari statali senza dover oltrepassare il canale Scolmatore, in modo da poter formare un anello percorribile in entrambe le direzioni».
Contatti. E’ possibile visitare il sito internet www.trammino.it, per adesso ancora in fase di realizzazione sui contenuti, ma che può già essere sfruttato per scambiare idee tramite il forum. Per inviare delle mail gli indirizzi a disposizione sono i seguenti: info@trammino.it (per informazioni generali); comitato@trammino.it (per far parte del comitato).
I costi. «Il costo del progetto - affermano dal comitato per la salvaguardia e il ripristino della ferrovia del litorale pisano - commissionato dal Comune di Pisa per rimettere in esercizio la ferrovia (l’unico, a quanto ci risulta), è stato accantonato in quanto ritenuto troppo oneroso (74,5 milioni di euro per la rimessa in esercizio). Siamo convinti - proseguono dal comitato - di poter elaborare un progetto di ripristino molto più concreto, economico e utile alla cittadinanza, che prende spunto da questi semplici concetti. Il ripristino della ferrovia del litorale pisano è necessario da anni, basta vedere ogni domenica d’estate il traffico e gli ingorghi sul litorale, al quale è possibile accedere soltanto tramite quattro strade». Il punto di partenza è il 1960: «Chiudere la ferrovia fu un errore politico e una scelta sbagliata, considerando i moderni criteri di progettazione infrastrutturale in linea con il rispetto dell’ambiente».
L’idea. Da molto tempo si parla a Pisa di una linea di metropolitana leggera, collegando anche Livorno. Difficile ripristinare l’antico tracciato, andato ormai in gran parte perso tra campi e strade. «Progettare una ferrovia - è l’idea del comitato - afferente alla città di Pisa senza collegarla al sistema ferroviario già esistente è stupido. Il progetto di una ferrovia è limitato se inquadrato solo in ambito locale; devono essere coinvolti la Regione, lo Stato e la Comunità europea, soprattutto per i finanziamenti. Una ferrovia per il litorale pisano potrebbe essere inserita nel memorario regionale di Trenitalia e soprattutto servire tutta la regione. Ha senso un ripristino del trammino tra le attuali stazioni di Pisa Centrale e Livorno Centrale, mentre non ha senso pensare di ripristinare le originali penetrazioni urbane e quindi il progetto fatto elaborare dal comune deve essere rivisto».
La proposta. Partendo da queste brevi considerazioni, il comitato si è più volte ritrovato intorno ad un tavolo per discutere di alcune idee e di possibili iniziative da proporre a tutta la cittadinanza, alle istituzioni, alle associazioni e tutti gli interessati del settore per sensibilizzare la questione di una rimessa in esercizio della ferrovia. Attualmente è in elaborazione senza spese di consulenza un progetto vasto di ripristino che tenga conto di molti fattori quali le modifiche di tracciato, i costi infrastrutturali, l’inserimento nelle strutture statali, gli orari, i problemi di occupazione abusiva della sede.
I tempi. «Pensiamo - concludono dal comitato - di presentare questo progetto tra un anno, in un convegno che contiamo di organizzare a Pisa, accompagnato da una bella mostra fotografica del trammino che fu e magari con l’uscita di una monografia. Per il momento lanciamo l’idea di un collegamento con la stazione di Pisa Centrale che possa sfruttare il binario esistente del raccordo con la Darsena. Anche lato Livorno, la ferrovia potrebbe tranquillamente essere raccordata ai binari statali senza dover oltrepassare il canale Scolmatore, in modo da poter formare un anello percorribile in entrambe le direzioni».
Contatti. E’ possibile visitare il sito internet www.trammino.it, per adesso ancora in fase di realizzazione sui contenuti, ma che può già essere sfruttato per scambiare idee tramite il forum. Per inviare delle mail gli indirizzi a disposizione sono i seguenti: info@trammino.it (per informazioni generali); comitato@trammino.it (per far parte del comitato).
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