La manifestazione
Sei classi a rischio tagli: i genitori sul piede di guerra
Candida Virgone
Sotto tiro il Buonarroti, l’alberghiero, l’Iti di Pisa e Pontedera e lo scientifico di Volterra. La causa: le riduzioni di organici
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PISA. Sei scuole superiori a rischio accorpamenti, con sindacati e genitori sul piede di guerra. Sono il liceo scientifico Buonarroti, l’Istituto tecnico industriale di Pisa e quello di Pontedera, lo scientifico di Volterra, la sezione Itas del Geometri di Pisa e l’alberghiero Matteotti. Insomma sei classi «fantasma» i cui allievi rischiamo di essere spalmati come numero sul resto delle altre e si tratta di provvedimenti che riguardano i due cicli in cui è divisa l’istruzione superiore, per lo più dunque delle prime, ma in parte anche terze o quarte, a secondo dei diplomi di qualitica. Sostanzialmente il provvedimento è governativo e nazionale, e mentre si parla di caste e di sprechi, nel palazzo ovviamente si sceglie di tagliare non sui privilegi ma sui servizi e su servizi essenziali e dovuti come l’istruzione.
Da una parte i sindacati. «Il problema in questo momento - spiega Filippo Cossidente, della Cgil - riguarda la formazione delle classi. Siccome bisogna tagliare posti e organici, si fanno classi più numerose». «Mentre la media in toscana - spiega ancora Gilberto Vento, dei Cobas - si attesta intorno ai 22 alunni per classe e allo stesso obiettivo prefissato nella finanziaria». Dall’altra il nuovo dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, insomma quello che una volta si chiamava provveditore. «La decisione di eventuali tagli - spiega il nuovo dirigente, Maria Gloria Bracci Marinai - di fatto spetta al dirigente scolastico, insomma al preside. L’ufficio scolastico può dare solo delle indicazioni. E in questo caso non parlerei comunque di tagli, ma di vigilanza sul rispetto della normativa. I sindacati hanno parlato di monitoraggio: ecco, direi che proprio di questo si tratta, stiamo segnalando alle scuole i casi in cui sono state formate classi che non sono regolari rispetto alle normative vigenti.
In provincia gli organici di diritto hanno previsto nelle medie superiori 1.310 cattedre più 58 di sostegno e 688 classi: non è possibile aumentare il numero delle classi di fronte ad una diminuzione del numero degli allievi iscritti che si è registrata fra organici di diritto e organici di fatto. E non parleri di accorpamenti, anche perché rispetto agli organici di diritto (quelli che si prevedono a primavera) e quelli di fatto (quelli che partono al momento dell’inizio della scuola) sono previste la bellezza di otto classi in più. Nelle elementari (dove ci sono 16.200 bambini) ci saranno due classi in più rispetto alle 466 degli organici di diritto, e alle medie inferiori ce ne saranno sei. Al superiore non si può prevedere di più rispetto ad una flessione delle iscrizioni. Le classi d’altra parte possono avere fino ad un massimo di 28 iscritti. Nel dividere il numero complessivo bisogna tener conto di queste regole».
Fatto sta che i ventilati tagli hanno messo in allarme dapprima i genitori, poi Cgil, Cisl e Uil, e infine i Cobas, che promettono battaglia. «I genitori e gli studenti del Buonarroti - conclude vento - una delle scuole colpite dai tagli, sono in allarme. L’inizio dell’anno scolastico non sarà facile: viene drasticamente peggiorata l’offerta formativa e vengono tagliati altri posti di lavoro, a scapito soprattutto dei precari».
Da una parte i sindacati. «Il problema in questo momento - spiega Filippo Cossidente, della Cgil - riguarda la formazione delle classi. Siccome bisogna tagliare posti e organici, si fanno classi più numerose». «Mentre la media in toscana - spiega ancora Gilberto Vento, dei Cobas - si attesta intorno ai 22 alunni per classe e allo stesso obiettivo prefissato nella finanziaria». Dall’altra il nuovo dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, insomma quello che una volta si chiamava provveditore. «La decisione di eventuali tagli - spiega il nuovo dirigente, Maria Gloria Bracci Marinai - di fatto spetta al dirigente scolastico, insomma al preside. L’ufficio scolastico può dare solo delle indicazioni. E in questo caso non parlerei comunque di tagli, ma di vigilanza sul rispetto della normativa. I sindacati hanno parlato di monitoraggio: ecco, direi che proprio di questo si tratta, stiamo segnalando alle scuole i casi in cui sono state formate classi che non sono regolari rispetto alle normative vigenti.
In provincia gli organici di diritto hanno previsto nelle medie superiori 1.310 cattedre più 58 di sostegno e 688 classi: non è possibile aumentare il numero delle classi di fronte ad una diminuzione del numero degli allievi iscritti che si è registrata fra organici di diritto e organici di fatto. E non parleri di accorpamenti, anche perché rispetto agli organici di diritto (quelli che si prevedono a primavera) e quelli di fatto (quelli che partono al momento dell’inizio della scuola) sono previste la bellezza di otto classi in più. Nelle elementari (dove ci sono 16.200 bambini) ci saranno due classi in più rispetto alle 466 degli organici di diritto, e alle medie inferiori ce ne saranno sei. Al superiore non si può prevedere di più rispetto ad una flessione delle iscrizioni. Le classi d’altra parte possono avere fino ad un massimo di 28 iscritti. Nel dividere il numero complessivo bisogna tener conto di queste regole».
Fatto sta che i ventilati tagli hanno messo in allarme dapprima i genitori, poi Cgil, Cisl e Uil, e infine i Cobas, che promettono battaglia. «I genitori e gli studenti del Buonarroti - conclude vento - una delle scuole colpite dai tagli, sono in allarme. L’inizio dell’anno scolastico non sarà facile: viene drasticamente peggiorata l’offerta formativa e vengono tagliati altri posti di lavoro, a scapito soprattutto dei precari».
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