Finanza
Divieti e multe per chi va alla spiaggia di San Rossore
Chiara Sillicani
Il Parco ammonisce: non è possibile fare il bagno neanche se si arriva via mare. Controlli ferrei
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PISA. La domenica, con il caldo, i pisani lasciano la città e se ne vanno al mare: quasi un rito che si ripete ogni weekend. E chi ha la barca o il gommone non perde l’occasione di trascorrere con la famiglia una giornata sulla spiaggia di San Rossore, raggiungibile solo via mare. Ma l’ente Parco ha ribadito che in quel tratto dell’arenile proprio non si può andare. Non è consentito fare il bagno, piantare tende e ombrelloni, né tanto meno campeggiare. E le barche non possono ormeggiare a meno di 250 metri dalla riva, come, del resto, prevede il codice della navigazione. Un vero colpo per i circa tremila diportisti pisani e viareggini che, dalla Golena d’Arno, raggiungono abitualmente la spiaggia. Il direttore del Parco, Sergio Paglialunga, ha inviato a tutti i rimessaggi una locandina in cui ricorda che nel tratto di spiaggia compreso tra la foce del Serchio e quella dell’Arno non si può approdare con le barche e non si può fare il bagno. Ai proprietari di natanti la cosa proprio non va giù. «Se c’è un divieto di ormeggio e balneazione perché non vale per chi frequenta lo stabilimento che si trova proprio su quella spiaggia?» si chiedono.
Si riferiscono al bagno gestito dal circolo ricreativo dei dipendenti dell’ente parco. Non possono accettare che a loro sia concesso godersi il mare nella tenuta. «Se c’è un divieto - continuano - va bene, ma a patto che valga per tutti, non possono esserci privilegiati». Ma quella dello stabilimento è una lunga storia. Nato nel dopoguerra per i dipendenti del Quirinale, allora proprietario della tenuta, è sopravvissuto fino ad oggi. L’attuale presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, si è impegnato per conferirgli una destinazione sociale. Il bagno ospita i bambini delle colonie, gli anziani di Vecchiano, San Giuliano e Barbaricina, gli assistiti dai servizi sociali. Per quanto riguarda i divieti, non sono altro che l’applicazione della legge, chiarisce il presidente, e delle norme previste dal Piano di gestione della tenuta, del 1999. «Siamo stati sempre tolleranti - sottolinea - raramente sono state fatte multe. Non vogliamo creare conflittualità. La spiaggia, però, non può essere soggetta ad un utilizzo massificato».
E la guardia costiera conferma che le barche ormeggiate nella zona, soprattutto il weekend, sono moltissime, in particolare al Gombo, l’unica zona in cui ci sono anche gli scogli. Le barche sostano tra la spiaggia e la scogliera. Molti scendono a terra, qualcuno sporca. «Lo scopo dei divieti - ribadisce il presidente del Parco - è tutelare l’area, evitare che se ne alteri l’equilibrio naturale». Certo non sarà facile. I pisani da anni sono abituati a frequentarla. Chi dovrà contrallare, lo sa bene. Graziano Chimenti, responsabile della guardia costiera pisana rassicura: «Certamente interverremo, le multe arriveranno fino a 200 euro, ma solo dopo una lunga e accurata campagna di informazione perché frequentare la zona è un’abitudine trentennale per i pisani».
Si riferiscono al bagno gestito dal circolo ricreativo dei dipendenti dell’ente parco. Non possono accettare che a loro sia concesso godersi il mare nella tenuta. «Se c’è un divieto - continuano - va bene, ma a patto che valga per tutti, non possono esserci privilegiati». Ma quella dello stabilimento è una lunga storia. Nato nel dopoguerra per i dipendenti del Quirinale, allora proprietario della tenuta, è sopravvissuto fino ad oggi. L’attuale presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, si è impegnato per conferirgli una destinazione sociale. Il bagno ospita i bambini delle colonie, gli anziani di Vecchiano, San Giuliano e Barbaricina, gli assistiti dai servizi sociali. Per quanto riguarda i divieti, non sono altro che l’applicazione della legge, chiarisce il presidente, e delle norme previste dal Piano di gestione della tenuta, del 1999. «Siamo stati sempre tolleranti - sottolinea - raramente sono state fatte multe. Non vogliamo creare conflittualità. La spiaggia, però, non può essere soggetta ad un utilizzo massificato».
E la guardia costiera conferma che le barche ormeggiate nella zona, soprattutto il weekend, sono moltissime, in particolare al Gombo, l’unica zona in cui ci sono anche gli scogli. Le barche sostano tra la spiaggia e la scogliera. Molti scendono a terra, qualcuno sporca. «Lo scopo dei divieti - ribadisce il presidente del Parco - è tutelare l’area, evitare che se ne alteri l’equilibrio naturale». Certo non sarà facile. I pisani da anni sono abituati a frequentarla. Chi dovrà contrallare, lo sa bene. Graziano Chimenti, responsabile della guardia costiera pisana rassicura: «Certamente interverremo, le multe arriveranno fino a 200 euro, ma solo dopo una lunga e accurata campagna di informazione perché frequentare la zona è un’abitudine trentennale per i pisani».
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