Il Tirreno

Pisa

La Normale rischia di perdere gli affreschi

Carlo Venturini
La Normale rischia di perdere gli affreschi

Allarme del prof. Settis: troppe vibrazioni nella piazza dei Cavalieri stanno deturpando la facciata

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PISA. «Se non interveniamo subito - dice il direttore della Scuola Normale, Salvatore Settis - gli affreschi della facciata del Palazzo della Carovana, entro un anno, saranno come un gruviera». Questo il monito lanciato da Settis al convegno sullo stato di salute dell’ambiente di Pisa, voluto dal Comune e tenutosi alla Scuola Sant’Anna. Di quale malattia soffrano gli affreschi o graffiti vasariani della facciata della sede della Normale, è presto detto: «Si stanno staccando dal muro - dice Settis - a causa delle vibrazioni della Piazza dei Cavalieri». Questa sorta di subdolo moto tellurico impercettibile da passanti e turisti in realtà c’è ed è di due tipi. Spiega Settis: «Da un lato, le emissioni acustiche di concerti susseguitisi negli anni, hanno danneggiato la facciata della Normale. A suo tempo portammo in Comune le rilevazioni acustiche da noi fatte. Dall’altro lato il transito di veicoli e bus ha dato il colpo di grazia in termini di sollecitazioni e di vibrazioni».

Di concerto con la Sovrintendenza, la scuola Normale ha stanziato oltre 300mila euro per porre rimedio a questa emergenza artistica. Non è un caso che Settis lanci questo allarme ad un convegno sull’ambiente perché beni culturali, paesaggio ed ambiente sono speculari uno all’altro. «L’articolo 9 della costituzione - spiega il direttore - tutela questi elementi all’unisono. Le politiche di tutela ambientale non devono e non possono prescindere da quelle paesaggistiche e culturali. Non si fa tutela pensando solo per “punti” bensì attraverso una visione d’insieme che coinvolga saperi e competenze multidisciplinari». Questo di Settis è stato l’intervento più applaudito dalla folta e preparata platea del Sant’Anna.

IL SINDACO. «La qualità ambientale di Pisa - dice Fontanelli - è di buon livello. I 2/3 del nostro territorio sono compresi nel Parco di San Rossore. Per noi il parco non è una camicia stretta ma uno stimolo a procedere per recuperi di aree e non, come fanno molti comuni confinanti, consumando il territorio. Il porto si farà in un’area industriale dimessa, le colonie del Calabrone vengono recuperate, così come i progetti delle caserme e del nuovo ospedale portano a recuperi di territorio». Il sindaco si sofferma anche su una zona di criticità ambientale futura e cioè l’aeroporto. «Si parla di un grande, ulteriore sviluppo del Galilei che passerà nei prossimi 5-10 anni da tre a cinque-sei milioni di passeggeri.

Attenzione, lo dico per il futuro sindaco, si devono valutare bene i masterplan del Galilei soppesando i benefici con i costi in termini di eccessiva pressione sul centro abitato di Pisa. Attenzione all’eventuale tracciato della nuova pista. Avere più turisti va bene, ma non vorrei che poi, alla fine, siano solo i titolari di alberghi, a leccarsi le dita». PACINI. «Per arrivare qui al Sant’Anna, da Ospedaletto, in macchina, ci ho impiegato 45 minuti», esordisce Pacini mettendo il dito in un’altra piaga ambientale: il traffico. Pacini fa però anche un mea culpa di categoria. «I nostri imprenditori non hanno la cultura ecologista che ci vorrebbe. Ne è testimonianza che solo tre imprese hanno beneficiato degli incentivi per le certificazioni ambientali. Ciò non ci fa onore».

VARALDO. «L’ambiente cittadino pisano vive un’anomalia vera e propria. Nel corso degli anni, la popolazione residente è stata sfrattata dagli studenti. Forse è tempo di pensare a delocalizzare, oppure, come si fanno le politiche di edilizia popolare, si facciano anche quelle di edilizia studentesca», ha detto il direttore del Sant’Anna, Riccardo Varaldo. MALCHIODI. Il sovrintendente gli ha fatto éco: «Sembra che la sovrintendenza venga chiamata in causa solo come terzo incomodo. L’ente cioè che boccia i progetti. Invito gli amministratori locali a coinvolgere il nostro centro studi paesaggistici sulla stesura del piano strategico. Coinvolgeteci prima e non a cantieri iniziati». Paolo Ghezzi.

PAOLO GHEZZI: L’assessore all’ambiente ha sottolineato come «il Comune di Pisa in meno di 4 anni ha organizzato 31 convegni sull’ambiente. Siamo un interlocutore credibile. Entro dicembre, contiamo di avere la certificazione ambientale Emas».

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