Sicurezza
Raffica di multe ai bagnini per la mancata sorveglianza
Candida Virgone
Controlli dei carabinieri in spiaggia, tra proteste e ricorsi, punite anche le assenze brevi
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PISA. Il bagnino è andato a fare la pipì? 1.030 euro di multa. Il patino non è «armato»? Cioè non è dotato delle apparecchiature previste, ciambelle, mezzo marinaio, ruote per la messa in mare? Altri 1.030 euro di multa. Gli stabilimenti balneari della costa pisana sono in fermento. Da Calambrone e Tirrenia fino a Marina di Pisa e Marina di Vecchiano sono terrorizzati dai controlli dei carabinieri livornesi. Le squadre dei Nas? Macché. Il nucleo antisofisticazione precisa che non si tratta di loro. «Si tratta di quelli che dovrebbero andare in mare con la motovedetta - dice il proprietario di un bagno - ma siccome pare che la pilotina non sia a disposizione, stanno arrivando via terra, con tre auto e dieci persone in divisa alla volta, alle sette meno dieci di sera, quando i bagni stanno per chiudere i battenti». E guardano di tutto, se c’è il cartello sul panino e se, giustamente, il bagnino è in postazione.
Così è accaduto che al bagno Hoasy di Tirrenia. «Il bagnino c’era, eccome - sostiene il gestore - era solo andato un attimo in bagno. O deve farsela addosso? Poi si sono messi a controllare a tappeto le dotazioni di sicurezza. Insomma come quando per strada non sanno che chiederti e ti chiedono il triangolo. Hanno chiesto di vedere le bombole di ossigeno. Ho spiegato com’era andata. Le bombole di ossigeno scadono ogni cinque anni: una volta le volevano da un litro e si prendevano in farmacia. Ora devono essere di due litri e dobbiamo prenderle da ditte specializzate. L’ordine l’avevo fatto il 28 aprile, avevo il documento che lo prova, ma la bombola non era ancora arrivata. I carabinieri non l’hanno voluto nemmeno vedere l’ordine. Poi si sono accaniti su un patino sfondato. Nella mareggiata di maggio gli era finito addosso la piattaforma del bagno degli americani e aveva uno squarcio di venti centimetri. Era lì in attesa di riparazione, certo non ci metto i remi. Multa anche per quello. 1.032 euro al bagnino e 1.032 euro a me.
Ma io gliel’ho detto che non concilio. Faccio ricorso in Comune, all’ufficio del demanio, perché mi sembrano balzelli ingiusti...». E ad essere sconsolati sono diversi bagnini della zona, perchè i ragazzi in possesso del brevetto di salvataggio che fanno la stagione sulla costa per raggranellare qualche soldo sono diversi. «Prendo 1.500 euro al mese - dice uno - se mi fanno una multa da 1.032 euro che faccio»? Perché il bagnino, al controllo della guardia costiera, deve essere sempre in postazione sopraelevata, indossare una maglietta con la scritta «salvataggio», avere il fischietto, il binocolo, un paio di pinne e tenere in prossimità della battigia 200 metri di cavo di salvataggio e un patino armato. Fra i tanti multati anche il ristorante del bagno Corallo. «I panini non avevano il cartellino con l’indicazione del contenuto - spiega il gestore del ristorante - ma non sempre si mette, anche perché a volte i clienti chiedono di aggiungerci questo o levarci quest’altro. Non pensavo fosse qualcosa di grave, sia per la sicurezza degli alimenti che per la salure del cliente». In ogni caso anche qui è scattata la multa: 1.161 euro.
Altra tappa il bagno Nettuno. «Mi hanno fatto il 1.032 euro di multa - dice il gestore - perché il patino non era armato: ma c’era libeccio e quindi dalla spiaggia eramo state tolte diverse cose...». Altri due verbali al Bagno La Rondine di Calambrone. Uno perchè alle 9 di mattina il bagnino era al bar (1.032 euro), l’altro perché la barista non aveva la cuffietta regolamentare. I controlli dei carabinieri livornesi vanno avanti da più di un mese. Loro continuano a stilare verbali, i gestori a promettere ricorsi per multe che, talora, ritengono eccessive. E c’è anche chi in tutto questo vede un eccesso di zelo squisitamente labronico, un po’ campanilistico, contro i bagni pisani. «Passi che facciano le multe i Nas o la Capitaneria - mugugna sconcertato il direttore di un bagno - ma che vengano anche da Livorno i carabinieri, apposta e via terra...».
Così è accaduto che al bagno Hoasy di Tirrenia. «Il bagnino c’era, eccome - sostiene il gestore - era solo andato un attimo in bagno. O deve farsela addosso? Poi si sono messi a controllare a tappeto le dotazioni di sicurezza. Insomma come quando per strada non sanno che chiederti e ti chiedono il triangolo. Hanno chiesto di vedere le bombole di ossigeno. Ho spiegato com’era andata. Le bombole di ossigeno scadono ogni cinque anni: una volta le volevano da un litro e si prendevano in farmacia. Ora devono essere di due litri e dobbiamo prenderle da ditte specializzate. L’ordine l’avevo fatto il 28 aprile, avevo il documento che lo prova, ma la bombola non era ancora arrivata. I carabinieri non l’hanno voluto nemmeno vedere l’ordine. Poi si sono accaniti su un patino sfondato. Nella mareggiata di maggio gli era finito addosso la piattaforma del bagno degli americani e aveva uno squarcio di venti centimetri. Era lì in attesa di riparazione, certo non ci metto i remi. Multa anche per quello. 1.032 euro al bagnino e 1.032 euro a me.
Ma io gliel’ho detto che non concilio. Faccio ricorso in Comune, all’ufficio del demanio, perché mi sembrano balzelli ingiusti...». E ad essere sconsolati sono diversi bagnini della zona, perchè i ragazzi in possesso del brevetto di salvataggio che fanno la stagione sulla costa per raggranellare qualche soldo sono diversi. «Prendo 1.500 euro al mese - dice uno - se mi fanno una multa da 1.032 euro che faccio»? Perché il bagnino, al controllo della guardia costiera, deve essere sempre in postazione sopraelevata, indossare una maglietta con la scritta «salvataggio», avere il fischietto, il binocolo, un paio di pinne e tenere in prossimità della battigia 200 metri di cavo di salvataggio e un patino armato. Fra i tanti multati anche il ristorante del bagno Corallo. «I panini non avevano il cartellino con l’indicazione del contenuto - spiega il gestore del ristorante - ma non sempre si mette, anche perché a volte i clienti chiedono di aggiungerci questo o levarci quest’altro. Non pensavo fosse qualcosa di grave, sia per la sicurezza degli alimenti che per la salure del cliente». In ogni caso anche qui è scattata la multa: 1.161 euro.
Altra tappa il bagno Nettuno. «Mi hanno fatto il 1.032 euro di multa - dice il gestore - perché il patino non era armato: ma c’era libeccio e quindi dalla spiaggia eramo state tolte diverse cose...». Altri due verbali al Bagno La Rondine di Calambrone. Uno perchè alle 9 di mattina il bagnino era al bar (1.032 euro), l’altro perché la barista non aveva la cuffietta regolamentare. I controlli dei carabinieri livornesi vanno avanti da più di un mese. Loro continuano a stilare verbali, i gestori a promettere ricorsi per multe che, talora, ritengono eccessive. E c’è anche chi in tutto questo vede un eccesso di zelo squisitamente labronico, un po’ campanilistico, contro i bagni pisani. «Passi che facciano le multe i Nas o la Capitaneria - mugugna sconcertato il direttore di un bagno - ma che vengano anche da Livorno i carabinieri, apposta e via terra...».
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