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Pisa

Benigni sotto la Torre di Ugolino, tutto esaurito

Benigni sotto la Torre di Ugolino, tutto esaurito

Grande attesa per il recital su Dante del regista-comico-attore in piazza dei Cavalieri

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PISA. Benigni fa il tutto esaurito. Mancano poco meno di due settimane allo spettacolo del comico toscano in piazza dei Cavalieri e non è più possibile trovare un biglietto. È bastata una breve notizia e i pisani si sono messi in coda al teatro Verdi per assicurarsi un posto. Sono trascorsi otto anni dall’ultima volta che Benigni ha fatto sosta a Pisa. Ma la lezione che tenne alla Normale nel novembre del ’99 è stata un evento per poche persone, anche se memorabile. Domenica 22 luglio, invece, ci saranno 4.200 persone nella piazza che ospitò la torre della Muta, dove morì il conte Ugolino con figli e nipoti. Manrico Ferrucci, che ha curato l’evento per il teatro Verdi, racconta che «è stata proprio piazza dei Cavalieri a convincere Benigni a venire a Pisa. Quando abbiamo saputo del suo tour estivo - aggiunge - lo abbiamo contattato, assicurandogli che se fosse venuto gli avremmo concesso la storica piazza.

Non ha potuto dire di no, ha addirittura spostato altre date per fare tappa in città». Del resto recitare il 33º canto dell’Inferno, quello in cui si racconta di Ugolino, proprio dove il conte morì, deve essere stata per l’attore un’opportunità imperdibile. Non a caso il palco, il 22 sera, sarà proprio sotto la sede della biblioteca della Normale, dove ancora sono visibili i frammenti architettonici della torre della Muta, così chiamata perchè era lì che le aquile facevano sosta per il cambio del piumaggio e dove si narra che il conte sia morto. Con quello scenario alle spalle, Benigni parlerà per due ore, di uomini, di storia, di passioni, di passato e presente. Per la prima parte dello spettacolo, intratterrà gli spettatori con battute e gag sull’attualità e sui politici, com’è nel suo stile. Poi, sarà di scena l’arte di Dante, il poeta che Benigni ha reso più umano, facendo dimenticare le noiose lezioni liceali per riscoprire, dietro la genialità del poeta, una carica umana che non ne sminuisce la grandezza.

Leggerà il canto su Ugolino e alcune terzine tratte da altri canti. La prima parte dello spettacolo, più improvvisata, e la seconda saranno unite da un filo conduttore che il comico dipanerà con maestria per catturare l’attenzione degli spettatori. Lo spettacolo non ha avuto bisogno di pubblicità. I biglietti, in vendita da metà giugno, dopo 3-4 giorni erano esauriti. Il Verdi ne ha venduto il 60%, gli altri sono stati acquistati via internet, in gran parte da altre città. L’evento, infatti, richiamerà persone da fuori Pisa e porterà introiti in loco. «A noi - chiarisce Ferrucci - questo spettacolo è costato davvero poco. Ci dovremo occupare solo della sicurezza e di allestire le sedie per la platea che sarà sovrastata da 3 tribune. Il service è interamente a carico della casa produttrice Melampo».

Benigni non richiede neanche un cachet: il Comune e il Teatro Verdi non hanno tirato fuori un soldo per averlo. «Lui si assume il rischio - dice l’organizzatore - nel caso lo spettacolo andasse male o se ci fossero solo 10 persone, anche se tutti sappiamo che è quasi impossibile». Nessun cachet, dunque, ma anche nessun sponsor. Solo un palco, un amplificatore tarato sulla sua voce per impedire l’“effetto eco” e una scenografia d’eccezione. Per i preparativi la piazza sarà chiusa il 21 (ospiterà il concerto del pianista Bollani) e tutto il 22.

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