Il Tirreno

Pisa

A Pisa piace il grattacielo che pende

Giuliano Fontani

Ma da fuori bordate di critiche al mega-progetto della Torre clonata  Ovviamente il palazzo verrà costruito dritto e sembrerà storto grazie a un gioco di luci  

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PISA. Il progetto è faraonico, di quelli destinati a lasciare il segno. Una nuova Torre, nella zona industriale di Ospedaletto, che dovrà fare da specchio al vecchio campanile pendente. Pisa ne discute, ma sostanzialmente lo approva, come fosse la sfida giusta per vincere il grande sonno degli ultimi decenni. Il vero miracolo del terzo millennio, a ben vedere, è proprio questo, la nuova unità intorno ad un grande progetto, vincendo il proverbiale sopore, la propensione allo sprezzante deja vu.

Stavolta l’idea che portano avanti il costruttore Andrea Bulgarella e lo studio di architettura Dante Oscar Benini, sembra mettere tutti d’accordo. Ed è uno straordinario segno dei tempi quello di trovare i pisani d’accordo su una cosa da realizzare. I più anziani ricordano una folgorante battuta del cardinale Pietro Maffi: lo sapete cosa fanno sei pisani insieme? Uno lavora, il secondo guarda, il terzo e il quarto criticano quello che lavora, il quinto e il sesto se la prendono con quello che guarda... Invece no, c’è un ritorno di pisanità che sembra l’inizio di una nuova epoca. Eppur si muove, verrebbe da dire alla maniera di un altro celebre pisano. E stavolta è la mentalità dei concittadini di Galileo a cambiare. L’opposizione al progetto di costruire una torre alta 57 metri e 60 centimetri, proprio come il capolavoro di piazza del Duomo, ugualmente pendente grazie a un gioco architettonico di luci e ombre, viene da altre città della cultura toscana, in particolare da Siena e da Firenze. Anche se si tratta di torri, non è il caso di fare del campanilismo.

Forse qualcuno ha avuto un colpo di sole - ironizza Gioacchino Chiarini, preside di facoltà all’università di Siena - progetti di questo tipo servono solo a distruggere l’identità di una città. Pisa ha creduto di trovarsi a San Gimignano, dove le torri abbondano? Sarebbe come costruire un altro Ponte Vecchio a Firenze o un’altra piazza del Campo a Siena . Anche l’esponente dei Verdi Fabio Roggiolani, fiorentino, è molto critico: Quando ho visto il progetto mi è venuta in mente la Torre di Babele che sfida il divino. Come si fa a ipotizzare una somiglianza allegorica con piazza dei Miracoli, che oltre a essere un capolavoro è anche un simbolo religioso? . L’allegoria cristiana è racchiusa nel complesso monumentale. Se il camposanto è la memoria, l’ospedale la pietà, il battistero la fede, la cattedrale la preghiera, la torre è il dito che indica il cielo. Ma il presidente dell’Opera Primaziale, l’ente che gestisce Piazza dei Miracoli, non se ne preoccupa: Se ci copiano è meglio per noi... Penso che si tratti di un omaggio alla Torre di Pisa. L’idea oltre tutto mi sembra eccellente . Probabilmente - dicono a Pisa - è che questi critici non conoscono Ospedaletto, il luogo dove la torre è progettata.

Piero Pierotti, docente di storia delle arti all’università di Pisa, è contento di questo risveglio, dopo anni di letargo: Ospedaletto è lontana dal centro storico, è una zona artigianale e industriale e io non sono affatto contrario ai grattacieli. Naturalmente bisogna che siano fatti bene. E’ importante che si faccia qualcosa di contemporaneo in architettura, dopo oltre un secolo di immobilismo . Non è però solo una questione di fare. Mauro Del Corso, presidente dell’associazione Musei Pisani, rimanda le polemiche al mittente: L’idea e il progetto valorizzano un’intera area. Se in Francia non avessero valorizzato la creatività degli architetti non avremmo avuto l’Arc De la Defense che gioca con la prospettiva dell’Arc de Triomphe. La nuova torre cuce il rapporto tra la città vecchia e quella che guarda al futuro .

La città che guarda al futuro gioca la sua partita decisiva in questi mesi. Il progetto della torre del Terzo Millennio è la rappresentazione di una rivoluzione urbanistica destinata a cambiare il volto di Pisa, a ridisegnare il centro storico e le immediate periferie. Se le aspettative non andranno deluse un pisano che dovesse lasciare oggi la città e tornare fra cinque-sei anni, forse stenterebbe a riconoscerla. Si liberano le aree delle caserme militari, l’ospedale completerà il trasferimento a Cisanello lasciando liberi gli spazi dell’attuale Santa Chiara, si riduce a Porta a Mare l’insediamento industriale della Saint Gobain per lasciare spazio a case, uffici e negozi, a Ospedaletto dovrebbe essere realizzato anche il nuovo stadio. Tanta carne al fuoco, mille opportunità di crescita e sviluppo per un più razionale òconsumoò del territorio, dopo anni di stagnazione e qualche errore strategico. Cisanello e Pisanova sono cresciute spontaneamente come dormitori e solo negli ultimi anni si sono integrate con funzioni della pubblica amministrazione, negozi, magazzini della grande distribuzione. E a Pisanova, visto che siamo a parlare di campanili, sorgeranno anche due torri, alte 45 metri ciascuna. Il costruttore siciliano Andrea Bulgarella ne è entusiasta: Costruiremo appartamenti e torri in due quartieri e lo faremo con grandissima qualità .

Il parere del costruttore è avallato dall’opinione, disinteressata, del presidente dell’Ordine degli architetti di Pisa Giuliano Colombini: Premetto che il progetto è ben fatto. Lo studio di architettura che l’ha realizzato non ha bisogno di presentazioni e Bulgarella ha gusto e interpreta anche bene le tendenze architettoniche della città. Non ho nulla da obiettare quindi sul punto . Caso mai Colombini è critico sulle scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale, Ospedaletto compreso. Ma questo è un altro discorso. La voglia di andare avanti comunque è tanta. Il sindaco Paolo Fontanelli ci crede in questa torre pendente 2 che servirà ad allargare la dimensione di Ospedaletto , e Dante Oscar Benini lascia sognare: Dalla terrazza panoramica sarà possibile vedere piazza dei Miracoli e la torre del Bonanno, allegoria e realtà unite in un solo sguardo . Del resto di questa torre clonata, chi ne parlerebbe se non sorgesse a cinque chilometri dal capolavoro del Bonanno Pisano? Lo scrittore Athos Bigongiali lo dice con una battuta: E’ sempre lei, quella vecchia e storta, che tiene in piedi i discorsi sulla torre dritta, che vorrebbe apparire storta... .

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