Il dolore
Il pagellino? Se l’è mangiato il cane
Bocciature mal digerite, qualcuno si rivolge all’avvocato
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PISA. Il pagellino? L’ha mangiato il cane, mamma. Comunque tutto bene. E la mamma dorme sonni tranquilli, poi arriva la doccia fredda. Va a guardare i quadri di fine anno e scopre che il figlio è bocciato. Ma com’è possibile? Per molti genitori la bocciatura del figlio arriva inaspettata perchè spesso i ragazzi tacciono sui loro risultati scolastici. Magari fanno anche qualche firma falsa e raccontano che le cose vanno bene. Ma di fronte all’evidenza le famiglie non possono che prendere atto che qualche problema il figlio a scuola doveva averlo. Altrimenti perché sarebbe stato bocciato? Dell’evidenza hanno preso atto anche i genitori dei respinti del liceo classico «Galilei» che hanno chiesto spiegazioni agli insegnanti. E, a dire dei docenti che ieri hanno inviato una lettera di lamentela, non lo hanno fatto in maniera garbata. I genitori si lamentano di non essere stati informati dei brutti voti dei figli. La vicepreside del classico, la prof. Emanuela Giusti, spiega che «la scuola manda a firmare a casa una pagella quadrimestrale e due intermedie. Inoltre durante l’anno ci sono i ricevimenti mattutini e quelli pomeridiani». Qualche lamentela, dopo l’uscita dei quadri, c’è sempre stata, lo confermano anche altre scuole, ma questa volta al classico la reazione di alcuni genitori è sembrata inopportuna agli insegnanti. Forse perché il numero dei respinti, 28 in totale, è superiore a quello degli anni scorsi. «Gli altri anni - racconta Emanuela Giusti - i genitori magari facevano ricorso, ma tutto più serenamente. Quest’anno ci sono persone, pochissime per fortuna, che hanno già nominato un avvocato. Eppure la scuola fa il possibile per i ragazzi». Ci sono stati più bocciati degli scorsi anni anche al liceo scientifico «Dini», ma ciò non ha creato particolari problemi. Sono stati respinti in totale 54 alunni, di cui 21 nelle terze classi. Un numero, comunque, non altissimo, se si considera che le terze quest’anno erano 10. Di fronte a quanto accaduto al «Galilei» viene da farsi domande sul ruolo della scuola nella società. La professoressa Giusti non ha dubbi che il prestigio degli insegnanti stia diminuendo. E sul ruolo della scuola abbiamo sentito il parere di un sociologo, il professor Luigi Muzzetto, vicepresidente del dipartimento di Scienze sociali, che ha chiarito come l’istituzione scolastica sia sempre stata considerata dai giovani un luogo costrittivo perché impone regole. Ma oggi qualcosa sta cambiando. «A scuola i ragazzi - ha detto lo studioso - vivono una contraddizione di fondo. Perché dovrebbero dare importanza allo studio? Sanno benissimo che oggi un laureato guadagna molto meno di qualsiasi persona che vada a dire due sciocchezze alla televisione o della velina di turno. La scuola conosce una crisi sia come luogo di formazione, sia come luogo di definizione dei valori della società». Come dire, perchè farsi il mazzo sui libri, quando posso avere successo e soldi in altro modo e con meno fatica? E di fronte a questa domanda - come ribadisce la professoressa Giusti - troppe genitori sono disarmati. Anche il provveditore agli studi, Gloria Bracci Marinai, conferma che si sta diffondendo la tendenza di considerare i figli vittime di ingiustizie. «Infatti - spiega - i ricorsi aumentano e i familiari tendono a difendere i loro ragazzi a spada tratta anche con metodi non proprio ortodossi. Eppure la scuola e la famiglia dovrebbero lavorare insieme e dare un messaggio univoco. Io non credo che tutto questo sia un segnale di crisi dell’istituzine scuola, piuttosto è un campanello d’allarme per le famiglie». Fino ad ora il provveditore non ha ricevuto lamentele particolari da parte dei genitori e non ha avuto notizie di episodi simili a quelli del «Galilei». Che dovrebbero dire i genitori dei ragazzi che frequentano gli istituti tecnici? Quest’anno all’Itis «Leonardo da Vinci» i bocciati sono stati 155, pari al 21,8% degli iscritti, i promossi con debito sono stati ben 240. Le scuole tecniche hanno, però, per così dire, una “tradizione” più consolidata nelle bocciature. Da sempre ai professionali si respingono più alunni, come conferma il provveditore, e i genitori sono più preparati all’idea di un figlio che ripeterà l’anno. Ma che cosa hanno ottenuto i genitori dei bocciati del «Galilei»? Per ora nulla. Anzi, dal prossimo anno i ricevimenti finali probabilmente saranno aboliti a spese anche dei più tranquilli, che hanno accettato la bocciatura senza strascichi polemici.
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