Il Tirreno

Pisa

Ecco come il Pisa diventerà da serie A

Antonio Scuglia

Covarelli promette una squadra fortissima e uno stadio da 18mila posti

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PISA. Subito un’Arena Garibaldi da 16-18mila posti, con i lavori che dovranno procedere a tappe forzate in modo che per la seconda di campionato (la prima, il 19 agosto, si dovrebbe giocare in trasferta) sia tutto pronto. E in campo una squadra battagliera, che non può logicamente fare la voce grossa ma dovrà fare una degna figura in categoria. E poi le obbligazioni, un’occasione per i tifosi per stare più vicini alla società e garantirle la liquidità necessaria a costruire un futuro ancora più roseo.

Questo il succo delle risposte del presidente Covarelli alle numerose telefonate dei lettori, ieri presso la nostra redazione. La promozione in B porta nuove prospettive ma anche la necessità di crescere e confrontarsi con grossissime realtà, a un passo dal grande calcio della serie A. Partiamo proprio dal capitolo obbligazioni: la società garantisce il 4% lordo di rendita all’anno, per un prestito di 5 anni con quote da 500 euro. L’obiettivo? «Semplice, - spiega il presidente: - portare maggiori risorse al Pisa per diventare grande. In questi due anni non ho avuto aiuto da parte di nessuno, salvo Massimo Donati e pochi amici. Per mantenere la serie B e crescere però dobbiamo attivarci da soli e con i tifosi, anche se chi vuole avvicinarsi è gradito. Credo che anche l’imprenditoria e le istituzioni cittadine debbano sostenere la crescita del Pisa. Devo dire comunque che dalle parole del sindaco e di Pacini ho notato una maggiore fiducia nei nostri confronti. Un Pisa forte è nell’interesse di tutta la città. Non vogliamo vivacchiare: la mia idea è quella di consolidarci come realtà e in 2-3 anni dare l’assalto alla serie A».

Gli sportivi gli chiedono di continuare a vincere, e... anche di vedere il bel gioco: quest’anno ci siamo divertiti, soprattutto perchè vincevamo, ma a parte i playoff non sempre abbiamo assistito a gare spettacolari. Dunque, cosa chiederà il presidente al nuovo tecnico Ventura? «I risultati, i risultati. Mi va bene anche vincere sempre 3-0 con tre autogol... se poi c’è anche il bel gioco mi farà piacere». E’ un grande momento per il Pisa, dopo un campionato giocato quasi sempre ai vertici ma che a un certo punto sembrava poter finire con un nulla di fatto. «Dopo Busto Arsizio ho avuto dei momenti di preoccupazione», ammette il presidente. Ma la società ha saputo risollevarsi da quella sconfitta, e anche da quella di Venezia in campionato, quando sulla strada del ritorno dalal Laguna si respirava aria di smobilitazione. Tanto che la settimana dopo Covarelli si vide costretto a scrivere una lettera aperta in cui ricordava ai suoi: ragazzi, fino al 30 giugno io vi pago, quindi non crediate di essere in vacanza oppure già con la testa alle vostre prossime società. Mossa che si è rivelata vincente, perchè nelle quattro partite dei playoff i nerazzurri hanno cambiato passo, cercandosi anche una conferma che per alcuni di loro però era già compromessa.

Ora Braglia dopo il meritato trionfo è passato a Lucca, dove forse si porterà parte della squadra (oltre Foro sono convinti di tesserare anche Ferrigno), altri apprezzati ex nerazzurri finiscono in altre società toscane (a Pistoia si ricompone l’asse Botteghi-D’Arrigo), ma Covarleli non può voltarsi indietro. «Ci aspettano sfide difficili e appassionanti - dice il presidente - e dobbiamo farci trovare pronti». Un lettore ieri gli ha detto: presidente, in serie B non possiamo accontenarci di un campionato di basso profilo, sennò è la volta buona che “facciamo la botta”. Ma per Covarelli è importante crescere: «Ci proveremo sicuramente. Però non c’è niente di scontato, tutto quello che otterremo bisogna guadagnarcelo e conquistarcelo. Anche per questo chiedo l’aiuto degli imprenditori e della città». Il Pisa Channel, i grandi nomi, l’assalto alla A, il primato fra i club toscani: nei progetti c’è tutto, ma prima di costruire il tetto, fa capire saggiamente Covarelli, bisogna che le fondamenta siano più solide possibile.

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