Il dolore
«Per il successo? No, per i soldi»
Andrea Pantani
Giovani, disoccupati, precari all’assalto del furgone “GF”
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PISA. Soldi, svogliatamente. La carovana del Grande Fratello è arrivata anche a Pisa con il suo scintillante carico di promesse. Sul furgone dove si fanno i provini c’era scritto GF, ma i ragazzi radunati intorno leggevano “Euro, euro”. Quasi tutti gli emuli di Pietro Taricone & C. oggi come oggi puntano ai soldi, più che al successo. Ma alla possibilità di essere presi ci credono poco. Piazza Caduti di Cefalonia, davanti alla facoltà di economia. Mezzogiorno di ieri. Molti aspiranti erano venuti apposta, altri capitavano lì per caso. Altri ancora erano stati trascinati dagli amici.
Provare non costa niente. Alcuni sono studenti, qualcuno disoccupato, un paio un lavoro ce l’hanno, poco soddisfacente. L’universo variegato di chi cerca una scorciatoia verso la luce. Come diceva giustamente una calcesana, Valentina La Capra «i soldi restano, il successo è effimero». Parole sante, alla luce di quello che si è visto dopo sette edizioni (è in corso lo scouting per l’ottava). Il pubblico ha capito. Di concorrenti che sono rimasti a galla in tv se ne contano sulle dita di una mano. Il GF, più che un trampolino verso il successo, è solo una occasione per raggranellare un gruzzoletto. «I ragazzi sono cambiati. Sono motivati più da quello che li attende dopo che dal gioco in sé. E comunque, noi cerchiamo sempre concorrenti con la stessa caratteristica della prima edizione: la naturalità». Così la talent scout Paolo di Pietro.
Insomma suite, tugurio, discarica e tutti gli altri luoghi in cui via via si è spezzettata la casa di Cinecittà interessano sempre meno. «Io sto per i soldi - dice Sara Tozzi -. Mi piacerebbe entrare con il mio fidanzato. Potrebbe essere una situazione interessante». «Soldi e successo» vorrebbe Marinella Cacopardo, di Pisa, alla quale piace però anche l’esperimento sociale della casa «Sono una situazionista», afferma convinta la ragazza, come altri, in cerca di un lavoro.
«Io non lo faccio per i soldi, lo faccio per mio padre. Voglio dargli una soddisfazione». Alfonso De Lucia è molto convinto, è uno dei pochi che attende il turno del provino pieno di speranza. Anche lui disoccupato. Come Rudi Gentiloni, affascinato dal mondo dello spettacolo e dalla prospettiva, una volta divenuto famoso, di mettersi a posto con lo stipendio. «Descriviti con tre aggettivi», c’è scritto sul foglio che i ragazzi devono compilare prima di entrare nel camper del provino. Antonio Maccheroni è lì sulla spalletta dell’Arno con la penna in bocca in cerca della definizione giusta. Qualcuno di questi giovani ha un atteggiamento emblematico. E’ venuto, ma non vorrebbe esserci. Farà il provino, ma non sa se andrà. Ormai è diventato noioso anche provare a diventare famosi. «Non sono la tipa che prendono» dice Alice Nassi. E’ perché non sei spigliata? «Lo sono anche troppo. Solo che non sono la tipa che prendono. Mi basta aver rivisto una mia compagna di scuola, che non incontravo da cinque anni. Comunque dovevo essere in facoltà a quest’ora».
«Perché sono qui? Che domande. Posso avere soldi e successo, il tutto stando in una casa a non fare niente. Meglio di così». In effetti, da questa prospettiva, la filosofia di Michele Mammoliti non è male. Ma una ragazza ce l’hai? «No, magari la trovo dentro la casa». Bingo. Qualcuno vede il Grande Fratello come un palcoscenico, l’occasione per mettere in mostra le proprie qualità. «Io so cantare, non si sa mai», dice Leila Farai, già passata dalle forche caudine dei provini per Amici. «Io (Salvatore Avellino) scrivo storie». Ma quale nesso c’è con l’esperienza che potrebbe attenderti nella casa? «Come che nesso c’è. La vita è una recita, e ognuno deve saper scrivere la sua parte». Auguri.
Provare non costa niente. Alcuni sono studenti, qualcuno disoccupato, un paio un lavoro ce l’hanno, poco soddisfacente. L’universo variegato di chi cerca una scorciatoia verso la luce. Come diceva giustamente una calcesana, Valentina La Capra «i soldi restano, il successo è effimero». Parole sante, alla luce di quello che si è visto dopo sette edizioni (è in corso lo scouting per l’ottava). Il pubblico ha capito. Di concorrenti che sono rimasti a galla in tv se ne contano sulle dita di una mano. Il GF, più che un trampolino verso il successo, è solo una occasione per raggranellare un gruzzoletto. «I ragazzi sono cambiati. Sono motivati più da quello che li attende dopo che dal gioco in sé. E comunque, noi cerchiamo sempre concorrenti con la stessa caratteristica della prima edizione: la naturalità». Così la talent scout Paolo di Pietro.
Insomma suite, tugurio, discarica e tutti gli altri luoghi in cui via via si è spezzettata la casa di Cinecittà interessano sempre meno. «Io sto per i soldi - dice Sara Tozzi -. Mi piacerebbe entrare con il mio fidanzato. Potrebbe essere una situazione interessante». «Soldi e successo» vorrebbe Marinella Cacopardo, di Pisa, alla quale piace però anche l’esperimento sociale della casa «Sono una situazionista», afferma convinta la ragazza, come altri, in cerca di un lavoro.
«Io non lo faccio per i soldi, lo faccio per mio padre. Voglio dargli una soddisfazione». Alfonso De Lucia è molto convinto, è uno dei pochi che attende il turno del provino pieno di speranza. Anche lui disoccupato. Come Rudi Gentiloni, affascinato dal mondo dello spettacolo e dalla prospettiva, una volta divenuto famoso, di mettersi a posto con lo stipendio. «Descriviti con tre aggettivi», c’è scritto sul foglio che i ragazzi devono compilare prima di entrare nel camper del provino. Antonio Maccheroni è lì sulla spalletta dell’Arno con la penna in bocca in cerca della definizione giusta. Qualcuno di questi giovani ha un atteggiamento emblematico. E’ venuto, ma non vorrebbe esserci. Farà il provino, ma non sa se andrà. Ormai è diventato noioso anche provare a diventare famosi. «Non sono la tipa che prendono» dice Alice Nassi. E’ perché non sei spigliata? «Lo sono anche troppo. Solo che non sono la tipa che prendono. Mi basta aver rivisto una mia compagna di scuola, che non incontravo da cinque anni. Comunque dovevo essere in facoltà a quest’ora».
«Perché sono qui? Che domande. Posso avere soldi e successo, il tutto stando in una casa a non fare niente. Meglio di così». In effetti, da questa prospettiva, la filosofia di Michele Mammoliti non è male. Ma una ragazza ce l’hai? «No, magari la trovo dentro la casa». Bingo. Qualcuno vede il Grande Fratello come un palcoscenico, l’occasione per mettere in mostra le proprie qualità. «Io so cantare, non si sa mai», dice Leila Farai, già passata dalle forche caudine dei provini per Amici. «Io (Salvatore Avellino) scrivo storie». Ma quale nesso c’è con l’esperienza che potrebbe attenderti nella casa? «Come che nesso c’è. La vita è una recita, e ognuno deve saper scrivere la sua parte». Auguri.
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