Sicurezza
L'ateneo promuove le industrie pisane
Imprese farmaceutiche, sistema moda e cantieristica hanno superato bene la crisi dell’11 settembre
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PISA. Testare lo stato di salute del sistema economico pisano e individuare le tendenze che si manifestano nel tempo: questo lo scopo della ricerca commissionata dalla Camera di commercio a un gruppo di ricerca della facoltà di Economia dell’Università, coordinato dalla professoressa Ada Carlesi e composto da Giovanna Mariani e Antonella Angelini. Il lavoro analizza una realtà ben precisa: le società di capitali della provincia. Una ricerca che per definizione trascura le imprese micro, piccole e medio-piccole che rappresentano la parte più significativa (nel 2003 circa l’89% del totale) delle unità produttive locali. Il motivo di questa scelta va ricercato nelle caratteristiche economiche e finanziarie delle società di capitali che - spiega la professoressa Carlesi - «costituiscono lo spaccato più stabile e strutturato in termini di imprese e comunque, l’unico per cui è possibile ottenere dati omogenei a livello delle singole unità».
La ricerca prende in esame l’arco temporale che va dal 1998 al 2005, suddiviso in due sottoperiodi: il primo, dal 1998 al 2003 e il lavoro è ad oggi concluso; il secondo, relativo agli anni 2004-2005, è attualmente in fase di studio. «Uno studio importante per capire le dinamiche economiche - dice il dott. Toncelli della Camera di commercio - che prende in esame un periodo particolare: nella tranche 1998-2003 ricadono gli effetti dell’11 settembre 2001, in quella sugli anni 2004-05 rientra la ripresa che si sarebbe dovuta verificare». Per quanto riguarda la prima fase, l’indagine ha riguardato circa 4.500 imprese, evidenziandone l’incremento nel periodo 98-03 del 44% circa (da 3.201 a 4.596). Le società di capitale rappresentano rispetto al totale rilevabile a livello provinciale l’11,47% ma costituiscono ben il 30,02% in termini di valore aggiunto (dati riferiti al 2003). Delle 4.596 aziende del campione, 4.235 (il 92,15%) hanno un fatturato minore di 5 milioni, 344 aziende (il 7,48%) tra i 5 e i 50 milioni e 17 aziende (0,37%) superano i 50 milioni.
Quanto emerge dall’analisi dei dati fa riscontrare che a livello di macrosettori la situazione migliore in termini di performance economico-finanziarie è senz’altro quella dell’industria, trainata dalle attività non manifatturiere che invece mostrano segnali preoccupanti. Per quanto riguarda i singoli settori molto positiva sul piano strutturale, finanziario ed economico, la situazione delle imprese farmaceutiche che, seppur in numero ridotto, hanno valori medi alti per impresa per quasi tutti gli indicatori e una dinamica migliore rispetto a imprese dello stesso settore a livello regionale e nazionale. Trend positivo anche per il sistema moda, in particolare per le imprese tessili e dell’abbigliamento mentre non altrettanto bene il sottosettore pelle, cuoio e calzature. Bene quella che per Pisa è stata una realtà nuova, la produzione e distribuzione di energia, gas e acqua.
Andamenti meno positivi sono stati registrati per le imprese di legno e mobili, per il settore meccanico (ad eccezione dell’elettronica), dei mezzi di trasporto e motocicli (che poi sono riusciti a superare la crisi) eccetto la cantieristica. Per il periodo 2004-2005 è appena iniziato lo studio dei dati raccolti e per questo il team di ricerca sottolinea che quanto emerso finora va preso con le dovute cautele ma sembrano esserci segnali di ripresa per il manifatturiero e elementi positivi nel terziario. Per risultati certi, si dovrà attendere la fine dell’indagine a ottobre.
La ricerca prende in esame l’arco temporale che va dal 1998 al 2005, suddiviso in due sottoperiodi: il primo, dal 1998 al 2003 e il lavoro è ad oggi concluso; il secondo, relativo agli anni 2004-2005, è attualmente in fase di studio. «Uno studio importante per capire le dinamiche economiche - dice il dott. Toncelli della Camera di commercio - che prende in esame un periodo particolare: nella tranche 1998-2003 ricadono gli effetti dell’11 settembre 2001, in quella sugli anni 2004-05 rientra la ripresa che si sarebbe dovuta verificare». Per quanto riguarda la prima fase, l’indagine ha riguardato circa 4.500 imprese, evidenziandone l’incremento nel periodo 98-03 del 44% circa (da 3.201 a 4.596). Le società di capitale rappresentano rispetto al totale rilevabile a livello provinciale l’11,47% ma costituiscono ben il 30,02% in termini di valore aggiunto (dati riferiti al 2003). Delle 4.596 aziende del campione, 4.235 (il 92,15%) hanno un fatturato minore di 5 milioni, 344 aziende (il 7,48%) tra i 5 e i 50 milioni e 17 aziende (0,37%) superano i 50 milioni.
Quanto emerge dall’analisi dei dati fa riscontrare che a livello di macrosettori la situazione migliore in termini di performance economico-finanziarie è senz’altro quella dell’industria, trainata dalle attività non manifatturiere che invece mostrano segnali preoccupanti. Per quanto riguarda i singoli settori molto positiva sul piano strutturale, finanziario ed economico, la situazione delle imprese farmaceutiche che, seppur in numero ridotto, hanno valori medi alti per impresa per quasi tutti gli indicatori e una dinamica migliore rispetto a imprese dello stesso settore a livello regionale e nazionale. Trend positivo anche per il sistema moda, in particolare per le imprese tessili e dell’abbigliamento mentre non altrettanto bene il sottosettore pelle, cuoio e calzature. Bene quella che per Pisa è stata una realtà nuova, la produzione e distribuzione di energia, gas e acqua.
Andamenti meno positivi sono stati registrati per le imprese di legno e mobili, per il settore meccanico (ad eccezione dell’elettronica), dei mezzi di trasporto e motocicli (che poi sono riusciti a superare la crisi) eccetto la cantieristica. Per il periodo 2004-2005 è appena iniziato lo studio dei dati raccolti e per questo il team di ricerca sottolinea che quanto emerso finora va preso con le dovute cautele ma sembrano esserci segnali di ripresa per il manifatturiero e elementi positivi nel terziario. Per risultati certi, si dovrà attendere la fine dell’indagine a ottobre.
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