Sicurezza
L'appello di capitan Ferrigno «Pisa, cosa farai di me?»
Massimo Berutto
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PISA. Piero Braglia ha superato il Foro e si è accomodato sulla panchina rossonera. E i suoi fedelissimi (Ferrigno, Biancone, Bolzan, Calori, De Simone, Zattarin) che fine faranno? Di questi solo uno è ancora sotto contratto con il Pisa, ma soprattutto è l’uomo simbolo della squadra che ha guadagnato l’accesso in serie B: Fabrizio Ferrigno. A proposito, vi sveliamo un segreto: a curarlo nelle ultime settimane, quando proprio sembrava che non potesse giocare, è stato il dottor Pietro Bonciani, vecchia conoscenza dei nerazzurri. E’ anche merito suo se Ferrigno ce l’ha fatta.
Fabrizio, a pochi giorni da una grande impresa cosa ti rimane dentro?
“È stato bellissimo vincere a Pisa, dove da tanti anni si attendeva un successo. Sono contento che la città abbia dovuto aspettare me per vincere. Mi prendo i miei meriti. Quest’anno è stato stupendo, perché ho segnato tanti gol e per la prima volta ho vinto i playoff”.
Già, tu avevi sempre realizzato negli spareggi promozione, senza mai riuscire però a centrare l’obiettivo grosso...
“Ho sempre segnato nei playoff. Prima di Pisa avevo collezionato tre partecipazioni ed altrettante reti. Per la prima volta non ho segnato, ma ho vinto. Dunque in questo caso meglio non far gol”.
Meglio sfornare tre passaggi decisivi...
“Proprio così. Ho dato la palla filtrante per Biancone in occasione del gol di Ceravolo al Monza, e ho offerto gli assist per lo stesso Ceravolo e Braiati contro il Venezia”.
Dopo la grande vittoria spazio ai festeggiamenti: ti abbiamo visto in lungarno fra i tifosi a petto nudo...
“Mi è dispiaciuto non poter salire sul pullman. Purtroppo ho ritardato perché dovevo sottopormi all’antidoping. Ho raggiunto i miei compagni, e sono uscito in strada con una coperta sulla testa cercando di raggiungere l’autobus, ma i tifosi mi hanno riconosciuto e non sono riuscito a salire”.
Per te una grande annata nonostante i molti guai fisici: chissà come giochi quando ti alleni regolarmente...
“Quando mi sono allenato ho segnato anche qualche gol. Fra la rottura della costola e la distorsione all’alluce ho giocato solo fra punture e bende. Ma sono sceso in campo perché sapevo di essere importante. Senza di me il Pisa non aveva mai vinto, anzi qualche volta aveva perso. Dunque volevo esserci a tutti i costi, per il mister, per i compagni, per il presidente, che mi chiamava spesso per chiedermi come stessi, e per la gente che incontrandomi mi diceva che senza di me era inutile giocare. Forse i tifosi esageravano, ma io sono felice di essere così apprezzato”.
Da domenica scorsa in città si continua a festeggiare, anche se la mancata conferma di Braglia ha fatto cadere un sottile velo di tristezza...
“Ho appreso questa notizia in diretta dalla televisione. Ci sono rimasto male, è inutile nasconderlo. Secondo me con Braglia e confermando la maggior parte del gruppo avremmo cominciato il campionato di serie B con un netto vantaggio. Quest’anno non ci sono Juve, Napoli e Genoa: non dico che potessimo essere la favorita, perché siamo una matricola, ma saremmo partiti con il piede giusto spinti dall’entusiasmo”.
Personalmente cosa ti aspetti?
“Io sto attendendo una chiamata dalla società per capire che intenzioni abbia nei miei confronti. Ho un anno di contratto, ma devo parlare con la dirigenza, perché non ci sto capendo più nulla”.
Tu sei uno dei fedelissimi del tecnico maremmano, ma a differenza di tutti gli altri hai ancora un anno di contratto con il Pisa...
“Ho conquistato la serie B e vorrei rimanere a Pisa. Ma penso anche agli altri miei compagni: sarei nelle loro stesse condizioni se fossi in scadenza. Non so chi sarà riconfermato. Ripeto: non ci sto capendo più nulla. Prima della finale si respirava tutta un’altra aria. Vorrei che la società fosse chiara con me, indipendentemente dal contratto. Ho altre richieste, anche in serie B, ma questa piazza mi fa impazzire. Se devo rimanere è perché la società mi vuole. Non voglio essere un problema o un peso. Io ho lasciato la serie B per venire a Pisa, dunque conosco questa categoria, come la conoscono De Simone, Passiglia ed altri. Comunque sono pronto a giocare, ma anche a ripartire dalla panchina, e da lì far vedere cosa posso dare. Però non voglio che la mia conferma sia una forzatura”.
Fabrizio, a pochi giorni da una grande impresa cosa ti rimane dentro?
“È stato bellissimo vincere a Pisa, dove da tanti anni si attendeva un successo. Sono contento che la città abbia dovuto aspettare me per vincere. Mi prendo i miei meriti. Quest’anno è stato stupendo, perché ho segnato tanti gol e per la prima volta ho vinto i playoff”.
Già, tu avevi sempre realizzato negli spareggi promozione, senza mai riuscire però a centrare l’obiettivo grosso...
“Ho sempre segnato nei playoff. Prima di Pisa avevo collezionato tre partecipazioni ed altrettante reti. Per la prima volta non ho segnato, ma ho vinto. Dunque in questo caso meglio non far gol”.
Meglio sfornare tre passaggi decisivi...
“Proprio così. Ho dato la palla filtrante per Biancone in occasione del gol di Ceravolo al Monza, e ho offerto gli assist per lo stesso Ceravolo e Braiati contro il Venezia”.
Dopo la grande vittoria spazio ai festeggiamenti: ti abbiamo visto in lungarno fra i tifosi a petto nudo...
“Mi è dispiaciuto non poter salire sul pullman. Purtroppo ho ritardato perché dovevo sottopormi all’antidoping. Ho raggiunto i miei compagni, e sono uscito in strada con una coperta sulla testa cercando di raggiungere l’autobus, ma i tifosi mi hanno riconosciuto e non sono riuscito a salire”.
Per te una grande annata nonostante i molti guai fisici: chissà come giochi quando ti alleni regolarmente...
“Quando mi sono allenato ho segnato anche qualche gol. Fra la rottura della costola e la distorsione all’alluce ho giocato solo fra punture e bende. Ma sono sceso in campo perché sapevo di essere importante. Senza di me il Pisa non aveva mai vinto, anzi qualche volta aveva perso. Dunque volevo esserci a tutti i costi, per il mister, per i compagni, per il presidente, che mi chiamava spesso per chiedermi come stessi, e per la gente che incontrandomi mi diceva che senza di me era inutile giocare. Forse i tifosi esageravano, ma io sono felice di essere così apprezzato”.
Da domenica scorsa in città si continua a festeggiare, anche se la mancata conferma di Braglia ha fatto cadere un sottile velo di tristezza...
“Ho appreso questa notizia in diretta dalla televisione. Ci sono rimasto male, è inutile nasconderlo. Secondo me con Braglia e confermando la maggior parte del gruppo avremmo cominciato il campionato di serie B con un netto vantaggio. Quest’anno non ci sono Juve, Napoli e Genoa: non dico che potessimo essere la favorita, perché siamo una matricola, ma saremmo partiti con il piede giusto spinti dall’entusiasmo”.
Personalmente cosa ti aspetti?
“Io sto attendendo una chiamata dalla società per capire che intenzioni abbia nei miei confronti. Ho un anno di contratto, ma devo parlare con la dirigenza, perché non ci sto capendo più nulla”.
Tu sei uno dei fedelissimi del tecnico maremmano, ma a differenza di tutti gli altri hai ancora un anno di contratto con il Pisa...
“Ho conquistato la serie B e vorrei rimanere a Pisa. Ma penso anche agli altri miei compagni: sarei nelle loro stesse condizioni se fossi in scadenza. Non so chi sarà riconfermato. Ripeto: non ci sto capendo più nulla. Prima della finale si respirava tutta un’altra aria. Vorrei che la società fosse chiara con me, indipendentemente dal contratto. Ho altre richieste, anche in serie B, ma questa piazza mi fa impazzire. Se devo rimanere è perché la società mi vuole. Non voglio essere un problema o un peso. Io ho lasciato la serie B per venire a Pisa, dunque conosco questa categoria, come la conoscono De Simone, Passiglia ed altri. Comunque sono pronto a giocare, ma anche a ripartire dalla panchina, e da lì far vedere cosa posso dare. Però non voglio che la mia conferma sia una forzatura”.
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