Italia
Al Comune avanzano cinque milioni
Alessia L. Mestrone
Presentato il consuntivo. Cortopassi e Fontanelli: lavorato bene
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PISA. Negli ultimi 5 anni, una gestione oculata delle casse del Comune, ha portato Pisa a risultati eccezionali. A dirlo sono i numeri che, come si sa, lasciano ben poco all’interpretazione, soprattutto quando sono i numeri che rappresentano gli indicatori del bilancio consuntivo 2006 presentato ieri dall’assessore al bilancio Sergio Cortopassi e dal sindaco Paolo Fontanelli.
I numeri, secondo i due amministratori, dicono che a Pisa sono stati raggiunti ottimi risultati. L’importanza dei dati è ancor più rilevante se si pensa che nel programma politico del 2003 uno dei principali obiettivi era proprio il riequilibrio del bilancio. «In questi anni - dice Fontanelli - abbiamo lavorato con un impegno ed un rigore che è costato anche fatica e siamo riusciti a ridurre l’indebitamento senza aumentare la pressione fiscale sui cittadini migliorando i servizi. Questo risultato è stato perseguito soprattutto attraverso due strade: il piano di alienazioni patrimoniali e la riorganizzazione strutturale che ha portato ad un alleggerimento dei costi del Comune ed a una maggior efficienza nei servizi svolti. Un primo dato, forse il più significativo di quanto è stata virtuosa la gestione è l’avanzo di amministrazione che ammonta a ben 5.441.172,66 euro. Una bella cifra, che purtroppo, in coerenza con quanto stabilito con il patto di stabilità previsto dal governo, non può essere utilizzata se non per finanziare operazioni di consolidamento di bilancio. Altro dato estremamente positivo è quanto emerge dall’analisi dei parametri di deficit strutturale. La legge prevede infatti che un bilancio sia positivo quando almeno 4 degli 8 parametri siano soddisfatti; nel caso del bilancio 2006 del Comune, tutti gli 8 parametri sono in linea.
Buone notizie sul fronte dell’autonomia del Comune per cui Pisa sfiora i livelli più alti in ambito nazionale: la percentuale delle entrate tributarie e extratributarie sul totale delle entrate correnti (autonomia finanziaria) è passata dal 81,59% nel 2002 al 89,93% nel 2006 riducendo il contributo della Regione ad un 10%. Le entrate tributarie (Ici, addizionale Irpef, Tarsu) sono passate dal 54,20% delle entrate correnti nel 2002 al 68,23% nel 2006. Cresciuto nettamente il disimpegno dello Stato nei confronti del Comune: i trasferimenti correnti da Roma nel 2002 erano l’11,47% delle entrate correnti, nel 2006 poco più del 3% (in euro il trasferimento erariale pro capite è passato da 138,74 a 41,38). A questo fa fronte però l’andamento discendente della pressione delle entrate tributarie pro capite che sta calando dal 2005 e conferma questa tendenza anche per il 2007. Altro indicatore di efficienza è il grado di rigidità strutturale che è passato dal 48,78% del 2002 al 44,42% del 2005 dove la maggior parte dell’abbattimento del debito si è avuto nel rimborso dei mutui (nel 2002 il 20,08% delle entrate correnti, nel 2005 il15,82%) mentre le spese per il personale sono rimaste invariate (attorno al 28%). Buona anche la tendenza positiva della riduzione del debito che vede passare la percentuale di indebitamento globale sulle entrate correnti dal 126% del 2002 al 83% del 2005: un dato straordinario, soprattutto se confrontato con le media nazionali. Per quanto riguarda le entrate invece, non ci sono aumenti significativi da un paio d’anni:l’Ici è ferma all’ultimo incremento del 2004, la Tarsu al 2005 e l’addizionale Irpef è costante allo 0,2% dal 2001.
I numeri, secondo i due amministratori, dicono che a Pisa sono stati raggiunti ottimi risultati. L’importanza dei dati è ancor più rilevante se si pensa che nel programma politico del 2003 uno dei principali obiettivi era proprio il riequilibrio del bilancio. «In questi anni - dice Fontanelli - abbiamo lavorato con un impegno ed un rigore che è costato anche fatica e siamo riusciti a ridurre l’indebitamento senza aumentare la pressione fiscale sui cittadini migliorando i servizi. Questo risultato è stato perseguito soprattutto attraverso due strade: il piano di alienazioni patrimoniali e la riorganizzazione strutturale che ha portato ad un alleggerimento dei costi del Comune ed a una maggior efficienza nei servizi svolti. Un primo dato, forse il più significativo di quanto è stata virtuosa la gestione è l’avanzo di amministrazione che ammonta a ben 5.441.172,66 euro. Una bella cifra, che purtroppo, in coerenza con quanto stabilito con il patto di stabilità previsto dal governo, non può essere utilizzata se non per finanziare operazioni di consolidamento di bilancio. Altro dato estremamente positivo è quanto emerge dall’analisi dei parametri di deficit strutturale. La legge prevede infatti che un bilancio sia positivo quando almeno 4 degli 8 parametri siano soddisfatti; nel caso del bilancio 2006 del Comune, tutti gli 8 parametri sono in linea.
Buone notizie sul fronte dell’autonomia del Comune per cui Pisa sfiora i livelli più alti in ambito nazionale: la percentuale delle entrate tributarie e extratributarie sul totale delle entrate correnti (autonomia finanziaria) è passata dal 81,59% nel 2002 al 89,93% nel 2006 riducendo il contributo della Regione ad un 10%. Le entrate tributarie (Ici, addizionale Irpef, Tarsu) sono passate dal 54,20% delle entrate correnti nel 2002 al 68,23% nel 2006. Cresciuto nettamente il disimpegno dello Stato nei confronti del Comune: i trasferimenti correnti da Roma nel 2002 erano l’11,47% delle entrate correnti, nel 2006 poco più del 3% (in euro il trasferimento erariale pro capite è passato da 138,74 a 41,38). A questo fa fronte però l’andamento discendente della pressione delle entrate tributarie pro capite che sta calando dal 2005 e conferma questa tendenza anche per il 2007. Altro indicatore di efficienza è il grado di rigidità strutturale che è passato dal 48,78% del 2002 al 44,42% del 2005 dove la maggior parte dell’abbattimento del debito si è avuto nel rimborso dei mutui (nel 2002 il 20,08% delle entrate correnti, nel 2005 il15,82%) mentre le spese per il personale sono rimaste invariate (attorno al 28%). Buona anche la tendenza positiva della riduzione del debito che vede passare la percentuale di indebitamento globale sulle entrate correnti dal 126% del 2002 al 83% del 2005: un dato straordinario, soprattutto se confrontato con le media nazionali. Per quanto riguarda le entrate invece, non ci sono aumenti significativi da un paio d’anni:l’Ici è ferma all’ultimo incremento del 2004, la Tarsu al 2005 e l’addizionale Irpef è costante allo 0,2% dal 2001.
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