Il Tirreno

Pisa

Una ola infinita fino ai lungarni

S.Martini e E.Cecchi

Nerazzurri portati in trionfo dentro e fuori dallo stadio

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PISA. Al fischio finale del signor Valeri di Roma, scatta la festa. Una gioia incredibile, scene di autentico giubilo che da troppo tempo non vedevamo. Migliaia e migliaia di tifosi in campo a festeggiare. Molti i trofei: l’erba dell’Arena Garibaldi, le traverse delle porte, pezzi di panchina e quant’altro. Una festa costante e continua, dentro e fuori lo stadio. Non è durata poco l’autentica kermesse nerazzurra. Anzi, è andata avanti sino a notte. Scene di autentica gioia collettiva, lacrime che hanno solcato il viso dei giovani che non avevano mai visto la B e di coloro che se la ricordano insieme a qualche cosa di ancora più grande. Ed infatti il pensiero è andato subito a Romeo Anconetani ricordato con molti affettuosi cori. E nell’hit parade del tifo, spazio anche a Piero Braglia e soprattutto Eddy Baggio.

Successivamente fuori dallo stadio è arrivato il pullman rosso, quello che serve ai turisti per visitare la nostra bella città. La squadra è salita in vetta, lasciandosi andare a grida di gioia e di felicità fra le ali della folla che faceva la ola. Raggiunta a fatica via Piave, tramite via Contessa Matilde si è giunti in via Bonanno davanti al Duomo. Quindi l’entrata trionfale sui lungarni. Dal ponte Solferino al ponte di Mezzo è stato un continuo festeggiare. Moltissimi i tifosi affacciati alle finestre con bandiere, sciarpe e striscioni. Per vedere gli eroi della promozione, la gente si è perfino arrampicata anche sui semafori e sui lampioni. Piazza Garibaldi è diventata l’agorà di Pisa. Migliaia e migliaia le persone nel raggio di poche centinaia di metri. Circa 45 minuti il tempo necessario a superare piazza Garibaldi e giungere in piazza della Berlina. Stasera doveva esserci il bis all’Arena ma la festa è stata rinviata. Ieri la squadra ha cenato all’Hotel San Ranieri.

E la partita? Non si sono persi d’animo nemmeno per un attimo i 14mila tifosi che ieri hanno seguito il Pisa dagli spalti dell’Arena Garibaldi. I biglietti erano diecimila, ma già a partire dalle quattordici di ieri in tanti sono riusciti ad entrare ugualmente. Pochi i controlli e pochissimi i biglietti strappati, che passavano quindi di mano in mano consentendo a diversi tifosi che non erano riusciti ad acquistarlo di entrare ugualmente. Il servizio di sicurezza impediva di portare all’interno dello stadio bottiglie chiuse con il tappo ma... a distanza di pochi passi il bar interno vendeva bottiglie piene e sigillate.

Al fischio di inizio della partita la situazione si fa più tesa: i primi tre interventi dell’arbitro fanno temere che la partita sarà diretta con faziosità. Qualcuno cerca allora di calmare gli animi, altri si prodigano in cori e coreografie, sia inneggianti ai giocatori che contrarie alla terna arbitrale. Si soffre fino a che non arriva il primo, attesissimo, gol di Ceravolo: è in quel momento che molti si abbracciano, tantissimi esultano e qualcuno piange. Ci sono le prime ola. Ma nel secondo tempo il Monza attacca. Così qualcuno diventa più nervoso e si lamenta del gioco di alcuni calciatori pisani.

Alla fine del secondo tempo, quando si capisce che si va ai supplementari, cala un pesante silenzio: quasi tutti smettono anche di intonare cori per concentrarsi sulla partita, mentre ogni palla toccata dal Monza fa tremare la tifoseria pisana. Al gol di Ciotola è il tripudio, esplodono le ola, ma non c’è nemmeno il tempo per godersi la vittoria che alcuni tifosi, che avevano seguito la partita in curva, invadono il campo. Gli altri, rimasti ai propri posti, li esortano ad allontanarsi e per qualche minuto si teme che l’arbitro decida di sospendere la partita quando anche la polizia è costretta ad intervenire. La situazione sembra poi risolversi senza troppe conseguenze. E dopo poco la festa è vera.

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