Il Tirreno

Pisa

Ferrigno, leader indiscu

Francesco Loi

Il trascinatore Biancone e la saracinesca Puggioni

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PISA. Ecco il “ritratto” dei principali protagonisti della cavalcata nerazzurra. Si parte con il capitano Ferrigno, proseguendo con il suo “gemello” Biancone e con Puggioni, che anche da lontano festeggia. Avanti poi con Chiarini, D’Anna e Raimondi. Senza dimenticare tutti gli altri.

FABRIZIO FERRIGNO
«Il mio giocatore vero? E’ Fabrizio Ferrigno». Parole e musica di Braglia, che nel fantasista campano rivede quasi... se stesso in campo, per l’identica visione che hanno del calcio, del carattere da gettare oltre ogni ostacolo. I due si sono ritrovati a Pisa dopo la promozione in B con il Catanzaro raggiunta insieme. Anzi, si sono fortemente ritrovati. Tanto che l’estate scorsa Ferrigno non ha esitato a sciogliere il suo ricco contratto con i giallorossi pur di tornare alle dipendenze di Braglia. Il capitano nerazzurro è stato il miglior goleador pisano del torneo, con 8 reti sempre decisive e anche di pregevolissima fattura, come il pallonetto che ha portato alla vittoria sulla Lucchese o la punizione nel “sette” sul terreno del Cittadella. Ma l’importanza di Ferrigno non si è esaurita nei meriti tecnici, tutt’altro. Fabrizio è il leader riconosciuto dello spogliatoio, per quel suo modo di essere sempre sorridente e pronto alla battuta fuori dal campo, ma anche il primo a non tirare indietro la gamba quando c’è da far capire agli avversari che non potrà essere la loro giornata. Non a caso a Catanzaro era soprannominato “il sindaco”. Suo compagno di avventure e di battaglia è Biancone, altro ex Catanzaro: un’intesa, la loro, naturale. E’ proprio lungo quest’asse che il Pisa ha costruito larga parte dei suoi successi.

CRISTIAN BIANCONE
Cristian Biancone non è mai stato un bomber di razza: difficilmente nella sua carriera è riuscito ad andare in doppia cifra come numero di gol segnati. Ma di sicuro non gli si può imputare niente a livello di grinta, di corse a perdifiato a vantaggio della squadra, di spirito di sacrificio. Tuttavia, negli ultimi mesi della stagione si è rivelato anche puntuale goleador, tanto da elevare notevolmente la propria media realizzativa. Biancone è uno per il quale Piero Braglia metterebbe la mano sul fuoco, come per Ferrigno. Quando gli ha chiesto di giocare anche se sofferente per uno stiramento muscolare, l’attaccante ha risposto “obbedisco”. Per Braglia, in effetti, ha una resistenza atletica non comune: lo ritiene in grado di giocare più partite vere in una settimana senza accusare troppa fatica. Non di rado il tecnico lo ha preferito a Baggio, ritenendolo più funzionale agli schemi di una squadra che non è mai stata d’assalto e che al centravanti chiedeva soprattutto sponde preziose e lavoro oscuro, faticoso, senza gloria. Un episodio è emblematico: nel luglio scorso, il giorno del raduno per il ritiro di Pievepelago, Biancone si presentò (insieme a Ferrigno) in ritardo di qualche minuto. Braglia multò entrambi di 50 euro, che pagarono al volo senza fiatare. E’ stato l’unico sgarbo all’allenatore, prima di mettersi completamente a disposizione. Gli avessero detto allora di pagare 50 euro per assicurarsi una stagione così, ne avrebbe pagati anche dieci volte tanto.

CHRISTIAN PUGGIONI
Con il Pisa ha giocato solo mezza stagione, ma un posto in prima fila gli spetta di diritto. Puggioni ha iniziato il campionato in nerazzurro, essendo stato uno dei pochi confermati rispetto al primo deludente campionato dell’era Covarelli. Poi, nel mercato di gennaio, la chiamata irrinunciabile della Reggina, in serie A. Irrinunciabile anche per la società, che si è messa in tasca circa un miliardo delle vecchie lire, oltre al prestito di Ceravolo: sicuramente un affare, visto il rendimento nei playoff del giovane attaccante (e anche di Morello). Fino a quel momento Puggioni era stato il portiere meno battuto d’Europa, un titolo simbolico che gli ha aperto le porte del massimo palcoscenico calcistico. Merito di una difesa che gli ha fatto scudo in modo eccezionale, ma anche dello stesso Puggioni che ha saputo subito entrare in sintonia con i nuovi compagni di reparto, creando un assieme che ha fatto le fortune della squadra di Braglia. Peccato per l’ultima partita in nerazzurro, prima del passaggio, fino a quel momento inaspettato, alla Reggina: Pisa battuto 2-0 a Grosseto dopo l’espulsione dello stesso Puggioni nei primi minuti di gioco. Un’uscita di scena che comunque non ne ha intaccato i meriti, dopo essere stato a guardia di una porta che ha sentito sua anche nelle annate precedenti, decisamente meno facili di questa. Portiere di ottima presenza atletica tra i pali e di personalità, Puggioni ha messo anche la sua firma sulla promozione.

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