Il Tirreno

Pisa

Ceravolo e Ciotola fanno volare il Pisa

Antonio Scuglia

I nerazzurri piegano il Monza e festeggiano dopo i supplementari

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PISA. Il calcio è il gioco più bello del mondo. Ogni opinione diversa è consentita, ma è sbagliata. Possiamo concederla ai monzesi, questo sì: per la seconda stagione consecutiva la squadra di Sonzogni disputa un’annata magnifica, sfiora la B diretta, arriva in finale e deve ammainare la bandiera. Onore agli avversari, ma la festa a Pisa è meritata: una provincia intera si stringe intorno ai nerazzurri e li trascina in cadetteria, dopo tredici anni di ingiusto purgatorio iniziato con la retrocessione in Eccellenza (dalla B, appunto). La mannaia della Figc nel 1994 si abbattè impietosa su Romeo Anconetani e sul Pisa, diversamente da quanto aveva fatto prima (e avrebbe fatto dopo) con i più potenti. Ora giustizia è fatta, anche se a distanza di troppo tempo. La festa arriva in una giornata caldissima, con almeno 14mila persone ad affollare gli spalti dell’Arena. La capienza consentita era di 9.950, ma i ragazzi sotto i 12 anni non necessitavano di biglietto: ne concludiamo che i giovanissimi erano veramente tanti...

Il Pisa era chiamato a rimontare lo 0-1 dell’andata: al Brianteo aveva dimostrato di avere più birra in corpo ed era stato penalizzato dall’arbitraggio (gol regolare annullato a Biancone), ieri doveva soprattutto mantenere il controllo dei nervi ed evitare di attaccare a testa bassa aprendo varchi invitanti per il fortissimo Beretta. Errore che una vecchia volpe come Piero Braglia non poteva commettere. E si è visto fin dal riscaldamento dei giocatori: in mediana con De Simone non c’era l’incursore Braiati né il folletto Buzzegoli, ma il metronomo Passiglia, arpionatore di palloni in mezzo. Che non a caso è stato fra i migliori in campo. Il gol dell’1-0, quello che portava la sfida ai supplementari, è arrivato al 40’ del primo tempo, ma la partita è sempre stata saldamente in mano al Pisa, salvo che in un paio di circostanze. Curiosamente il Monza ha “rischiato” solo per due minuti di andare in serie B: quando dopo il 2-0 di Ciotola al 119’ c’è stata l’invasione di campo. Pensate: se nella circostanza un giocatore del Monza nella confusione si fosse gettato per terra, o se l’arbitro avesse ritenuto rischioso per l’ordine pubblico continuare, ora saremmo tutti qui a piangere. L’hanno capito soprattutto i capi ultras, che hanno respinto a botte gli invasori riportandoli al di là delle cancellate. E così l’Arena Garibaldi se la caverà con una squalifica, forse lunga, ma la strada dei ricorsi avversari per invalidare il risultato è chiusa. Alla fine purtroppo la nuova invasione, quella celebrativa, è degenerata in incidenti con i monzesi, che porteranno a molte denunce. Ma ne parliamo in altre pagine.

Sei giorni di silenzio stampa in tutte e due le città e pretattica esaperata, ma le formazioni sono quelle più logiche, senza strane alchimie. Il Pisa gioca con il 3-4-3: al centro della difesa torna il guerriero Raimondi, e si vede. Monza con il 4-4-2 e il rientro in mediana di Menassi. Sulle ali, Iacopino e Coti dovrebbero innescare le punte Borgobello e Beretta, ma pur scambiandosi di lato non sfondano mai. I nerazzurri iniziano subito a premere, badando anche a non scoprire il fianco: ci provano con Bolzan su punizione e con Ferrigno di testa, rischiano solo al 24’ (bella girata di Coti dopo corner battuto corto, palla fuori sul secondo palo), chiedono il rigore al 35’ (Ferrigno atterrato da Zaffaroni, in effetti poco fuori dalla linea) e al 40’ passano. Ferrigno a centrocampo trova un magnifico corridoio per Biancone che corre verso l’area e serve in mezzo un bel diaginale. I difensori non ci arrivano, Ceravolo sì, sul secondo palo, e l’Arena esplode: 1-0. Da questo momento in poi il Pisa è in B se il Monza non segna entro il 120’. Nella ripresa i brianzoli attaccano a pieno organico, avanzano il baricentro con Coti trequartista, ma mancano loro gambe e lucidità e il Pisa spesso parte in contropiede sfiorando il gol al 3’ con Biacnone di petto su cross di Ceravolo.

La palla in effetti balla un po’ troppo nelle vicinanze dell’area pisana, e al 35’ il Monza grida al rigore: cross di Barjie dalla sinistra, Borgobello in area viene strattonato e tirato giù. L’arbitro lascia proseguire. Un minuto prima Biancone aveva segnato su appoggio in area di Ciotola (subentrato a Ceravolo), ma la rete era stata annullata per fuorigioco. Si arriva così ai supplementari. Il Monza è costretto a segnare ma non ha più birra in corpo. E così il Pisa controlla sornione, guadagna tempo in fase di possesso palla e di fermate (lunghe) per falli, e al 119’ piazza anche il 2-0. Con tutto il Monza avanti, Biancone riceve palla a centrocampo e appoggia a Ciotola, che si fa 50 metri palla al piede, dribbla due avversari in area e supera l’incolpevole Rotoli con un colpo sotto. L’Arena è in delirio, l’invasione precipitosa è una macchia che però non rovina la festa generale. Non suoni blasfemo dire che San Ranieri (ieri si festeggiava il patrono di Pisa) ha fatto il miracolo.

PISA MONZA2 dopo 0 t.s. PISA (3-4-3): Morello, Calori, Bolzan, Raimondi, Passiglia (30’ st Braiati), Zattarin, D’Anna (9’ 2º t.s. Buzzegoli), Ferrigno, Biancone, - De Simone, Ceravolo (18’ st Ciotola). A disp. Indiveri, Baggio, Ciullo, Morfù. All. Braglia.: MONZA (4-4-2): Rotoli, Campi, Barjie, Coti (1’ 2º t.s. Bertolini), Fabiano, Zaffaroni, Iacopino, Menassi (27’ st Montesanto), Beretta, - Gentile (7’ 1º t.s. Tricarico), Borgobello. A disp. Carrara, Guerra, Savi, Speranza. All. Sonzogni.
ARBITRO: Valeri di Roma (Ponziani e Fortunati, 4º uomo Passeri).
RETI: pt 40’ Ceravolo, 2º t.s. 14’ Ciotola.
NOTE: spettatori 14mila circa dei quali 1000 monzesi. Nessun espulso. Ammoniti: Campi, Menassi, Ferrigno, Ciotola. Corner 3-1 (2-1). Rec. 2+4, rec. t.s. 1+4.

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