Il Tirreno

Pisa

STAR BENE

Gian Ugo Berti

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 "Ho il colesterolo appena, appena un po' alto. Non rischio mica l'infarto, dottore?" "Il rischio c'è". "Io ho invece il colesterolo normale. Posso stare tranquillo? "Dipende". Può sembrare un controsenso, ma il medico ha ragione in entrambi i casi. Importante: sulla strada dell'infarto, non c'è infatti solo il colesterolo (uno dei grassi del sangue), ma anche i trigliceridi ed altri. Soprattutto, è bene sapere che esiste un colesterolo totale, uno "cattivo" che s'attacca alle pareti dei vasi sanguigni ed uno "buono", chiamato lo "spazzino delle arterie". Avere il primo normale ed uno od entrambi gli altri, alterati, non può lasciare tranquilli. Non dobbiamo infatti dimenticare condizioni come la pressione alta (25% della popolazione), il diabete (5%) e la predisposizione familiare. Dato che non è possibile ancora scegliersi i genitori, è fondamentale tener presente la propria storia clinica, una specie di "dinastia" della salute. Se ci siano stati poi casi di malattie vascolari, metaboliche e d'ipertensione, abbiamo a che fare in negativo con un valore aggiunto. Una specie di tara genealogica da considerare per calcolare l'indice globale di "rischio infarto". Se a tutto ciò s'aggiunge il fumo, il rischio aumenta. E' bene dunque parlarne con il medico per inquadrare la propria situazione, così da ridurre od evitare nel tempo guai. Non condanniamo però l'alimentazione, che incide solo per il 10%. Se assieme ad una costante attività fisica (10 mila passi al giorno), non s'ottenessero benefici, occorre allora ricorrere ai farmaci. La novità di cui hanno parlato a Roma ad un convegno promosso da Msd i professori Alberico Catapano e Claudio Borghi, riguarda una molecola, l'ezetimibe, in grado da sola di ridurre il colesterolo "cattivo", da impiegarsi assieme alle statine, là dove queste come farmaco tradizionale d'attacco non abbiano conseguito i risultati attesi. Nasce quindi l'ottica nuova di personalizzare la cura, considerando il singolo caso ed i parametri via via ottenuti. La nuova molecola è a totale carico del Ssn per i pazienti già in trattamento, a cui il curante non vuole cambiare la terapia in atto.  In Toscana, 20 persone su 100, oltre i 18 anni d'età, non si sono mai controllati, fra questi celibi e nubili.

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