Il Tirreno

Pisa

STAR BENE

Gian Ugo Berti

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 E' un po' di tempo che non ci sento più come prima. Sarà per via dell'età. Dovrò farci l'abitudine. Sbagliato. Il 30% delle persone che presentano tale disturbo (ipoacusia) può invece giovarsi di un apparecchio uditivo. La svolta risiede nelle novità della tecnologia: una protesi moderna che, a differenza delle precedenti, non chiude a tappo il canale uditivo dell'orecchio esterno, bensì è dotata di opportune aperture.  Come ha spiegato Beatrice Giannoni, audiologa all'Università di Firenze durante la prima conferenza delle donne otorinolaringoiatre italo-francesi svoltosi a Roma, l'innovazione consente la digitalizzazione, cioè la scansione, dei suoni, così da privilegiare esattamente la correzione di quello specifico del paziente. Il Servizio Sanitario Nazionale, poi, copre mediamente i costi della metà delle protesi acustiche. Siamo di fronte ad una condizione clinica che non dovrebbe in ogni modo essere vissuta come una disabilità, ha precisato dal canto suo Giacomo Martinotti, direttore del Centro Ricerche e Studi Amplifon. Sempre in tema d'orecchio, Beatrice Giannoni ha parlato delle ultime novità in tema di vertigini, in sostanza quando, alzandosi il più spesso dal letto, vediamo girare la stanza intorno a noi. Sono attimi difficili che provocano subito spavento, ansia ed anche nausea e vomito. E' la conseguenza, con i movimenti del capo, dello spostamento nei canali interni di piccoli cristalli che vanno ad accumularsi in posizioni non corrette, creando problemi d'equilibrio. Fra le cause, è emerso, si ricordano gli esiti di traumi, l'azione di virus o l'alterazione del metabolismo nel loro continuo ricambio. E' un evento non raro che coinvolge circa il 25-30% delle visite ambulatoriali specialistiche (le altre situazioni sono le labirintiti, sindrome di Menière, emicrania, insufficienza vertebro - basilare, etc.).  La soluzione - conclude l'audiologa fiorentina - è molte volte rappresentata dalla terapia fisica attraverso una o più manovre liberatorie in grado di farli uscire dalla sede di raccolta. Si parla di guarigione clinica nel 95% dei casi. Le recidive al 30%.

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