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STAR BENE
Gian Ugo Berti
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Se la gamba improvvisamente si gonfiasse e cominciasse a far male, potrebbe essere anche un problema di trombosi a carico di una vena profonda dell'arto inferiore. Nell'arco di un anno sono circa 7 mila i casi che emergono nella nostra regione. Più grave è, invece, la situazione se interessata fosse una vena polmonare: i sintomi sarebbero più spesso caratterizzati dalla comparsa di un grave affanno e dolore al torace. Si tratta di disturbi simili ad altre situazioni cliniche ed è per questo che occorre effettuare una valutazione sollecita in ambito ospedaliero e l'esecuzione di opportuni controlli strumentali. Sono eventi che possono ad esempio emergere dopo un intervento chirurgico oppure ortopedico od anche nell'ictus provocato da fibrillazione cardiaca atriale: una casistica tutt'altro che rara, secondo Giancarlo Agnelli, direttore della "Stroke Unit" all'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, considerata sotto certi aspetti una vera e propria "epidemia". In tema di novità, si parla oggi positivamente dei risultati applicativi di una nuova molecola della famiglia degli anticoagulanti orali inibitori, selettivi di uno specifico fattore coagulativo: l'apixaban, con validi profili in ambito dell'efficacia e della sicurezza, dimostrando come sia possibile migliorare le terapie destinate alla prevenzione. L'utilizzo di altri anticoagulanti prevede, a differenza, che siano eseguiti controlli costanti e quindi la necessità disporre di Centri specializzati di controllo per la terapia stessa, con la necessaria ed inevitabile aggiunta di costi per la struttura ed il personale dedicato. A tutto ciò devono poi aggiungersi quelli non sanitari ovvero le spese che è destinato a sopportare mediamente il paziente a causa della necessità di effettuare le verifiche periodiche, quali perdita di produttività, spese da affrontare per eseguire le visite e quant'altro.
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