La manifestazione
Un altro no alla via D'Achiardi
Nuova raccolta di firme dei cittadini per tornare a discutere la rimozione del nome La consegneranno domani, anniversario delle leggi antiebraiche, Emdin e Battini
PISA. A Pisa esiste una via Benito Mussolini? Sì: è la via Giovanni D’Achiardi, intitolata al rettore e anche podestà fascista che ha cacciato venti docenti e 290 studenti ebrei nel 1938 dall’ateneo pisano, tra cui Ciro Ravenna ed Enrica Calabresi cui la città dedica due strade e Raffaele Menasci destinati alla deportazione e a una morte atroce. I professori Michele Emdin (Scuola Superiore Sant’Anna), nipote di Naftoli, tra i docenti espulsi, e Michele Battini (Università), presidente del Comitato San Rossore 1938 consegneranno al Comune di Pisa le firme raccolte tra i cittadini a favore di una nuova petizione per mutare denominazione a via D’Achiardi. Lo faranno in occasione dell’anniversario delle leggi antiebraiche fasciste: domani, il 5 settembre. Cruciale è stato il sostegno alla petizione degli studenti di Sinistra Per, dell’Anpi, di alcuni circoli Arci e Uisp, di cittadini democratici.
A Pisa – è noto – nella Villa Reale di San Rossore, nel settembre 1938 furono siglate dal re Vittorio Emanuela III, su proposta dei vertici del regime, le leggi razziali. Giovanni D’Achiardi, professore di Mineralogia, già Rettore negli anni Venti ed esponente del conservatorismo cittadino, nel 1931 giurò lealtà al regime, come quasi tutti i docenti, e superò i contrasti occasionali con il ras Buffarini Guidi e il Guf. Così nel 1934 venne nominato senatore, nel 1935 di nuovo Rettore, nel 1936 direttore della Scuola Normale Superiore e Podestà della città. Nel 1938, come rettore, implementò la persecuzione degli ebrei in modo scrupoloso e diligente: espulse 290 studenti stranieri riconsegnandoli alla persecuzione in Europa Orientale poi decine di studenti italiani e venti docenti ebrei - tre dei quali vennero inghiottiti nella Shoah.
Al nome di Raffaello Menasci, perito con il figlio ad Auschwitz, il solo dei tre non ancora ricordato nella toponomastica cittadina, il Comitato chiede ora che venga dedicata il luogo che dai primi anni Sessanta, per decisione di un commissario prefettizio, porta il nome di D’Achiardi. Dopo una prima petizione nel 2021, lo scorso gennaio il Senato Accademico dell’Università ha rinnovato la domanda di cancellare la titolazione e seguirono nelle settimane successive analoghi voti della Scuola Sant’Anna, della Scuola Normale Superiore, del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Ora ci sono le nuove firme dei cittadini pisani, che imporrano, per regolamento dello Statuto comunale, di tornare a discutere la proposta. È una occasione per i rappresentanti della cittadinanza pisana di restituire giustizia ai sommersi e di ricordarli.
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