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Maxi base militare a Pisa, passo indietro dei carabinieri su Coltano. Ora le ipotesi alternative
Dal vertice istituzionale a Firenze sembra sfumare l'ipotesi di realizzare l'insediamento nel Parco. Giani: "Ho proposto ipotesi alternative, per la città è un'opportunità". In 200 manifestano contro la base
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PISA. Era nell'aria da qualche giorno e dopo il vertice a Firenze è arrivata la conferma: l'Arma dei carabinieri è disposta a fare un passo indietro sulla costruzione della base militare a Coltano, nell'area del parco. L'ipotesi di lavoro che è emersa nel corso dell'incontro di questa mattina (mercoledì 4 maggio) tra Arma dei Carabinieri, Regione Toscana, Comune di Pisa e l’ente parco alla caserma Baldissera di Firenze, è di s uddividere la base militare dei Carabinieri prevista a Coltano in più strutture, fuori dal parco naturale di Migliorino-San Rossore-Massaciuccoli ma sempre all’interno del Comune di Pisa.
Tra i primi a dare informazioni sull'esito del confronto c'è il presidente della Regione Eugenio Giani. “Abbiamo fatto presente che ci possono essere anche siti alternativi che non stanno all’interno del parco - spiega Giani, secondo cui - quegli uomini possono stare anche in ambienti non necessariamente contigui, anche a qualche chilometro di distanza ma sempre nel Comune di Pisa, perché per la città a mio giudizio è un’opportunità”.
"Resto contrario all'intervento proposto per decreto in quel luogo con quelle dimensioni, ma accolgo con favore la reale disponibilità dimostrata dall'Arma a trovare una soluzione condivisa che tenga conto delle esigenze operative dei militari e quelle che arrivano dalla comunità di Pisa". Così ha commentato dopo l'incontro il sindaco di Pisa Michele Conti.
Tuttavia, precisa il presidente della Regione, “vogliamo iniziare questo percorso ma prima di parlare di qualsiasi soluzione vedrei il secondo atto fissato per il 12 maggio, una riunione con i vertici tecnici dei carabinieri, noi, il Comune di Pisa, il parco e quando incominceremo a ragionare daremo anche le soluzioni logistiche”.
LA MANIFESTAZIONE
Intanto, sempre nella mattina di oggi, duecento manifestanti si sono radunati di fronte alla caserma di Baldissera a Firenze mentre era in corso il vertice istituzionale, per protestare contro il progetto della base militare a Coltano, nel Pisano. Il presidio, organizzato dal movimento ‘No base a Coltano’, vede la partecipazione di Legambiente, gruppi pacifisti, collettivi studenteschi e l’associazione ‘Firenze città aperta’. Presente anche una delegazione del collettivo Gkn. “Coltano luogo di pace, no military zone” si legge nel lungo striscione esposto lungo la strada.
Alla manifestazione era presente anche Furio Salvadori, l’agricoltore di Coltano che ha in concessione i 60 ettari di terreno coinvolti nel progetto della base militare: “Temo che ci verrà sottratto un terreno molto produttivo ma non è una mia lotta personale anche se sono toccato direttamente, è una battaglia di tutti gli agricoltori, dobbiamo dire basta al consumo del suolo e all’avanzamento del cemento”.
Per il consigliere Francesco Auletta, di Una Città in Comune, “oggi è un ulteriore schiaffo alla democrazia: hanno tenuto questo progetto nascosto per un anno, il presidente Giani ce l'ha nel cassetto dal 9 aprile 2021, e si blindano dentro una caserma per provare a decidere ancora una volta sulla testa delle cittadine e dei cittadini come devastare il nostro territorio. Quindi la nostra scelta è chiara, il movimento lo ha detto chiaramente: né a Coltano né altrove”.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
Della base militare a Coltano si è occupato sempre oggi anche il Consiglio regionale con tre mozioni per chiedere per individuare una location alternativa. Il testo presentato dal gruppo Pd, e approvato a maggioranza, chiede alla giunta di intraprendere ogni azione utile "a scongiurare un intervento fortemente impattante sotto il profilo ambientale in un luogo soggetto a tutela". L'atto del M5s, approvato all'unanimità dall'assemblea toscana, impegna il presidente della Giunta toscana ad attivarsi nei confronti del governo per essere "informato puntualmente sull'intero iter che ha portato all'individuazione dell'area" e per "la rinegoziazione della localizzazione dell'opera". Un terzo atto sul tema, presentato da Italia Viva e approvato a maggioranza, chiede di "scongiurare la realizzazione del progetto infrastrutturale nella zona del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli".
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