Sicurezza
Il manager che decise di cambiare vita
La storia di Paolo Roverani, il creatore del frequentatissimo Canyon Park che aveva lavorato con le multinazionali
PISA. Dovrebbero fare un monumento, a Bagni di Lucca, a quel manager di multinazionali che a 45 anni, ormai cittadino del mondo con 600 miglia di voli aerei all’attivo, decide di mollare la scrivania per coronare il suo sogno in mezzo alla natura. Oggi il Canyon Park in località Scesta, sul torrente Lima, sognato, ideato e realizzato da Paolo Roverani, 56 anni, pisano, è un’attrazione internazionale che attrae migliaia di turisti e ha ridato ossigeno alle attività ricettive, commerciali e della ristorazione di tutta la cittadina termale e dell’intera valle del Serchio. Ma a Bagni di Lucca non tutti, anche tra gli amministratori, si rendono conto dei benefici che ha portato al centro dell’attenzione una zona che pareva in assoluto declino, tanto che dal 30 giugno sono chiusi anche gli storici e rinomati stabilimenti termali. Sarebbero tempi davvero neri per Bagni di Lucca, se a riportare turisti nella zona non fossero le attività e gli sport fluviale, tra le quali il richiamo principale è esercitato dal Canyon Park dove si può fare trekking, canoying, rafting ed escursioni in mezzo a una natura bellissima e incontaminata e lungo acque limpide e ricche di fauna ittica.
Dopo la laurea in economia e commercio, Roverani aveva cominciato un percorso lavorativo nel settore industriale che lo aveva portato a ricoprire incarichi di rilievo, come quello di responsabile del reparto estero alla Bieffe (l’azienda dei caschi). Nell’industria aveva fatto esperienze anche nel settore direttivo del marketing, poi era stato amministratore delegato in una multinazionale del nord Italia: il suo compito era quello di aprire filiali nel mondo e il mondo era la sua casa.
«Quando ero sull'aereo mi sentivo in festa – dice – quelle erano le uniche ore in cui staccavo, non avendo la possibilità di usare tablet e telefonini. E la cosa bella era che avevo la giustificazione per farlo. A 45 anni ho deciso di mollare tutto, non potevo continuare così, rischiavo di venire stritolato dall’ingranaggio che mi aveva fagocitato».
Arriva così la grande decisione, non uno ma molti passi indietro, «un passo drastico, radicale», dice Roverani. Molla la multinazionale (di prodotti elettromeccanici) e passa a una azienda molto più piccola, di marketing, che crea lui stesso insieme con alcuni amici, in Toscana. Ed è proprio grazie alla idea di un caro amico, Francesco Ricci del parco avventura “Il gigante” di Firenze, che gli viene in mente di investire la passione che ha fin da bambino per la natura e lo sport. Investe quindi le competenze e la sua professionalità in un qualcosa di veramente innovativo, e per farlo sceglie Bagni di Lucca e il torrente che lui conosce da quando aveva 20 anni e arrivava da Pisa sulla Lima col suo kayak.
«Se ho potuto concretizzare il mio progetto così avveniristico – spiega Roverani – è stato grazie al supporto avuto dalla famiglia, dai miei genitori e da mio fratello. Nel 2015 il percorso che avevo in mente di costruire sul fiume era così innovativo che anche in Regione e in Comune si trovarono un po' spiazzati». Roverani ha ora una concessione demaniale per 19 anni per un tratto di fiume e un amico lo aiuta per la comunicazione, altri per le applicazioni più tecniche. «Sono stato ben supportato per realizzare un sogno che mi ha riportato al vero senso dell’esistenza. No, non tornerei alla vita di prima, essere padrone del mio tempo non ha prezzo, ora non c'è più confine tra passione e lavoro, sono rinato».
Oggi è direttore della società sportiva che gestisce il Canyon Park che si trova in località Scesta di Bagni di Lucca. Continua, quando è possibile, a girare il mondo anche con le squadre di rafting con cui collabora. Il canyon è una realtà da grandi numeri che in sei anni (aprì il primo agosto 2015) è cresciuta, si è evoluta e richiama migliaia di visitatori che arrivano da tutto il mondo. Decisivo l'indotto che porta sul territorio per bar, ristoranti, strutture ricettive, negozi e altro. Con lui collaborano circa trenta persone (collaboratori sportivi a turno, su tutte le attività), cinque non italiane (due scozzesi, due inglesi e una sudafricana). Una realtà che diventa ogni giorno più forte. Roverani ama prima di tutto la natura che lo circonda, in modo viscerale. A, Canyon Park non esiste alcuna utenza per luce e altro, alle persone vengono consigliate le borracce invece delle bottigliette di plastica. Un grandissimo impianto fotovoltaico alimenta a energia solare le strutture per la connessione wi-fi, anche per i video. Non ci sono stampanti e toner. Impatto zero al cento per cento. Anche i servizi igienici funzionano con un sistema di fanghi attivi.
Canyon park è un percorso dentro una natura incontaminata. Zip line (percorso aereo all'interno della gola sospeso sopra il fiume), canyoning sup, stand up, paddle board, ora anche ecolab (sistema multisensoriale per conoscere l'ambiente, con un percorso formativo all'interno del parco e un approfondimento online su tematiche specifiche legate al territorio), climbing (arrampicata sportiva), esperienza dentro il bosco per i bambini e un 'area per lo yoga. Poi canyoning e rafting nel corso d’acqua seminascosto da tre ettari di bosco, più altri quattro ettari scoperti sopra la statale del Brennero.
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