Il Tirreno

sanità 

Donazioni e trapianti: così la vita ricomincia Nuova “app” per le cure

Gian Ugo Berti

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Una nuova “app” per seguire cure e controlli «Dopo l’intervento ho riacquistato forza fisica e mentale, ho ripreso a cucinare, fare passeggiate e leggere. Prima, non avevo né energie, né concentrazione». Parole importanti d’una paziente che descrive la propria «rinascita dopo il trapianto».

Grazie soprattutto alla crescita delle donazioni di organi e tessuti ed all’organizzazione programmatica, nei settore renale e del fegato, Pisa e Toscana sono ai vertici nazionali.

Ed anche Piombino, esattamente un anno fa, ha dato il proprio apporto con un espianto di fegato.

Per la malattia renale cronica grave rappresenta il trattamento d’elezione a fronte della dialisi, vissuta quale periodo drammatico. Lo stesso accade per l’epatite cronica e fulminante.

In tema di sopravvivenza – come è emerso da una conferenza stampa svoltasi a Milano e promossa da Chiesi – si parla dell’85% e del 75% rispettivamente, a distanza di 5 anni, anche per il ruolo della terapia immunosoppressiva che inizia durante l’intervento chirurgico e prosegue per tutta la vita, evitando spesso il rigetto. Ugualmente importante, si dimostra il “dopo trapianto”, dove il paziente deve continuare ad essere ascoltato e supportato.

È stata messa a punto, in tal senso, la app ReNew che rientra fra tali servizi: ricordare dosi ed orari d’assunzione dei farmaci, valutare l’andamento della pressione arteriosa, il peso e l’attività fisica svolta. Lo scopo è quello d’avere sempre a portata di mano le informazioni e condividerle con il medico. Non dimenticate: donare è un atto d’amore che può salvare la vita. –

Gian Ugo Berti

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