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“Dogman”, un premio al cinema purissimo di Matteo Garrone
Il premio a Cannes per il memorabile Marcello Fonte è anche merito di Matteo Garrone che lo ha diretto. Raccontando un fatto di cronaca del 1988, ha saputo trasfigurarlo nella sua estetica di cinema...
Il premio a Cannes per il memorabile Marcello Fonte è anche merito di Matteo Garrone che lo ha diretto. Raccontando un fatto di cronaca del 1988, ha saputo trasfigurarlo nella sua estetica di cinema purissimo.
Il canaro che, stanco delle prepotenze di un bullo violento, reagì in modo efferato, diventa l’emblema, buono e mite, di un mondo periferico dominato dal degrado e dallo squallore, piccoli furti e tirate di cocaina. L’abbrutimento desolato di un ecosistema animale, tra gli sguardi e l’abbaiare dei cani, è rappresentato con occhio asciutto in una fusione perfetta tra fotografia, sceneggiatura e regia.
DOGMAN
di Matteo Garrone con Marcello Fonte (una scena del film), Edoardo Pesce. Italia
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