Gioco
Due appuntamenti con lo scrittore Alberto Prunetti
PIOMBINO. Doppio appuntamento con Alberto Prunetti e il suo “108 metri”.Per giovedì la “Ruggero Toffolutti” ha organizzato due incontri con l’autore toscano, inserendoli tra le iniziative a...
PIOMBINO. Doppio appuntamento con Alberto Prunetti e il suo “108 metri”.
Per giovedì la “Ruggero Toffolutti” ha organizzato due incontri con l’autore toscano, inserendoli tra le iniziative a corollario del 21esimo memorial Van Toff, pseudonimo calcistico del giovane operaio che dà il nome all’associazione per la sicurezza dei luoghi di lavoro.
Al mattino Prunetti sarà tra i banchi e nel pomeriggio alla libreria Coop.
All’Iti Pacinotti (qui un incontro precedente) vedrà le classi Seconda elettronici e Prima meccanici. I ragazzi hanno letto “Amianto, una storia operaia”, il suo libro precedente, e si accingono a leggere “108 metri”. In classe hanno avuto la possibilità di riflettere sul lavoro partendo da angolazioni diverse e ponendo l’accento su rischi e sicurezza. Il progetto ha registrato la collaborazione delle docenti Patrizia Becherini, Raffaella Misso, Antonietta Taumaturgo e Caterina Iannello e il sostegno della dirigente Gabriella Raimo.
Alle 17 la presentazione si sposterà alla libreria Coop di via Gori dove Elena Pasquini, presidente dell’associazione promotrice, introdurrà l’incontro con l’autore. Tra gli interventi, quello di Gianluca Quaglierini, lavoratore cassintegrato dell’indotto Aferpi.
“108 metri”, (edito da Laterza e già andato in ristampa) è una «narrazione working class» in cui luoghi, stili, forme, idiomi e immiginari si mescolano fino a trarre fuori il lettore dalla forzata solitudine della lettura.
E’ il viaggio dalla costa piombinese alla terra promessa del lavoro, quell’Inghilterra post-thatcheriana dove mercato e individuo si sono messi alle spalle uguaglianza e società. Alberto, neolaureato, figlio d’operaio, doloroso esperimento di ascesa sociale brutalmente interrotta, ormai deciso a lasciarsi alle spalle il gorgo risucchiante dell’altoforno, sceglie di approdare in Inghilterra. Da un ristorante italiano a Bristol, ai cessi di un centro commerciale, dalle mense di una struttura educativa nel Dorset, alla raccolta dei lamponi nelle serre, per finire in una pizzeria turco-napoletana, il protagonista di 108 metri attraversa in modo grottesco e surreale tutte le inquietanti metamorfosi del lavoro flessibile, liquido, sfruttato dal più autocompiaciuto libero mercato d’Europa. Un viaggio stregato, senza punti di riferimento.
E quando, stremato dagli intrighi che si frappongono al suo cammino, decide di tornare back to Iron Town, ad aspettarlo c’è lo stesso devastante virus che ha colpito il lavoro oltremanica.
L’acciaieria, sminuita, ridotta, venduta agli ultimi avventori della globalizzazione, la forma di vita nella quale era cresciuto e nella quale era radicato, è in un declino inarrestabile.
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