Gioco
Sorrentino, il talento visionario si è appannato
I potenti e le loro corti continuano a ispirare Sorrentino. Dopo Andreotti e il papa, tocca a Berlusconi essere raccontato con stile iperbolico, kitsch e barocco, in salsa pop. Pur pensando in grande...
I potenti e le loro corti continuano a ispirare Sorrentino. Dopo Andreotti e il papa, tocca a Berlusconi essere raccontato con stile iperbolico, kitsch e barocco, in salsa pop. Pur pensando in grande (i modelli sono Fellini, Scorsese e Lynch), il suo talento visionario si è appannato in un cinema dalla buccia colorata, ma senz’anima: tutto si riduce a scorpacciate di escort e cocaina, con un Servillo manierato (meglio Scamarcio che fa Tarantini) tra vuote macchiette. Un budget di lusso sprecato, i soliti vezzi gratuiti (pecore, topi, rinoceronti), inquadrature sofisticate in cerca di una sceneggiatura.
LORO
di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio (nella foto).
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