Il Tirreno

Si sfotte la Pasqua senza turbare ma Io c’è, il film no

Si sfotte la Pasqua senza turbare ma Io c’è, il film no

Il cinema italiano è morto ma non risorge. Sarà per questo che festeggia la Pasqua sfottendo la religione e i credenti. L’idea non ci turba, anzi lo spunto iniziale è promettente: un cialtrone...

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Il cinema italiano è morto ma non risorge. Sarà per questo che festeggia la Pasqua sfottendo la religione e i credenti.

L’idea non ci turba, anzi lo spunto iniziale è promettente: un cialtrone inventa, al posto di Dio, il culto dell’Io e fa proseliti nell’epoca in cui tutti vorremmo fare i nostri comodi, senza comandamenti né peccati. Ci avvilisce però lo squallore di un apologo artificioso e sfilacciato: sceneggiatura in calando, gag mosce e banali, divertimento nullo. Ci volevano Bunuel, Marco Ferreri o i Monty Python, invece di commedianti mediocri come Leo e Battiston. Io c’è, il film no.

IO C’è

di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston. Italia

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