Sicurezza
Nuova molecola contro le cistiti
PIOMBINO. Ieri erano facili a curarsi. Oggi invece è più difficile e occorre spesso il ricovero ospedaliero e l’impiego di terapie endovenose. Passato e presente delle cistiti (infiammazioni della...
PIOMBINO. Ieri erano facili a curarsi. Oggi invece è più difficile e occorre spesso il ricovero ospedaliero e l’impiego di terapie endovenose. Passato e presente delle cistiti (infiammazioni della vescica, di cui soffre in media il venti per cento della popolazione in Val di Cornia e isola d’Elba, con maggiore frequenza fra le donne) sono qui. Questo avviene perché, nel tempo, sono state condizionate dalla mutata capacità degli antibiotici a sconfiggere i germi. In passato, tali medicine erano forti, adesso sono al contrario più forti i microbi. Un fenomeno, l’antibiotico-resistenza, che ci vede un paese a elevata incidenza, con il rischio di cure più lunghe così come degenza e guarigione. Se ne fa comunque un uso eccessivo e non sono ottimali le pratiche igieniche, come lavarsi le mani e quelle assistenziali, negli ospedali e nelle residenze assistenziali. Lo si è detto a Roma, al convegno sull’argomento promosso da Pfizer. Negli ultimi vent’anni abbiamo osservato il languire della ricerca, con il risultato di non poter disporre di nuove molecole e abbiamo assistito alla proliferazione di microrganismi, sempre più resistenti ai vecchi antibiotici. Arriva ora una novità. Contro i batteri gram-negativi resistenti in modo clinicamente rilevante, il gruppo che crea i maggiori problemi, è disponibile una nuova molecola, una combinazione di ceftazidima, cefalosporina di ultima generazione e avibactam, capace di proteggere la prima dall’azione distruttiva dei germi. I “nemici numero uno” sono gli enterobatteri che vivono naturalmente nell’intestino, l’acinetobacter, nell’acqua, nel suolo e nella vescica e lo pseudomonas nell’apparato respiratorio.
Gian Ugo Berti
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