Il Tirreno

“Made in Italy”, un pasticcio dilettantesco

“Made in Italy”, un pasticcio dilettantesco

Dopo averci sorpreso con il bel “Radiofreccia” e deluso col pessimo “Da zero a dieci” , Ligabue ci avvilisce con la sua terza regia, davvero imbarazzante. Le intenzioni sarebbero buone: celebrare la...

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Dopo averci sorpreso con il bel “Radiofreccia” e deluso col pessimo “Da zero a dieci” , Ligabue ci avvilisce con la sua terza regia, davvero imbarazzante. Le intenzioni sarebbero buone: celebrare la sua provincia emiliana, gli amici di sempre, i vinti di una quotidianità marginale e l’importanza delle radici, elogiate in un finale dai toni sinceri. Ma il film è un pasticcio dilettantesco inerte e scipito, di irrimediabile bruttezza, farcito di dialoghi fasulli, trita retorica e cattivo gusto. La storia non decolla mai, gli attori si agitano a vuoto e il cinema italiano tocca il fondo. Meglio vedere Sanremo alla tv.

MADE IN ITALY

di Luciano Ligabue, nella foto, con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak.

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