Il Tirreno

Un’elegia gentile tra casa d’infanzia e vigneto di famiglia

Un’elegia gentile tra casa d’infanzia e vigneto di famiglia

A tornare in Borgogna, dopo dieci anni, è Jean, chiamato dall’Australia, dove vive con moglie e figlio, a visitare il padre sul letto di morte. Lo accolgono nella casa d’infanzia e nel grande vigneto...

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A tornare in Borgogna, dopo dieci anni, è Jean, chiamato dall’Australia, dove vive con moglie e figlio, a visitare il padre sul letto di morte. Lo accolgono nella casa d’infanzia e nel grande vigneto di famiglia la sorella Juiiette e il fratello Jeremie. È l’occasione per far riemergere ricordi e conflitti, rancori e nostalgie, tra la tentazione di vendere tutto e la voglia di perpetuare la tradizione vinicola. Ma Klapisch non è Proust né Bergman: il suo film si limita a un’elegia gentile, sobria e un po’ banale, dai toni delicati e superficiali, senza graffi in profondità.

Tra gli attori, la migliore è Ana Girardot.

Ritorno in Borgogna

di Cedric Klapisch con Pio Marmai, Ana Girardot.

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