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I bimbi ringraziano, sono 305 le Pigotte adottate a Piombino

I bimbi ringraziano, sono 305 le Pigotte adottate a Piombino

piombino. Sono 305 le Pigotte adottate quest’anno, su 325 realizzate, durante la tradizionale vendita di Unicef nelle piazze piombinesi del periodo natalizie (nella foto la tenda Unicef al Rivellino)....

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piombino. Sono 305 le Pigotte adottate quest’anno, su 325 realizzate, durante la tradizionale vendita di Unicef nelle piazze piombinesi del periodo natalizie (nella foto la tenda Unicef al Rivellino). Un risultato molto positivo dovuto anche al lavoro svolto dai volontari che sono stati presenti ai mercatini natalizi e al Rivellino con il tendone dei Vigili del fuoco. La bambola di pezza dell’Unicef, che è sulle piazze dal 1988, ha quindi consolidato il successo dell’omonimo progetto, dedicato quest’anno principalmente ai “Bambini sperduti”, colpiti da conflitti, violenze, calamità o povertà e alla ricerca di una vita migliore.

Fondamentale è stata anche la collaborazione con gli istituti scolastici locali: la scuola media Guardi (con le sezioni di via Torino, Salivoli, Riortorto) e il primo circolo didattico Dante Alighieri (plessi di piazza Dante, Riortorto, Populonia, via XXV aprile). Insieme alle scuole non è mancato il contributo delle associazioni, tra cui il Ciasa, l’associazione Il Falcone, la pubblica assistenza, Spazio H, mentre tra i privati hanno contribuito Carmela Arena, Maria Luisa Lisi, Paola Barberi e la volontaria Unicef Rita Baldi.

Proprio quest’ultima ha realizzato un meraviglioso “Gruppo natalizio di Pigotte” chiamato “La famiglia di Babbo Natale”, che è stato sorteggiato il 23 dicembre tra tutti coloro che hanno effettuato un’adozione.

La fortunata vincitrice è stata Giusy Giangreco.

«Unicef ringrazia con tutto il cuore l’amministrazione comunale e tutti coloro che, in diverso modo, hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa – afferma la rappresentante locale Maria Gestri – ricordando che, in oltre 19 anni, questo progetto ha reso possibile raccogliere oltre 27 milioni di euro salvando così oltre un milione e mezzo di bambini nel mondo. L’ormai noto slogan “Una pigotta adottata, una vita salvata” significa proprio questo – aggiunge Maria Gestri – ogni Pigotta apre un cerchio di solidarietà che unisce chi materialmente “crea” la bambola, a colui che l’adotta e, in ultimo, al bambino che beneficerà di questo lavoro di collaborazione ricevendo l’aiuto di cui ha bisogno».

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