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Pidocchi, ecco come debellarli
PIOMBINO. La presenza di pidocchi, soprattutto nelle piccole comunità come ad esempio scuole ed asili, non è rara, ma il modo di prevenirla – e ci rivolgiamo in particolare alle mamme od alle persone...
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PIOMBINO. La presenza di pidocchi, soprattutto nelle piccole comunità come ad esempio scuole ed asili, non è rara, ma il modo di prevenirla – e ci rivolgiamo in particolare alle mamme od alle persone che accudiscono bambini – non è difficile. Osservate con attenzione ogni giorno il cuoio capelluto dei vostri bambini e dell’intera famiglia facile è la trasmissibilità (nella foto) per scoprire eventuali uova che s’attaccano ai capelli, dietro le orecchie oppure alla nuca. Il pidocchio si nutre, infatti, di sangue che aspira pungendo la pelle del cranio, causando di conseguenza un forte e fastidioso prurito.
Ai primi disturbi, è bene usare un pettine fitto bagnato di aceto caldo, capace di sciogliere la sostanza adesiva capace di fissarsi al capello. No, invece, al ricorso agli antiparassitari per uso preventivo.
Dal canto suo lo shampoo rappresenta, a conti fatti, la forma farmaceutica da consigliare. È poi bene eseguire un’applicazione di balsamo. Ciò in sostanza rende più facile l’uso del pettine fitto banato con aceto caldo. In commercio, esistono a tal proposito apposite sostanze.
Su un piano d’informazione generale, è infine opportuno ricordare come la loro diffusione sia spesso legata ad un uso promiscuo e non corretto di poltrone, poggiatesta, cappelli, cuffie e pettini.
Si tratta quindi di un aspetto sociale di indubbia importanza, che non deve certo essere colpevolizzato. Importante, invece, è la giusta informazione della popolazione. In ogni caso, è bene affrontare il problema attraverso l’esperienza medica.
Gian Ugo Berti
Ai primi disturbi, è bene usare un pettine fitto bagnato di aceto caldo, capace di sciogliere la sostanza adesiva capace di fissarsi al capello. No, invece, al ricorso agli antiparassitari per uso preventivo.
Dal canto suo lo shampoo rappresenta, a conti fatti, la forma farmaceutica da consigliare. È poi bene eseguire un’applicazione di balsamo. Ciò in sostanza rende più facile l’uso del pettine fitto banato con aceto caldo. In commercio, esistono a tal proposito apposite sostanze.
Su un piano d’informazione generale, è infine opportuno ricordare come la loro diffusione sia spesso legata ad un uso promiscuo e non corretto di poltrone, poggiatesta, cappelli, cuffie e pettini.
Si tratta quindi di un aspetto sociale di indubbia importanza, che non deve certo essere colpevolizzato. Importante, invece, è la giusta informazione della popolazione. In ogni caso, è bene affrontare il problema attraverso l’esperienza medica.
Gian Ugo Berti
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