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Un grande successo la presentazione del libro di Agroppi

Un grande successo la presentazione del libro di Agroppi

PIOMBINO. Tanta gente, tanti amici di Aldo Agroppi ma anche tanti fan venuti apposta per lui. Persino un tifoso arrivato da Udine, che ha aspettato il suo turno per fare una domanda, un selfie e...

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PIOMBINO. Tanta gente, tanti amici di Aldo Agroppi ma anche tanti fan venuti apposta per lui. Persino un tifoso arrivato da Udine, che ha aspettato il suo turno per fare una domanda, un selfie e farsi firmare il libro. È stata una presentazione riuscitissima quella organizzata giovedì alla libreria della Coop di via Gori, dove Aldo ha parlato del suo ultimo libro “Non so parlare sottovoce” (editore Cairo) spaziando ovunque tra pallone, allenatori, commentatori televisivi, procuratori, fuoriclasse e scarponi, Torino e Fiorentina e Juventus, Berlusconi e Cecchi Gori. Ma anche via Pisa, la sua Nadia, i suoi figli Nilio e “polverone” Barbara, i suoi nipoti compreso «quello gobbo», la sua bella famiglia che era tutta lì, dietro gli scaffali, ad ascoltare l’ex bandiera del Torino e mediano della Nazionale, ex allenatore ed ex opinionista di radio, Rai e Mediaset.

Introdotto da Claudio Mazzola, presidente dell’Unione nazionale Veterani sportivi, che ha organizzato l’iniziativa, Agroppi ha risposto ad alcune domande del nostro collega Alessandro De Gregorio e poi a quelle del pubblico. Accanto a lui, il vicesindaco Stefano Ferrini e il fiduciario Coni, Claudio Bianchi. In prima fila, l’ex arbitro e dirigente dell’Us Piombino, Ennio Della Schiava. Arguto come sempre, polemico, divertente, dissacrante, senza peli sulla lingua, Aldo ha tenuto tutti lì, in piedi o incollati alle sedie, per due ore filate. Senza girarci intorno, diretto e sincero, ha risposto a tutte le domande. Anche a quelle che non gli sono state fatte. Con un coraggio che solo i grandi uomini possono avere, si è tolto la maschera dell’istrione parlando anche delle proprie debolezze e di quella malattia, la depressione, che insieme alla linguaccia lunga gli è costata la carriera. Sia come allenatore che come opinionista. Aldo si è messo a nudo ma senza impietosire, anzi condendo il tutto con le solite, irresistibili, battute. Compresa l’ultima: dopo una serie di interventi del pubblico, tra aneddoti e ricordi e dichiarazioni di affetto e di stima, Aldo a un certo punto si è girato chiedendo: «Boia, o in quanti verranno al mi’ funerale?».

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