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La “cinetosi” prende sul treno

PIOMBINO. Sedersi su un seggiolino qualsiasi del treno, per molti non costituisce un problema particolare. Per alcuni, al contrario, sì. C’è infatti chi cerca sempre un posto che consenta di guardare...

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PIOMBINO. Sedersi su un seggiolino qualsiasi del treno, per molti non costituisce un problema particolare. Per alcuni, al contrario, sì.

C’è infatti chi cerca sempre un posto che consenta di guardare nella direzione di marcia, altrimenti potrebbe insorgere un problema di vertigini.

Che succede, in sostanza? In persone predisposte alla cinetosi o che soffrano in particolare d’emicrania, si determina un conflitto fra stimolo visivo, vale a dire il passaggio veloce del paesaggio che s’osserva fuori dal finestrino e quello vestibolare che invece dà un segnale di staticità.

Dunque, quando il passeggero è orientato nel senso di marcia, la correlazione appare più naturale ed è come se il cervello s’aspettasse un fenomeno del genere ed è in grado di gestirlo. Al contrario, quando è orientato in senso opposto, il fenomeno non è naturale, come non è naturale correre velocemente all’indietro.

Cos’è, dunque, la cinetosi? Si tratta d’un fenomeno naturale e non deve, quindi, preoccupare. Bisogna pensare, infatti, come alcuni individui siano maggiormente soggetti a simili episodi e ciò spiega il motivo per cui taluni passeggeri possano occupare senza alcun fastidio i sedili opposti alla direzione di marcia del treno. È possibile, allora, una forma di prevenzione? In accordo col medico, si possono assumere farmaci a base di scopolamina (esiste in commercio un cerotto transdermico) oppure a base di dimenidrinato.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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