Il Tirreno

 

Castagne frutti afrodisiaci

Gian Ugo Berti
Castagne frutti afrodisiaci

La mite ottobrata a breve lascerà, come da calendario, il posto ai primi freddi di stagione. Ottimo, dunque, ricordarsi delle castagne. E la storia parla in loro favore

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PIOMBINO. La mite ottobrata a breve lascerà, come da calendario, il posto ai primi freddi di stagione. Ottimo, dunque, ricordarsi delle castagne. E la storia parla in loro favore.

Nel Medioevo erano considerate addirittura alimenti afrodisiaci, soprattutto se lasciate macerare nel vino. Secondo la leggenda, inoltre, si credeva che combattessero mal di testa e gotta. Utili per il cuore, erano in particolare le lessature di foglie e bucce.

Dal canto suo, la farina veniva usata per regolare il flusso mestruale abbondante, contrastare i dolori renali e favorire il buon decorso della gravidanza. Ottimo rimedio era, poi, come espettorante contro la tosse. Non a caso è un frutto dell’autunno, inizio del freddo. Ricca di vitamina C, produce azione stimolante gli anticorpi ovvero le difese immunitarie contro le infezioni. Sempre la vitamina C favorisce la produzione di collagene, proteina che rende piu’ elastica la pelle, quindi un aspetto piu’ giovanile.

Per la presenza di zinco, può contribuire a ridurre di volume la prostata. Per le fibre, diminuisce l’assorbimento del colesterolo e ne abbassa la presenza nel sangue. Al di là di ciò, la prudenza dice ora no ai diabetici (il 2% della popolazione in Val di Cornia ed Isola d’Elba), a chi si trovi in sovrappeso (circa il 30%), nei casi di colite, aerofagia e malattie del fegato.

Oggi, dunque, in queste situazioni,diciamo parlatene prima con il medico di fiducia.


 

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