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L’occhio pigro e controlli da fare

PIOMBINO. Non sempre le premure e l’attenzione della mamma riescono a scoprirlo subito, nel neonato. Parliamo di “occhio pigro”. Ecco perché si rendono necessari controlli specialistici costanti:...

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PIOMBINO. Non sempre le premure e l’attenzione della mamma riescono a scoprirlo subito, nel neonato. Parliamo di “occhio pigro”. Ecco perché si rendono necessari controlli specialistici costanti: alla nascita, poi a tre ed a sei anni, prima che il sistema visivo giunga alla completa maturazione, rendendo impossibile qualsiasi correzione. È un disturbo particolarmente frequente.

In linguaggio tecnico è l’ambliopia. Il piccolo non nasce vedendo 10/10, ma sviluppa la visione con il passare del tempo e deve usare gli occhi in modo uguale: a volte ciò non accade o per la presenza di uno strabismo, la deviazione degli assi degli occhi oppure perché uno è miope, vede cioè male da lontano e l’altro, all’opposto, è ipermetrope. Proprio per questa difficoltà è chiamato il “ladro silenzioso della vista nei bambini”.

Il bimbo si comporta comunque normalmente, utilizzando l’occhio sano e traendo così in inganno perfino la madre. Si cura tappando l’occhio buono ed indossando eventualmente gli occhiali necessari. In casi particolari, si possono invece impiegare settori occlusivi applicati su lenti.

Il trattamento deve però essere controllato, in quanto un suo eccesso potrebbe far regredire la visione nell’occhio sano. Per evitare ciò, si può coprire l’occhio buono per cinque giorni consecutivi e per uno soltanto l’altro, anche se occorre valutare la situazione caso per caso. Il tutto, in ogni modo, deve sempre avvenire sotto la costante verifica da parte di personale specializzato.

Gian Ugo Berti



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