Il Tirreno

Fotoromanzo dal respiro corto e logori cliché

Fotoromanzo dal respiro corto e logori cliché

L’improbabile storia d’amore tra l’osteopata cieca Valeria Golino e il pubblicitario donnaiolo Adriano Giannini riporta indietro il cinema italiano fino ai primi anni Novanta, quando Silvio Soldini...

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L’improbabile storia d’amore tra l’osteopata cieca Valeria Golino e il pubblicitario donnaiolo Adriano Giannini riporta indietro il cinema italiano fino ai primi anni Novanta, quando Silvio Soldini girava film interessanti. Ora ristagna nel sentimentalismo programmatico e ruffiano, dalla scrittura ovvia e prevedibile. Un fotoromanzo dal respiro corto, gravato da logori cliché. La regia stanca e la recitazione col pilota automatico (la meno credibile è la giovane cieca Laura Adriani) lo rendono un prodotto fasullo e inconsistente, nonostante le buone intenzioni e la professionalità della confezione.

Il colore nascosto delle cose

di Silvio Soldini con Valeria Golino (nella foto), Adriano Giannini, Arianna Scommegna.

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