Il Tirreno

Sabato 9 la luminaria di San Cerbone nel golfo di Baratti

di Gianni Gorini
Sabato 9 la luminaria di San Cerbone nel golfo di Baratti

Anche quest’anno si ripete l’ormai tradizionale appuntamento con la “Luminaria di San Cerbone” primo vescovo di Populonia

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BARATTI. Anche quest’anno si ripete l’ormai tradizionale appuntamento con la “Luminaria di San Cerbone” primo vescovo di Populonia.

È in programma nel golfo di Baratti, sabato, l’edizione numero 14; dalle 19, 30 quando la luce del sole comincerà a scomparire ci sarà la sfilata di barche illuminate sul mare. L’iniziativa è organizzata dall’associazione “Amici di Populonia” e dalla diocesi Massa Marittima-Piombino.

La celebrazione unisce alla memoria religiosa dell’evento anche quella di un ricordo di una tradizione passata sentita nel territorio di Populonia e Baratti, riproposta qualche anno fa e che ha ormai trovato continuità. Si ricorderà l’arrivo in barca dall’isola d’Elba dove il Santo patrono della diocesi fuggì perché minacciato e morente. Era il 575 dopo Cristo l’anno in cui San Cerbone morì. Chiese di essere sepolto sulla riva del mare sotto Populonia. Su una barca in una notte di tempesta violenta nel canale miracolosamente salvato dalla furia del mare e del vento, intorno alla barca che lo trasportava ci fu calma piatta, San Cerbone sbarcò proprio nel golfo di Baratti. La cerimonia di sabato ricorderà questo evento. Le reliquie del Santo arriveranno dal mare con una processione di barche illuminate sulla spiaggia nell’area della fonte appunto di San Cerbone. In processione poi si raggiungerà la vicina piccola chiesetta sul mare a lui dedicata dove sarà celebrata una funzione religiosa.

La festa di San Cerbone cade in altra data rispetto al calendario religioso ma la luminaria (molte le barche che accompagneranno quella con le reliquie del Santo fino allo sbarco sulla spiaggia) è stato deciso di anticiparla proprio ai primi giorni di settembre per evitare che le più possibili cattive condizioni nella stagione autunnale del mare e dei venti impediscano questo evento-ricordo.

Nella tradizione c’è sempre stata anche fin dalle prime edizioni nel passato la consegna del “panino di San Cerbone” a tutte le famiglie presenti perché poi, rientrando nei Comuni della Val di Cornia, lo mettessero su una delle finestre per proteggere la casa e la comunità “dal fulmine e dalla saetta”.
 

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