Sicurezza
scuola
In mostra le immagini del percorso “Testimoni”
PIOMBINO. Una mostra come modo di raccontare, tramite un percorso per immagini, il viaggio che ha portato alcuni ragazzi delle scuole piombinesi a indagare i temi della non violenza, della...
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PIOMBINO. Una mostra come modo di raccontare, tramite un percorso per immagini, il viaggio che ha portato alcuni ragazzi delle scuole piombinesi a indagare i temi della non violenza, della riconciliazione, del perdono e della disobbedienza, costruendo relazioni, rendendo liberi i propri pensieri e scoprendo valori opposti a odio, violenza, paura e vendetta. Il laboratorio “Testimoni”, organizzato da Samarcanda e Arci con il patrocinio del Comune, è stato tutto questo e la sua ultima tappa è un’esposizione. Ospitata al Piccolo centro d'arte “Le gambe verdi” di corso Vittorio Emanuele, la mostra, visitabile da oggi a domenica, dalle 21 alle 23, ospiterà le fotografie e i video realizzati durante tutto il percorso di “Testimoni”. Conterrà, inoltre, varie installazioni, volte a rappresentare concretamente le azioni che gli studenti della 3B Guardi, 1E liceo umanistico, 1B Mat Ipsia e 1Art Iti hanno svolto durante il laboratorio e nel corso del suo evento finale, “Barriere”. Durante il laboratorio “Testimoni” sono stati organizzati vari incontri, in classe e al Centro giovani di Piombino, che hanno permesso ai ragazzi di conoscere, tra gli altri, Annet Henneman, artista dedita al teatro di reportage ed Egidia Beretta Arrigoni, la madre di Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista ucciso a Gaza nel 2011, il giornalista Mario Lancisi e Irene Sisi dell’associazione “AmiCainoAbele”. Agli incontri è poi seguita una giornata nel corso della quale i ragazzi hanno portato a termine una serie di performances nel centro della città. Eventi questi miranti, nel complesso, alla riscoperta di una realtà incentrata sulla relazione, che abbia nel contatto e nel di-svelamento reciproco i suoi punti forti. «Eventi come questi guardano a una scuola che si apre al mondo esterno – dice Eraldo Ridi, curatore del laboratorio -, da una parte proiettando fuori i percorsi svolti durante l’anno, dall’altra aprendosi all’esterno. I ragazzi si sono divertiti e si sono dimostrati interessati a capire e imparare».
Claudia Guarino
Claudia Guarino
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